ANDI contro La Repubblica: niente «punturine», riaffermiamo le nostre competenze

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L’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (ANDI) risponde con decisione all’articolo di Michele Bocci pubblicato da La Repubblica, nella sezione Salute, martedì 21 maggio u.s., a proposito di un parere del Consiglio Superiore di Sanità relativo alla legittimità o meno per gli odontoiatri di svolgere piccoli interventi estetici nell’area del viso.

Bocci accusa «un certo numero di dentisti» di voler usare le «punturine» per affrontare meglio la «crisi della professione», compensando così il calo di pazienti e risollevando i propri guadagni.

Come si legge in una nota dell’associazione, dall’articolo di Repubblica si evince «un’assoluta mancanza di rispetto per una categoria che non cerca ulteriori spazi di attività nella medicina estetica, ma semplicemente è determinata a riaffermare, anche in questo contesto, la piena legittimità dei propri ambiti di intervento». Come  specificato anche dall’Articolo 2 della Legge istitutiva 409/85: «Formano oggetto della professione di odontoiatra le attività inerenti alla diagnosi e alla terapia delle malattie e anomalie congenite e acquisite dei denti, della bocca, delle mascelle e dei relativi tessuti…»

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«I dentisti non mirano a eseguire ‘punturine intorno agli occhi’ – dichiara Carlo Ghirlanda, Presidente Nazionale ANDI – ma riaffermano, e con forza, le proprie prerogative e competenze professionali, per le quali sono stati formati e per le cui affinità sono esclusivisti per legge.»

 

ANDI contro La Repubblica: niente «punturine», riaffermiamo le nostre competenze - Ultima modifica: 2019-05-27T06:53:39+00:00 da redazione

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