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Le persone che soffrono di diabete presentano una saliva meno densa e povera di proteine e calcio che viene meno alle sue funzioni protettive della bocca e predispone i denti a un maggior rischio di carie. È quanto emerso da uno studio condotto presso la Queen Mary University (Londra), che è stato presentato al meeting della International Association for Dental Research.

«Nel diabete, in particolare nel paziente diabetico anziano – spiega Luca Landi, presidente della Società Italiana di Parodontologia e Implantologia (SIdP) ) eletto per il biennio 2020/2022 -, è già nota una ridotta funzionalità delle ghiandole salivari con conseguente riduzione del flusso salivare, legata all’effetto della compromissione del microcircolo tipica del diabetico, all’effetto relativo all’invecchiamento dei tessuti ghiandolari e anche agli effetti collaterali dei farmaci che questi pazienti spesso prendono».

Il problema del flusso salivare, specifica Landi, varia da soggetto a soggetto e la sua riduzione può variare tra «il 12 e il 53%, ben più alta rispetto a quanto si rileva nei coetanei sani (0-30%) secondo uno studio pubblicato sul Journal of Diabetes Research».

Lo studio ha soprattutto evidenziato la carenza di un marcatore proteico, MUC7, e del calcio, con un conseguente aumento dell’acidità salivare e quindi un maggior rischio di danni a denti e gengive.

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