Ho letto con interesse l’articolo dei dottori Luigi Paglia e Rolando Crippa sull’utilizzo dei DPI corretti per i colleghi odontoiatri. Li voglio sostenere con tutte le forze e desidererei invitare tutti i colleghi degli studi odontoiatrici privati a fare altrettanto.

A riguardo penso agli insegnamenti dei corsi di primo soccorso e di antincendio: prima di tutto stai calmo e analizza la scena.

Allo stesso modo in questo periodo assisto a scene di panico dei colleghi e a sciacalli che inondano le e-mail di offerte per i più disparati dpi e macchinari di disinfezione o test ematici. Molti di questi non hanno prove scientificamente valide a supporto, specialmente su virus, anzi, gli esperti interpellati li ritengono spesso inutili per SARS-CoV-2. La conseguenza è che molti di noi, in fase di difficoltà anche economica, mentre chiedono giustamente sussidi, sarebbero disposti a spendere fino a 5.000€ per provvedimenti inutili, che nemmeno i reparti COVID-19 hanno.

Esorto quindi i miei colleghi a sostenere i presidi di sanità (anche odontoiatrica) del territorio nel modo migliore possibile. Stiamo a casa, eseguiamo le prestazioni urgenti e non differibili per alleggerire il carico delle strutture sanitarie.

Seguiamo i protocolli attentamente e le linee guida scrupolosamente, indossiamo i DPI necessari, ma nella misura indispensabile al nostro lavoro ridotto. Possiamo acquistare delle FFP o dei camici monouso, sapendo però che perfino il Ministero e la Protezione Civile hanno difficoltà nel reperirle e che spesso incappano in truffe.

Ricordo che la stessa OMS prevede che non servano particolari DPI su pazienti asintomatici perché questi devono essere indirizzati ai reparti che gestiscono pazienti sospetti per COVID-19. Quindi solo realtà che non possono lavorare in modo programmato con triage telefonico, come l’Istituto Stomatologico Italiano o il Pronto Soccorso Odontoiatrico di Brescia sono esposti a un rischio aumentato e a loro va tutta la mia stima.

Per i provvedimenti strutturali (filtri, test diagnostici rapidi, DPI da usare ad emergenza finita...) credo che la cosa migliore sia “keep calm” e aspettare le indicazioni del Comitato Tecnico Scientifico”.

Nel frattempo, sosteniamo con tutta la nostra forza i colleghi in prima linea, anche quando questo vuol dire stare a casa tranquilli senza ingrassare economicamente i venditori di illusioni.

Proteggere noi, i nostri pazienti e i nostri cari significa soprattutto fare le cose nel migliore dei modi, con razionalità, senza sottrarre beni, a noi inutili, a chi sono indispensabili.

Marco Santina
odontoiatra, Brescia

 

Covid-19 e DPI: lettera al Direttore - Ultima modifica: 2020-04-02T17:33:51+00:00 da redazione
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1 commento

  1. Marco Santina, sono d’accordo con te e sottoscrivo ogni tua parola.
    Un caro saluto a te e a tutti colleghi lombardi.

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