Acondroplasia: gestione ortodontica e multidisciplinare Premium

L’ortodontista e l’odontoiatra sono figure importanti nel piano diagnostico terapeutico del paziente pediatrico affetto da questa patologia. L’impatto delle possibili complicanze è significativo e condiziona in taluni casi la qualità della vita. È pertanto sempre più raccomandata la creazione di ambulatori clinici di follow-up multidisciplinare a medio e lungo termine, in particolare nei centri di riferimento per tale condizione.

 

Le mutazioni a carico del gene FGFR3 sono alla base dell’acondroplasia, patologia rara che comporta oltre a bassa statura disarmonica con arti corti, anche macrocefalia, fronte prominente, ponte nasale depresso, crescita minore del terzo medio del cranio con iposviluppo dell’arco zigomatico, contrazione palatale trasversale, disfunzione del sistema otorinolaringoiatrico e stenosi del forame magno.

Le complicanze che ne scaturiscono a livello odontoiatrico presuppongono l’adozione di soluzioni terapeutiche ortognatodontiche, con l’obiettivo di intercettare e programmare lo sviluppo del III medio del cranio e del mascellare superiore; ciò contribuisce in misura rilevante a migliorare la qualità di vita ed evitare l’insorgere delle problematiche conseguenti all’ostruzione cronica.

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Abbiamo affrontato il tema rivolgendo alcuni quesiti a Fausto Assandri, specialista in ortognatodonzia, e a Maria Francesca Bedeschi, specialista in genetica clinica, entrambi della Fondazione IRCCS Ca’ Granda, Ospedale Maggiore Policlinico di Milano e della Scuola di Specializzazione in Ortognatodonzia dell’Università degli Studi di Milano, e soci attivi SIOH.

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Acondroplasia: gestione ortodontica e multidisciplinare - Ultima modifica: 2019-12-19T15:05:44+00:00 da monicarecagni

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