Alterazioni elettromiografiche in corso di deglutizione nel paziente disfunzionale

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La definizione di disordine temporo-mandibolare racchiude una serie di condizioni complesse, coinvolgenti l'apparato masticatorio nella sua interezza, ovvero in tutte le sue parti: l'articolazioni temporo-mandibolari, la muscolatura masticatoria, il cavo orale con le arcate dentarie. Ne consegue che l'approccio clinico, diagnostico e terapeutico, al paziente disfunzionale – o presunto tale – prevede una sequenzialità e una complessità ben precise.

In conseguenza a quanto enunciato, la definizione univoca dell'impatto della patologia costituisce spesso un elemento di difficoltà in ambito gnatologico, e anche un limite nella comunicazione con il paziente.

La deglutizione rappresenta un meccanismo fisiologico di estrema complessità, acquisito precocemente già nella vita intrauterina. Ha una funzione nutritiva e anche di idratazione, dovendo guidare il passaggio dal cavo orale all'esofago del bolo alimentare e anche dell'eccesso salivare.

Avendo l'occlusione ha un ruolo notevole nel processo deglutitorio, alcuni autori si sono interrogati sul possibile interessamento in caso di disordine temporo-mandibolare, evidenziando una tendenza al malposizionamento della lingua (altro organo fondamentale della deglutizione) e alla contrazione apparente della muscolatura periorale.

Alterazioni elettromiografiche nel paziente disfunzionale

Un recente studio, condotto da un gruppo di ricerca multispecialistico brasiliano e pubblicato su Clinical Oral Investigations, ha valutato la patologia disfunzionale in riferimento all'attività della muscolatura.

L'indagine ha coinvolto un totale di 50 pazienti, di cui 23 disfunzionali cronici, diagnosticati per dislocazione discale con riduzione e affetti da sintomatologia dolorifica, e 27 volontari sani appartenenti alla stessa fascia d'età. Tutti i pazienti presentavano almeno 28 elementi dentari e anamnesi negativa per crossbite e/o pregresso trattamento ordontico, parodontopatia, neuropatie periferiche o qualsiasi altra condizione di particolare rilievo a carico dell'apparato testa-collo.

I soggetti sono stati sottoposti a elettromiografia (EMG) di superficie a livello dei muscoli temporali, masseteri, sternocleidomastoidei e sovraioidei durante le prove di deglutizione della saliva (deglutizione spontanea) o di volumi di acqua pari a 10 e 15 mL alla temperatura di 26-28°C (deglutizione volontaria).

Rispetto al gruppo di controllo, nei pazienti disfunzionali è stato rilevato un prolungamento della deglutizione sia per saliva e liquidi. Risulta inoltre un allungamento del tempo necessario a raggiungere il picco dell'attività muscolare e la metà dell'integrale (area sottesa al tracciato EMG).

In conclusione, lo stato miofunzionale orofacciale risulta moderatamente correlato ai parametri elettromiografici. È stato evidenziato come i pazienti disfunzionali reclutino i muscoli elevatori in maniera proporzionalmente maggiore rispetto ai soggetti sani.

Dal punto di vista clinico, tali indicazioni potrebbero risultare utili alla definizione di un approccio terapeutico basato sulla promozione dell'attività della muscolatura sovraiodea, la quale ridurrebbe la frequenza di contrazione submassimale dei

muscoli elevatori, scaricando gli stessi e riducendo la sintomatologia dolorosa conseguente.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30488118

Alterazioni elettromiografiche in corso di deglutizione nel paziente disfunzionale - Ultima modifica: 2019-07-23T07:05:02+00:00 da redazione
Alterazioni elettromiografiche in corso di deglutizione nel paziente disfunzionale - Ultima modifica: 2019-07-23T07:05:02+00:00 da redazione
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