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Alitosi: condizioni predisponenti e tipologie

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L’alitosi è una problematica particolarmente delicata nell’ambito della salute orale. Il convivere con questo tipo di sensazione costituisce una limitazione potenzialmente molto significativa per quanto concerne la vita di relazione del paziente. L’odontoiatra è il primo medico responsabile nell’intercettare tale problematica, che può tuttavia coinvolgere altri distretti corporei, se non l’organismo a livello sistemico. In caso di approccio multispecialistico, l’odontoiatra ricopre un doppio ruolo informativo verso il paziente e di confronto e coordinamento rispetto ai colleghi. Questo breve articolo cercherà di fornire alcuni aspetti eziologici, epidemiologici, diagnostici e terapeutici, tutti evidence-based.

Il primo aspetto da indagare, quello epidemiologico, è più complesso di quanto ci si possa aspettare: questo tipo di indagine, infatti, risente sia della mancanza di criteri di valutazione standardizzati che dalla differente percezione dell’alitosi fra le diverse culture. Sono comunque disponibili articoli, sia sulla popolazione che su campioni omogenei. Emblematico il caso dell’India. Un lavoro indiano, ad esempio, sostiene che la problematica interessi tra il 21.7 e il 35.3% degli studenti. Contemporaneamente, Autori osservano come proprio nel caso dell’India scarseggino gli studi di popolazione su questa condizione.

Volendo fornire un fattore eziologico dell’alitosi, va innanzitutto osservato come non esista una condizione unica. In primo luogo, si può parlare di una alitosi “fisiologica”, tipicamente mattutina, causata dalla stagnazione di liquido salivare in cui si trovano intrappolati residui di cheratinociti desquamati dalla mucosa, a rivestire principalmente il dorso della lingua.

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Esiste poi un complesso – di per sé molto ampio – di alitosi “vere”. Indicativamente, l’80% di queste ha causa locale. Un processo fondamentale, in questo senso, è il rilascio di composti volatili dello zolfo: acido solfidrico, metantiolo e solfuro dimetile sono i principali. Il dorso linguale è un potenziale serbatoio di batteri anaerobi, grossi produttori di queste sostanze. Diverse condizioni infiammatorie possono essere correlate con la condizione: in primis la malattia parodontale, in cui i microrganismi si accumulano nelle tasche, ma anche pericoronite, alveolite secca, ascesso parodontale, ulcerazioni delle mucose. Anche la candidosi pseudomembranosa prevede un accelerato processo desquamativo.

La restante parte delle condizioni deriva da processi patologici di interesse non prettamente odontoiatrico: Autori sostengono che il 10% del totale derivi da aree anatomiche di competenza otorinolaringoiatrica (1/3 dalle tonsille).

Alcuni autori, infine, riconoscono una particolare condizione, che può essere definita pseudoalitosi o alitosi immaginaria. Pazienti che riferiscono con convinzione tale sintomo (oltre alle connotazioni psicologiche susseguenti) non ne riveleranno segni clinici all’esame obiettivo. Per quanto poco conosciuta e documentata, tale particolare condizione è stata recentemente classificata fra le “condizioni psicosomatiche che interessano la pratica odontoiatrica”.

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