Autori

Alessandro Manenti
Odontoiatra a Merate

Chirurgia mucogengivale con approccio T-CAF
- Ultima modifica: 2022-10-15T10:37:30+02:00
da Paola Brambilla
Trattamento chirurgico di recessioni gengivali multiple nel settore incisivo inferiore: approccio terapeutico e valutazione dei risultati e della stabilità dei tessuti parodontali a 6 mesi di follow-up.
Una paziente di 25 anni si presenta alla nostra attenzione per la presenza di recessioni gengivali a carico degli incisivi centrali inferiori (3.1 e 4.1), con esposizione delle superfici radicolari, ipersensibilità dentinale e difficoltà nello spazzolamento.

Diagnosi e pianificazione del trattamento

L’esame clinico consente di formulare la diagnosi di recessioni di tipo RT1 secondo la classificazione di Cairo et al. (2011)1, ovvero in assenza di perdita
di attacco interprossimale (Figura 1).
chirurgia mucogengivale
1. Situazione iniziale: recessioni RT1 a carico di 3.1 e 4.1
Si programma quindi un intervento di chirurgia mucogengivale mediante lembo avanzato coronalmente e tunnellizzato (tunneled coronally advanced flap, TCAF) associato a innesto di tessuto connettivo, secondo l’approccio descritto da Barootchi e Tavelli (2022)2.
A sei mesi dalla rimozione delle suture si osserva un ricoprimento pressoché completo delle recessioni, con un margine gengivale armonioso, un guadagno di gengiva cheratinizzata e un evidente ispessimento del fenotipo (Figura 7).
chirurgia mucogengivale
7. Controllo a sei mesi: ricoprimento stabile con guadagno di gengiva cheratinizzata e di spessore
Pur trattandosi di recessioni RT1, per le quali è ragionevole porre come obiettivo il ricoprimento completo, il settore incisivo inferiore concentra numerosi fattori di difficoltà chirurgica, oggi sistematizzati nel difficulty score proposto da Stefanini, Barootchi, Tavelli e Zucchelli (2023)3.
Nel caso in esame erano riconoscibili (Figura 2):
chirurgia mucogengivale
2. Fattori di difficoltà chirurgica riconoscibili nel sito
  • assenza di gengiva cheratinizzata apicale alla recessione;
  • fenotipo gengivale sottile;
  • inserzione frenulare in tensione sul margine;
  • vestibolo poco profondo;
  • papille strette, invaginazioni mucose e solco radicolare (groove).

Approccio chirurgico T-CAF

Il disegno del lembo (Figura 3) combina i principi della tecnica a tunnel e del lembo coronalmente avanzato. Per prima cosa si procede con il disegno del lembo.
chirurgia mucogengivale
3. Disegno del lembo: papilla centrale tunnellizzata, papille laterali a spessore parziale, spessore totale sulle radici e rilascio apicale a spessore parziale
La papilla centrale, deficitaria e in corrispondenza di un diastema interincisivo, viene tunnellizzata per preservarne l’integrità e l’apporto vascolare, mentre le papille chirurgiche laterali vengono incise e scollate a spessore parziale per almeno
3 mm di larghezza.
Lo scollamento prosegue a spessore totale in corrispondenza delle superfici radicolari vestibolari e nuovamente a spessore parziale (prima profondo poi superficiale) in senso apicale, così da ottenere un avanzamento passivo del lembo.
Dopo condizionamento chimico delle superfici radicolari con EDTA e amelogenine, un innesto di tessuto connettivo, prelevato dal palato e disepitelizzato extraoralmente, viene inserito al di sotto del lembo e tunnellizzato in corrispondenza della papilla centrale (Figura 4).
chirurgia mucogengivale
4. Fase intraoperatoria: lembo mobilizzato e inserimento dell’innesto connettivo
L’innesto viene stabilizzato sulle superfici radicolari e suturato alle papille con suture in PGA, ago 7-0; il lembo viene quindi avanzato coronalmente e fissato con suture sling.
La papilla interdentale viene suturata e trazionata coronalmente con una sutura sospesa al filo della contenzione (Figura 5).
5. Sutura del lembo coronalmente avanzato e stabilizzazione dell’innesto

Follow-up e risultato clinico

La gestione post-operatoria prevede sciacqui con clorexidina 0,2% due volte al giorno per due settimane e la sospensione dello spazzolamento meccanico nell’area trattata.
La rimozione delle suture avviene a due settimane (Figura 6), momento in cui il margine è ancora plastico e va protetto da traumi meccanici.
6. Controllo a due settimane, alla rimozione delle suture
I controlli successivi documentano la progressiva maturazione e l’integrazione cromatica dei tessuti.
Al controllo dei sei mesi il ricoprimento appare stabile, con un aumento della banda di gengiva cheratinizzata e dello spessore tissutale, risultato coerente con la condizione di partenza RT1 e con la correzione contestuale dei fattori
sfavorevoli iniziali (Figura 7).
7. Controllo a sei mesi: ricoprimento stabile con guadagno di gengiva cheratinizzata e di spessore
La paziente si è dichiarata pienamente soddisfatta dell’esito estetico e funzionale.
Bibliografia
  1. Cairo F, Nieri M, Cincinelli S, Mervelt J, Pagliaro U. The interproximal clinical attachment level to classify gingival recessions and predict root coverage outcomes: an explorative and reliability study. J Clin Periodontol. 2011;38(7):661-666. doi:10.1111/j.1600-051X.2011.01732.x
  2. Barootchi S, Tavelli L. Tunneled coronally advanced flap for the treatment of isolated gingival recessions with deficient papilla. Int J Esthet Dent. 2022;17(1):14-26.
  3. Stefanini M, Barootchi S, Tavelli L, et al. Difficulty score for the treatment of isolated gingival recessions with the coronally advanced flap: a preliminary reliability study. Clin Oral Investig. 2023;27(2):559-569. doi:10.1007/s00784-022-04750-0
  4. Tavelli L, Yilmaz B, Steiner Back L, et al. Tracing the evolution of root coverage: clinical milestones leading to a minimally invasive era. J Periodontol. 2026;97(5):983-1009. doi:10.1002/JPER.70044
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