Antibiotici sistemici come supporto nella terapia parodontale

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Ad oggi il semplice approccio non chirurgico (scaling e root planing, SRP) costituisce la prima e irrinunciabile linea terapeutica nella malattia parodontale. I diversi protocolli disponibili, poi, prevedono la somministrazione di varie terapie adiuvanti, tipicamente a somministrazione topica: antisettici orali, laser, terapia fotodinamica e anche antibiotici, metodica questa molto documentata anche nel trattamento delle perimplantiti. Accanto a queste opzioni, in letteratura si è dibattuto sull’impiego della terapia antibiotica nella convenzionale forma sistemica.

Tale eventualità rappresenta un’indicazione clinica interessante, peculiare fra tutte le terapie non chirurgiche in odontoiatria, eccezion fatta forse per la gestione dell’ascesso alveolare acuto.

Uso degli antibiotici sistemici nella terapia della parodontite

Questo articolo si propone dunque di considerare le evidenze scientifiche più recenti e come queste debbano tradursi nella pratica clinica, anche in ragione delle possibili criticità derivanti da un uso scorretto degli antibiotici, con particolare riferimento al problema delle resistenze batteriche. Del resto, già nel 1996 l’American Academy of Periodontology raccomandava la somministrazione dell’antibioticoterapia adiuvante secondo i criteri della “good medical practice”.

Nel 2015, il gruppo di Keestra ha pubblicato sul Journal of Periodontal Research, due revisioni sistematiche con meta-analisi consecutive sull’argomento, la prima dedicata al paziente affetto da parodontite cronica, la seconda a quello con parodontite aggressiva. Per completezza, va ricordato come le indicazioni debbano essere rilette alla luce della nuova classificazione della malattia parodontale, introdotta successivamente alla pubblicazione delle revisioni stesse.

I due studi hanno seguito un metodo comune, in accordo alle indicazioni Cochrane Collaboration e PRISMA, al fine di rispondere a due domande precise: gli antibiotici sistemici combinati alla SRP hanno effetto additivo sugli outcome clinici rispetto alla sola SRP, rispettivamente nella parodontite cronica e in quella aggressiva non trattate?

La prima SR ha incluso un totale di 43 studi e, come dati clinici, ha considerato: riduzione di PPD in tasche moderate e profonde – su questa variabile viene ritrovato un vantaggio statisticamente significativo della terapia combinata, massimamente entro il primo anno – guadagno di CAL negli stessi casi e variazione di BOP. La variabilità di molecole e posologie proposte è un altro dato importante.

Il secondo studio, dedicato alla parodontite aggressiva, ha incluso 14 lavori, riportando anche conclusioni analoghe e un forte trend positivo a favore della cosomministrazione di amoxicillina e metronidazolo. Dal punto di vista clinico, sarebbero questi ultimi l’indicazione e il protocollo maggiormente supportati dalle evidenze scientifiche attuali (pur meritevoli di ulteriore approfondimento), in accordo con la più recente meta-analisi di Zhang (Chinese Journal of Evidence-Based Medicine, 2016).

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/8866324?dopt=Abstract

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25142259

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/25522248

Antibiotici sistemici come supporto nella terapia parodontale - Ultima modifica: 2018-11-13T05:31:26+00:00 da redazione

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