Gli studi che qui presentiamo sono incentrati su due sondaggi all’interno dei quali sono stati valutati i molteplici aspetti legati alla sedazione dei pazienti odontoiatrici pediatrici e i possibili eventi avversi post-trattamento.
Pratiche e opinioni sulla sedazione a base di protossido d’azoto eseguita da dentisti autorizzati a svolgere questo tipo di analgesia in Brasile
Practices and opinions on nitrous oxide/oxygen sedation from dentists licensed to perform relative analgesia in Brazil
Daher A, Pinheiro Lima RH, Rezende Costa L, Rodrigues Leles CR. BMC Oral Health 2012;12:21.
Lo scopo di questa indagine è stato quello di identificare le attuali pratiche e opinioni sulla sedazione cosciente (RA) - condotta da dentisti brasiliani con licenza di poterla eseguire - mediante somministrazione di protossido di azoto nei pazienti odontoiatrici.
L’analgesia relativa (RA) o sedazione cosciente è un termine introdotto in Odontoiatria dall’americano Harold Langa, nel 1968, per rappresentare l’inalazione di un flusso continuo a variabile concentrazione di protossido di azoto per produrre sedazione e analgesia. L’obiettivo della RA è quello di aiutare i pazienti timorosi e/o ansiosi che con questa metodica si sentono più rilassati, facilitando in tal modo le procedure mediche e dentistiche. Questo è un sondaggio in sezione trasversale di dentisti, aventi la licenza in Brasile per eseguire la RA, ed è stato approvato dal Consiglio di Amministrazione dell’Università Federale di Goias, Brasile. Sono stati 652 i dentisti con licenza in grado di fornire RA nel 2007. Dei 652 dentisti ammessi, 305 sono stati esclusi perché le loro informazioni di contatto non erano disponibili online. Dei rimanenti 347, 62 non avevano un indirizzo di posta elettronica valido (messaggio automatico “posta restituita al mittente”) e 4 hanno rifiutato di partecipare. Il campione finale comprendeva 281 dentisti che hanno accettato di partecipare allo studio. A loro è stato chiesto di compilare un questionario autosomministrato, inviato via posta elettronica, contenente domande a risposta chiusa sulle loro pratiche e opinioni riguardo la RA. Per testare l’interazione tra pratiche e opinioni, l’analisi K-means cluster è stata utilizzata per dividere il gruppo per i confronti statistici. Il tasso di risposta è stato del 45,2%. Le donne hanno costituito il 64,6% degli intervistati, l’età media è stata di 39,1 anni (SD = 9.8), e il tempo medio di svolgimento della professione dalla laurea in Odontoiatria di 16 anni (SD = 9.7). Il 77% degli intervistati ha riferito l’uso di RA nella pratica clinica. I pazienti con alcune carenze fisiche o mentali erano indicazioni connesse con la pratica di RA. I punteggi dei pareri dei dentisti variavano tra 15-41 punti (media 29.2, SD = 5.6). Sono stati stabiliti due gruppi che rappresentano opinioni più favorevoli (n = 65) e meno favorevole (n = 55). I dentisti donne (p = 0.04) hanno eseguito RA negli ambulatori dentali (p <0.01), o la praticavano frequentemente (p <0.001), e hanno dato opinioni più favorevoli sulla RA.
La sedazione cosciente rappresenta una valida soluzione nei pazienti pediatrici, in quelli non collaboranti o nei soggetti particolarmente ansiosi e risulta molto diffusa, soprattutto quella di tipo inalatorio.
Eventi successivi alla sedazione per trattamenti dentali
in pazienti pediatrici
Post-sedation events in children sedated for dental care
Ritwik P, Cao LT, Curran R, Musselman RJ. Anesth Prog 2013 Summer;60(2):54-9.
Lo scopo di questo studio è stato quello di valutare e confrontare l’incidenza di eventi avversi verificatisi con somministrazione di meperidina e idrossizina rispetto al midazolam 8 e 24 ore dopo avere effettuato la sedazione nei pazienti odontoiatrici pediatrici.
Una moderata sedazione orale è utilizzata dai dentisti pediatrici per fornire cure dentistiche nei bambini che non sono in grado di collaborare durante le terapie. Diversi studi in letteratura hanno valutato la sicurezza e l’efficacia intraoperatoria nella sedazione dei farmaci comunemente usati in odontoiatria pediatrica indagando vari parametri del paziente come saturazione di ossigeno, frequenza respiratoria, pressione arteriosa e comportamento del soggetto durante il corso della sedazione. Tuttavia, poco è noto riguardo agli effetti dei farmaci, usati in odontoiatria pediatrica durante la sedazione, dopo la dimissione del bambino. Questo studio prospettico è stato approvato dal LSUHSC International Review Board. I genitori dei bambini che sono stati sedati per un trattamento dentale in studio dentistico sono stati invitati a partecipare a un sondaggio telefonico per valutare il loro bambino nelle ore successive (da 8 a 24) la sedazione. La selezione del paziente e il monitoraggio si sono basati sulle linee guida stabilite dall’American Academy of Dentistry. Sono stati esclusi bambini con una storia di russamento e tonsille occluse superiore del 50% dell’orofaringe e con peso inferiore al 75% rispetto a quello determinato per la loro età e sesso dalle tabelle di crescita dell’American Academy of Pediatrics. Durante la sedazione è stato eseguito un monitoraggio intraoperatorio utilizzando uno stetoscopio precordiale e un saturimetro per misurare la saturazione di ossigeno e la frequenza cardiaca. Il dentista ha somministrato una sedazione per via orale, vale a dire meperidina con idrossizina pamoate o solo midazolam. Sono state calcolate le dosi in base al peso di ogni bambino. I genitori hanno ricevuto istruzioni verbali su come osservare e monitorare il loro bambino per ritmicità del respiro, sonno prolungato, nausea, vomito, reazioni allergiche e febbre nel periodo successivo alla sedazione. Il questionario affidato ai genitori sulla post-sedazione a 8 ore consisteva in domande riguardanti:
- denuncia del dolore da parte del bambino;
- temperatura corporea (febbre, intesa con temperatura maggiore di 37.88 °C);
- vomito;
- russare e dormire in macchina sulla via del ritorno a casa;
- dormire a casa e successiva eccitabilità;
- irritabilità;
- capacità di mangiare e bere;
- necessità di somministrare farmaci a casa;
- necessità di cure mediche dopo la sedazione.
Il questionario post-sedazione a distanza di 24 ore consisteva in domande simili con l’eccezione di quelle riguardanti l’incidenza di sonno e il russare in macchina dopo la sedazione. Le risposte dei genitori dovevano essere dicotomiche: ‘’sì’’ o ‘’no’’. Quaranta bambini sono stati sedati con meperidina e idrossizina e 6 con midazolam. In entrambi i gruppi, il 50% dei bambini dormiva in auto sulla strada di casa. Tre bambini nel gruppo meperidina e idrossizina hanno vomitato in macchina; una percentuale significativamente maggiore di bambini nel gruppo meperidina e idrossizina hanno avuto un sonno prolungato a casa (p = .015). Altri soggetti nel gruppo del midazolam hanno manifestato irritabilità nelle prime 8 ore (P = .07). Non c’e stata differenza statistica significativa tra i 2 gruppi riguardo all’incidenza di dolore, febbre, vomito, dormire in macchina, russare e difficoltà a svegliarsi.
Nei casi in cui si debba trattare un bambino in sedazione per delle cure odontoiatriche si devono avvisare i genitori che a causa degli effetti persistenti dei farmaci somministrati per la sedazione il piccolo può riportare sonno prolungato, irritabilità e vomito soprattutto nelle prime 8 ore successive, ma in alcuni bambini gli effetti si possono verificare anche fino a 24 ore più tardi.



