Il bruxismo può associarsi a manifestazioni dolorose che vanno ben oltre la cavità orale. A confermarlo è uno studio condotto presso la Necmettin Erbakan University di Konya, in Turchia. I ricercatori hanno utilizzato mappe del dolore per individuare le regioni anatomiche maggiormente interessate nei pazienti con probabile bruxismo. I risultati mostrano una netta prevalenza delle manifestazioni dolorose nella regione testa-collo e indicano inoltre una maggiore intensità del dolore nelle donne e nelle persone che riferiscono un sonno irregolare.

Il dolore oltre la cavità orale

Il bruxismo è caratterizzato da un'attività dei muscoli masticatori che può manifestarsi durante il sonno oppure durante la veglia. La sua valutazione clinica può risultare complessa e non può basarsi esclusivamente sulla presenza di usura dentale. Anche il dolore associato al bruxismo può assumere caratteristiche differenti e interessare distretti anatomici diversi. Proprio per questo gli autori hanno cercato di rappresentarne la distribuzione attraverso uno strumento visivo: le heat map, o mappe di calore. Questa metodologia consente di trasformare le indicazioni fornite direttamente dai pazienti in una rappresentazione grafica della distribuzione del dolore. Le zone maggiormente segnalate emergono così con maggiore evidenza, permettendo di osservare eventuali pattern ricorrenti.

Lo studio su 200 pazienti

La ricerca ha coinvolto 200 pazienti con probabile bruxismo, dei quali 123 donne e 77 uomini. L'età era compresa tra 18 e 70 anni, con una media di 34,9 anni. I dati sono stati raccolti tra il 2024 e il 2025. Gli autori hanno definito il probabile bruxismo attraverso la combinazione di due elementi: l'autovalutazione positiva del paziente e l'evidenza clinica di usura o attrito dentale non funzionale. La classificazione non derivava quindi da una registrazione strumentale dell'attività muscolare durante il sonno. I ricercatori hanno inoltre raccolto diverse informazioni sociodemografiche e comportamentali. Hanno considerato età, sesso, presenza di patologie sistemiche, livello di istruzione, professione, stato civile, abitudini del sonno, fumo e consumo di alcol.

Disegnare il dolore

Ai partecipanti sono stati forniti modelli che rappresentavano sette regioni anatomiche. Le immagini comprendevano la regione intraorale, le aree destra e sinistra e anteriori e posteriori della testa e del collo, oltre alle regioni anteriori e posteriori degli arti superiori. Ogni paziente doveva colorare le zone nelle quali percepiva dolore. I ricercatori hanno successivamente calcolato la frequenza delle aree contrassegnate e utilizzato questi dati per realizzare le mappe di calore. L'intensità del dolore è stata invece misurata attraverso una Numerical Rating Scale (NRS) a 11 punti, strumento comunemente utilizzato per quantificare la percezione soggettiva del sintomo doloroso.

Testa e collo sono le zone più interessate

I risultati mostrano una distribuzione piuttosto evidente. Il dolore si concentrava soprattutto nella regione testa-collo. La parte destra di questo distretto ha registrato 700 aree contrassegnate, mentre quella sinistra ne ha totalizzate 610. La regione intraorale, al contrario, ha presentato la frequenza più bassa, con 143 segnalazioni. Il dato assume particolare interesse dal punto di vista odontoiatrico. Nel paziente con probabile bruxismo, infatti, la sintomatologia dolorosa non sembra concentrarsi necessariamente dove potrebbe essere più intuitivo cercarla, cioè all'interno della bocca. Il distretto cranio-cervicale emerge invece come la principale sede del dolore riferito. La valutazione clinica del paziente dovrebbe quindi considerare una distribuzione più ampia dei sintomi e non limitarsi esclusivamente alle strutture dentali e intraorali.

Dolore più intenso nelle donne

Lo studio ha evidenziato anche alcune differenze nell'intensità del dolore. Le donne presentavano punteggi NRS significativamente superiori rispetto agli uomini. L'associazione risultava statisticamente significativa. Il dato, tuttavia, deve essere interpretato come una caratteristica del campione analizzato e non permette di stabilire da solo le ragioni della differenza osservata. Non sono invece emerse associazioni significative tra intensità del dolore ed età, consumo di alcol, fumo, istruzione, professione, stato civile o presenza di patologie sistemiche.

Anche il sonno entra in gioco

Un altro risultato riguarda le abitudini del sonno. I pazienti che riferivano un ritmo del sonno irregolare mostravano un'intensità del dolore significativamente maggiore, con una differenza statisticamente rilevante rispetto a chi dichiarava un sonno regolare. Il risultato merita attenzione, ma non permette di stabilire un rapporto di causa-effetto. Lo studio ha infatti un disegno trasversale e fotografa le caratteristiche dei pazienti in un determinato periodo. Non è quindi possibile concludere che l'irregolarità del sonno provochi una maggiore intensità del dolore nei soggetti con probabile bruxismo. Allo stesso modo, i risultati non dimostrano che sia il dolore a determinare un sonno irregolare. Lo studio evidenzia semplicemente un'associazione tra i due fenomeni, che dovrà essere approfondita con ricerche specifiche.

Le mappe come possibile strumento clinico

L'utilizzo delle heat map rappresenta uno degli aspetti più interessanti del lavoro. Il dolore è per sua natura un'esperienza soggettiva e può risultare difficile descriverne con precisione distribuzione ed estensione. Consentire al paziente di indicare direttamente le aree interessate permette invece di raccogliere informazioni spaziali che possono integrare la tradizionale anamnesi. Le mappe del dolore potrebbero quindi contribuire a una valutazione più completa della sintomatologia, soprattutto quando questa coinvolge più regioni anatomiche. Lo studio non dimostra comunque che le heat map possano essere utilizzate per diagnosticare il bruxismo. Il loro interesse riguarda piuttosto la caratterizzazione e la visualizzazione del dolore riferito dal paziente.

Una valutazione che non si ferma ai denti

I risutati dello studio, pubblicato su BMC Oral Health, indicano dunque che nei pazienti con probabile bruxismo il dolore interessa prevalentemente la regione testa-collo, mentre la zona intraorale risulta meno frequentemente segnalata. Sesso femminile e irregolarità del sonno risultano inoltre associati a una maggiore intensità dolorosa. Il disegno trasversale dello studio e la definizione di probabile bruxismo basata su autovalutazione e segni clinici impongono comunque prudenza nell'interpretazione. Il lavoro offre però un'indicazione utile per la pratica odontoiatrica: quando si valuta un paziente con possibile bruxismo, l'attenzione al dolore dovrebbe estendersi oltre la cavità orale e comprendere l'intero distretto cranio-cervicale, insieme ad alcuni aspetti comportamentali come le abitudini del sonno.

Bruxismo e dolore nella regione testa-collo - Ultima modifica: 2026-09-11T09:03:13+02:00 da Pierluigi Altea
Bruxismo e dolore nella regione testa-collo - Ultima modifica: 2026-09-11T09:03:13+02:00 da Pierluigi Altea