Un gruppo di ricercatori guidati dalla National and Kapodistrian University di Atene, Grecia, ha condotto un’ampia umbrella review, cioè una revisione sistematica di revisioni esistenti, per valutare l’efficacia dei collutori nella prevenzione della carie. Con l’obiettivo di sintetizzare innanzitutto i risultati delle revisioni già pubblicate. Nonché chiarire quali formulazioni, frequenze d’uso e target di pazienti traggano il maggior beneficio dall’impiego dei collutori fluorurati o contenenti altri agenti attivi.
Il metodo di ricerca adottato
Gli autori hanno selezionato revisioni sistematiche e meta-analisi che indagavano gli effetti dei collutori sull’incidenza e sull’arresto della carie in bambini, adolescenti e adulti. Le revisioni incluse valutavano diversi tipi di prodotti (fluorurati, antibatterici, combinati), differenti concentrazioni di fluoro e protocolli d’uso variabili. L’analisi ha incluso sia studi sulla prevenzione primaria (riduzione delle nuove lesioni), sia studi sul controllo o sull'arresto di lesioni già presenti.
Ogni revisione è stata analizzata per qualità metodologica, livello di evidenza e coerenza dei risultati. Gli autori hanno quindi riassunto i dati quantitativi quando possibile, oppure fornito una valutazione qualitativa nelle aree dove l’eterogeneità degli studi non permetteva confronti statisticamente validi.
I risultati emersi dallo studio
I collutori fluorurati sono risultati efficaci nel ridurre l’incidenza della carie, con un beneficio più evidente nei soggetti a rischio moderato o elevato. Le formulazioni con concentrazioni intermedie o elevate di fluoro hanno mostrato la migliore performance preventiva, specialmente se utilizzate in modo regolare (almeno 1–2 volte al giorno).
Per quanto riguarda l’arresto delle lesioni precoci, le evidenze risultano più eterogenee. Alcune revisioni indicano un possibile effetto positivo dei collutori fluorurati nel favorire remineralizzazione e riduzione della progressione delle lesioni iniziali, ma la qualità complessiva degli studi varia in modo significativo. Gli autori sottolineano che l’efficacia dipende sia dal tipo di collutorio, sia dal profilo individuale del paziente, includendo dieta, igiene orale e rischio cariogeno complessivo.
L'interpretazione clinica dei dati raccolti
Questa sintesi delle evidenze conferma che i collutori fluorurati rappresentano un valido supporto alle procedure meccaniche quotidiane di igiene orale. Essi possono infatti migliorare il controllo del rischio nei pazienti più esposti alla carie, come i portatori di apparecchi ortodontici o i soggetti con scarsa manualità, ridotto flusso salivare o dieta ad alto contenuto di zuccheri.
Tuttavia, la capacità dei collutori di arrestare lesioni cariose già presenti non appare ancora pienamente definita. La grande variabilità metodologica degli studi richiede dunque cautela nel formulare raccomandazioni cliniche univoche.
I collutori servono: lo dice la scienza
L’idea che l'impiego regolare di collutori, e in particolare di quelli contenenti fluoro, sia efficace per la prevenzione della carie risulta supportata da solide evidenze nella prevenzione primaria, soprattutto nei pazienti a rischio elevato. L’effetto sull’arresto delle lesioni iniziali è infatti reale e promettente, ma necessita di studi clinici più omogenei e di più lunga durata. Come suggerisce peraltro la ricerca stessa, pubblicata su Evidence-Based Dentistry.



