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1. Articolatore Condylator di Gerber® modello «vario» (Condylator-Service, Svizzera).
Riassunto

Le considerazioni riguardanti la fisionomia e l’estetica hanno una grande importanza nella realizzazione di una riabilitazione protesica a supporto osteo-mucoso; infatti, come già ricordato, il terzo inferiore del viso influenza l’aspetto estetico e l’altezza di quest’area viene determinata dal corretto rapporto intermascellare verticale, dove un’errata registrazione compromette le caratteristiche somatiche e altera le proporzioni del viso influenzando negativamente, non solo l’aspetto estetico, ma anche le funzioni psichiche.

È bene ricordare che il trattamento protesico dell’edentulia ha come obiettivo il ripristino della funzione masticatoria del sistema stomatognatico, dove il punto iniziale per costruire l’occlusione è la corretta determinazione della relazione intermascellare orizzontale che serve per stabilire la posizione della mandibola. I modelli sono posti, nella relazione mandibolo-mascellare, in un apparecchio detto articolatore, per consentire all’odontotecnico di applicare i denti in base alla corretta relazione esistente tra loro. L’articolatore deve imitare, in certo qual modo, i movimenti mandibolari determinando un’occlusione «anatomica». Prima di mettere a punto la protesi, disponendovi i denti artificiali posteriori, è necessario comprendere i principi di applicazione di ogni elemento dentale tramite l’analisi dei modelli: qualora gli elementi artificiali non vengano montati o angolati in relazione con la morfologia e il profilo della cresta alveolare la protesi risulterà funzionalmente inefficace.

Di conseguenza, il montaggio dei denti laterali deve essere eseguito in modo tale da contribuire alla stabilità della protesi durante la funzione, attraverso una corretta e mirata scelta della conformazione occlusale. Con il termine di occlusione si intende, generalmente, la relazione di contatto tra gli elementi dentali inferiori e quelli superiori. Ogni volta che i denti antagonisti entrano in contatto, ne risulta una forza, la cui entità può variare a seconda del soggetto, ma in ogni caso essa deve essere sopportata dai tessuti di sostegno. L’obiettivo che ci si prefigge di raggiungere è la cosiddetta «occlusione bilanciata bilaterale», con questa definizione si intende il contatto armonico dei denti posteriori durante i movimenti funzionali e parafunzionali, in questo modo lo spostamento delle protesi è minimo e diretto verso le creste alveolari.

Summary

The considerations concerning the physiognomy and the aesthetics have a great importance in the realization of a prosthetic rehabilitation to osteo-mucous support; we have seen that the inferior bystander of the face influences the aesthetical aspect and the height of this area is determined by the correct relationship vertical intermaxillary. A wrong recording jeopardizes the somatic characteristics, it alters the proportions of the face negatively influencing the psychic and aesthetical aspect.

It must be remembered that the prosthetic treatment of the edentulism has as objective the restoration of the masticatory function of the stomatognatic system, where the initial point to build the occlusion is the correct determination of the relationship horizontal intermaxillary to establish the position of the jaw. The models of the arcades are set in an instrument, said articulator, to allow the dental technician to apply the teeth in base to the correct existing relationship among them. The articulator must imitate in certain equal way the mandibular movements determining an occlusion «anatomical». Before setting the prosthesis preparing you the back artificial teeth, it is necessary to understand the principles of application of every dental element through the analysis of the models: if the artificial elements are climbed on or with corners not in relationship with the morphology and the profile of the alveolar crest, the prosthesis is functionally ineffective.

Then the assemblage of the side teeth must be performs in such way to contribute to the stability of the prosthesis during the function, through one correct and contemplated choice of the conformation obstructed. The term of occlusion generally intends the relationship of contact between the inferior teeth and those superior. Every time that the teeth antagonists come into contact, a strength of it, whose entity can vary according to the subject results, but in every case it must be bears from the fabrics of support. The objective that we establish there to reach is the so-called one «occlusion balanced bilateral»: with this definition he intends the harmonic contact of the back teeth during the functional movements and parafunctional, getting in this way a least and direct move of the prostheses toward the alveolar crests.

• Ugo Torquati Gritti1
• Armando Buongiovanni2
• Giancarlo Riva2
1 Odontoiatra
2 Odontotecnico

Se la fisionomia e l’estetica hanno una grande importanza nella realizzazione di una riabilitazione protesica a supporto osteo-mucoso, è bene ricordare che il trattamento protesico dell’edentulia ha come obiettivo il ripristino della funzione masticatoria del sistema stomatognatico, dove la determinazione della corretta relazione centrica porterà a un contatto simultaneo delle arcate con trasmissione del carico alle basi protesiche. Inoltre, la personalizzazione dei valli in cera consentirà all’odontotecnico di ricevere importanti informazioni sulla futura disposizione dei denti artificiali.

Questo perché la lingua esercita una pressione sulla superficie linguale/palatale e la muscolatura periorale svolge, invece, un’azione contraria sulla superficie labiale; in questo modo si viene a creare un’area definita «zona neutra» o zona di equilibrio, data dall’azione di queste forze, all’interno della quale dovranno essere posizionate le unità masticanti:

  • con un vallo posto troppo all’interno della cresta alveolare i denti risulteranno eccessivamente lingualizzati/palatinizzati, con l’effetto di creare un’interferenza linguale e conseguente movimento protesico;
  • con un vallo posto troppo all’esterno della cresta alveolare i denti risulteranno vestibolarizzati, con il risultato di produrre una perdita di stabilità, durante la funzione, per azione della muscolatura periorale.

Per meglio comprendere questo passaggio è necessario riprendere alcuni concetti espressi in precedenza. Ogni estrazione dentale comporta una trasformazione del processo alveolare, il riassorbimento della struttura ossea fa sì che i due mascellari divergano in misura crescente sul piano trasversale; il mascellare superiore riassorbendosi in senso centripeto si riduce di dimensioni, la mandibola invece si riassorbe in senso centrifugo aumentando la sua ampiezza.

La velocità di riassorbimento è maggiore nelle regioni anteriori, superiori e inferiori, mentre le zone posteriori ai tuberi mascellari ai trigoni retromolari non subiscono modificazioni di forma. A questo punto sorge il problema di posizionare i denti in funzione delle creste alveolari residue. Biomeccanicamente parrebbe opportuno disporre i denti in corrispondenza del centro cresta, in modo tale che le forze applicate ai denti durante la dinamica mandibolare garantiscano un miglior appoggio protesico: in questo caso la stabilità risulta aumentata, ma si determinano numerosi inconvenienti. Qualora i diatorici superiori siano applicati in corrispondenza del centro cresta, quelli inferiori devono essere posti più lingualmente, ciò comporta una considerevole riduzione dello spazio per la lingua, con la conseguenza che i denti non occupano più una zona neutra, bensì ostacolano la funzionalità linguale.

Prima di mettere a punto la protesi disponendovi i denti artificiali posteriori, è necessario comprendere i principi di applicazione di ogni elemento dentale tramite l’analisi dei modelli: per quanto riguarda i denti diatorici è importante, ai fini funzionali, evitarne il posizionamento nella mandibola a livello della cresta ascendente, che fungerebbe da piano inclinato sul quale la protesi, sottoposta al carico funzionale e parafunzionale tenderebbe a scivolare, dislocandosi. A tale scopo si disegna, per mezzo di un profilometro, l’andamento sagittale della cresta sulla superficie esterna del modello, individuando con un segmento perpendicolare al tracciato il punto di passaggio tra il tratto orizzontale e quello ascendente.

Sul piano orizzontale il posizionamento dei diatorici è facilitato da uno strumento che proietta uno spot di luce: rimuovendo la base con il vallo, il punto luminoso dovrebbe trovarsi entro l’area crestale; inoltre, la faccia vestibolare del dente dovrebbe essere allineata al bordo esterno del vallo contiguo (per garantire il necessario contatto denti-guancia). Al fine di ottenere occlusioni equilibrate con le protesi, risulta necessario l’utilizzo di un articolatore che possa riprodurre i movimenti mandibolari con un alto grado di accuratezza, in modo che i contatti eccentrici tra i denti registrati sull’articolatore possano essere riprodotti in bocca. In realtà, per il clinico risulta notevolmente difficile controllare se l’occlusione è bilanciata o meno nel cavo orale del paziente: l’impossibilità di osservare l’intercuspidazione linguale delle unità masticanti rinvia a un adeguato controllo in laboratorio delle fasi di montaggio.

Continua …

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