DM_il dentista moderno_Estrazione precoce del primo molare permanente

Il primo molare costituisce il primo elemento permanente a erompere in arcata e, pertanto, è viene per primo a trovarsi esposto ai fattori eziologici della malattia cariosa, peraltro in un momento chiave nella transizione verso una gestione autonoma della salute orale. Per questo, trovarsi ad approcciare pazienti pediatrici affetti da lesioni cariose severe a livello dei primi molari rappresenta una prospettiva possibile, anche se ovviamente non auspicabile. La scelta terapeutica, in questi pazienti, si basa su diversi fattori: oltre all’estensione della carie, la sintomaticità, il grado di maturazione pulpo-radicolare (elementi questi ultimi da correlare tra loro), lo status della dentizione nel suo insieme e il compenso di collaborazione garantito dal paziente e dai genitori e/o caregiver. Anche l’estrazione dell’elemento è una soluzione contemplabile in alcune condizioni: il clinico, partendo dall’intento ideale di salvare l’elemento, può infatti concluderne di non voler procrastinare un quadro che verosimilmente si potrebbe ripresentare nel breve termine. Una scelta terapeutica radicale dev’essere a sua volta soppesata alle possibili conseguenze. Una recente systematic review a cura di Saber e colleghi ha indagato quali siano le conseguenze nello sviluppo dento-scheletrico – quindi con interesse primariamente ma non esclusivamente ortodontico – dell’estrazione prematura, condotta cioè entro i 15 anni di età, del primo molare.

I risultati qui illustrati fanno riferimento al totale degli 11 lavori scientifici considerati nella revisione e ne rappresentano comunque una scelta: si consiglia la lettura del testo completo.

I principali effetti da ricordare sono probabilmente quelli sul post extraction space o, più semplicemente post space, e sul tragitto eruttivo dell’elemento immediatamente distale, il secondo molare.

Tale aspetto è stato vagliato in 6 dei lavori considerati. Uno di essi (Jälevik e Möller) riporta una forte tendenza alla chiusura spontanea del post space, che avviene spontaneamente nell’85% dei casi (dato praticamente confermato dallo studio di Rahhal), più facilmente in arcata superiore: un secondo studio (Teo) riconosce a riguardo una differenza statisticamente significativa.

Lo stesso Teo ha recentemente definito 3 fattori predittivi, ricercabili radiograficamente in vista dell’estrazione, che, se presenti, portano a chiusura significativamente migliore dello spazio. Essi sono (1) germe del secondo premolare compreso nella biforcazione del secondo molare deciduo, (2) secondo molare permanente mesioangolato rispetto al primo (da estrarre), (3) presenza del germe del terzo molare.

Oltre al tragitto eruttivo, Telli e Aytan hanno studiato la biologia dello sviluppo del secondo molare, che risulta accelerata nella sua evidenza radiografica sul lato interessato dall’estrazione dell’elemento prossimale.

Indagini hanno interessato il terzo molare ma anche gli incisivi.

Volendo infine riportare un dato di orientamento clinico, due sono i lavori (Rãducanu; Teo) che definiscono il timing ideale per l’estrazione precoce di un primo molare permanente compromesso, al fine di evitare quanto più possibile le sequele indesiderate. Questo corrisponde allo stadio E dello sviluppo secondo Demirjian, ossia la fase iniziale di formazione della biforcazione, nel secondo molare. Considerando il solo aspetto della chiusura spontanea del post space, il secondo lavoro non trova differenze significative anche nel successivo stadio F, in cui la biforcazione si completa.

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