Considerazioni sulla CBCT in ortodonzia

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Negli ultimi anni, la disciplina ortodontica ha conosciuto delle significative innovazioni, senza che ciò implicasse, tuttavia, la ridiscussione di determinate certezze “storiche”. Lo studio del caso, ad esempio, costituisce uno dei momenti più importanti, nel quale vengono determinate le linee principali del trattamento. Nel tempo, esso si è ampliato e oggi si articola in una fase anamnestica accurata cui segue in una fase clinica obiettiva, con annessa raccolta di documentazione fotografica – in visione extraorale e intraorale – e, nella maggior parte dei casi, nello studio delle immagini radiografiche. Ancora oggi, le due riprese che l’ortodontista richiede in maniera routinaria sono l’ortopantomografia e la teleradiografia latero-laterale del cranio. Da qualche anno a questa parte, però, alcuni Autori auspicano un ampliamento in ambito ortodontico delle tecniche radiografiche tridimensionali, basate sulla tomografia computerizzata cone beam (CBCT). Sicuramente queste metodiche sono oggi maggiormente accessibili, in termini economici, ma soprattutto per quanto riguarda la tolleranza biologica. Rimane comunque il fatto che il rapporto costi-benefici vada soppesato nel paziente pediatrico in maniera diversa rispetto al soggetto adulto.

Nel 2010, un articolo del New York Times denunciò “l’abuso dell’indagine CBCT su bambini e adolescenti”: l’impatto sull’opinione pubblica fu forte. Negli anni successivi, l’Associazione Americana di Ortodonzia e l’Accademia Americana di Radiologia Orale e Maxillofacciale pubblicarono le rispettive linee guida.

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Ad oggi, comunque, per quanto non esista ancora un consenso univoco sull’impiego della CBCT in ortodonzia, la Letteratura suggerisce sia dei principi generali a cui attenersi, sia una casistica più precisa per le quali la metodica risulta indicata.

In generale, la scelta di indirizzare un paziente all’indagine CBCT deve soppesarne la storia clinica e dev’essere giustificata anche dall’esigenza di informazioni diagnostiche molto articolate, e comunque con il maggior risparmio possibile in termini di esposizione (ad esempio, con la riduzione del field of view FOV).

Ribadendo che l’utilizzo dovrebbe limitarsi ai casi selezionati, le applicazioni cliniche per cui la CBCT risulta utile sono molteplici: ne vengono qui elencate alcune.

In primo luogo, lo studio delle strutture scheletriche, sia per quanto riguarda la relazione fra i mascellari che le asimmetrie scheletriche, oltre che le previsioni di crescita.

Le ricostruzioni tridimensionali sono particolarmente indicate per lo studio degli elementi in inclusione: è possibile valutarne il tragitto di eruzione, individuare eventuali complicazioni, ed eventualmente pianificarne le chirurgie (trattamento ortodontico-chirurgico o estrazione).

In conclusione, la CBCT trova impiego anche negli ambiti delle competenze allargate dell’ortodontista: viene utilizzata infatti nello studio delle patologie articolari – con particolare attenzione alla morfologia condilare – e nella valutazione delle vie aeree superiori fino al tratto faringeo. Quest’ultima applicazione è oggetto del video allegato al presente articolo.

Considerazioni sulla CBCT in ortodonzia - Ultima modifica: 2016-09-16T07:03:06+00:00 da redazione

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