L'emergenza Covid-19 è sotto gli occhi di tutti, ma è per certi versi certamente sottostimata. "Tra i pazienti sottoposti a individuazione attiva, circa 3 su 10 sono asintomatici", ricorda infatti Livia Barenghi, biologa PhD, esperta in tecnologie tradizionali ed innovative per la prevenzione del rischio infettivo in odontoiatria, tra le voci dell'inchiesta de Il Dentista Moderno (numero di maggio 2020) dedicata al risk management al tempo del Coronavirus.

"Pazienti asintomatici e pre-sintomatici, apparentemente in buona salute che tuttavia", sottolinea l'esperta, "non possono certo essere considerati Covid-19 free".


 

 

I pazienti, da considerare tutti potenzialmente infetti

Livia Barenghi, biologa PhD,esperta in tecnologie tradizionali ed innovative per la prevenzione del rischio infettivo in odontoiatria.

Alla riapertura degli studi, in assenza di test diagnostici rapidi e validati, in grado di accertare in modo accurato la presenza del virus e degli anticorpi nel paziente, peraltro attualmente in corso di valutazione da parte dell’ Istituto superiore di sanità (Iss), tutti i pazienti,", dice  Barenghi, "dovranno essere considerati potenzialmente infetti. Per qualsiasi cura e in qualunque contesto organizzativo, dunque, il team odontoiatrico dovrà metter in atto tutte le misure di prevenzione disponibili, sapendo che i Dispositivi di protezione individuale (Dpi) sono indispensabili e vanno scelti con cura, ma sono pur sempre solo l'ultima barriera nella prevenzione del rischio infettivo e non sono sufficienti per rendere sicure le cure per operatori e pazienti. Ad esempio, pensiamo anche alla necessità del corretto uso della diga e degli aspiratori ".


 

 

 

Correggere i comportamenti a rischio

"Purtroppo, i dati riguardanti le violazioni e le inadempienze degli odontoiatri nell'uso dei DPI ", denuncia Barenghi, "sono molto preoccupanti (fonte: InTech 2018). I comportamenti devono essere corretti per evitare imprudenze e negligenze, ma anche per tutelare l'immagine dello studio, perché i pazienti, già di per sé sensibili al tema della sicurezza, saranno ancora più attenti alle misure messe in atto a tutela della propria salute, e soprattutto di quella dei loro figli e delle persone anziane”.

I Dpi, attenzione a come sceglierli

In attesa che anche l'Italia, in materia di Dpi per la prevenzione del Covid-19, si doti di linee guida ad hoc, il consiglio di Livia Barenghi è quello di fare riferimento non solo alle indicazioni dell'Inail e dell'Istituto superiore di sanità, ma anche alla linea guida dell'American Dental Association (Ada). "Senza dimenticare che per evitare sanzioni, le leggi da seguire in materia di sicurezza", spiega, "sono la legge 231/01 e la legge 81/2008 che prevedono ammende per gli inadempienti".

In ogni caso, l'aspetto più delicato, tra tutti, fa notare Barenghi, riguarda la scelta delle protezioni per le vie aeree, ma anche la verifica della marcatura CE. "Quando si acquistano Dpi", conclude la biologa, "bisogna prestare attenzione alla qualità dei prodotti, sostituire prontamente quelli eventualmente difettosi o lacerati e ricordarsi, tra le altre cose, che le protezioni oculari (occhiali e schermi) devono essere conformi alla Direttiva EN 166 ed essere predisposte per l'utilizzo degli ingranditori di cui gli odontoiatri spesso si avvalgono".

Covid-19 e odontoiatria, il problema degli asintomatici - Ultima modifica: 2020-04-20T17:55:26+00:00 da Pierluigi Altea
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