Vantaggi della metodica clear aligner rispetto agli apparecchi fissi

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Il dolore costituisce notoriamente un'esperienza soggettiva legata ad aspetti psicologici ma anche a più di un sistema neurofisiologico, come esemplificato dalla famosa “teoria del cancello” di Melzack e Wall. Fatta questa precisazione, la comparsa di sintomi dolorifici è frequentemente osservata in corso di trattamenti ortodontici e può condizionare l'aderenza alla stessa terapia e la soddisfazione generale da parte del paziente.

L'aspetto del dolore, pertanto, rappresenta una variabile interessante da considerare nel confronto fra metodiche.

Ad esempio, se si fa riferimento ai classici apparecchi fissi, tendenzialmente il paziente riporta dolore e discomfort a partire dalle prime ore dopo l'applicazione. Il picco viene raggiunto a 24 ore circa, oltre le quali il dolore inizia ridursi, divenendo pressoché impercettibile in settima giornata. Comunque, il tipo di apparecchi può avere un'influenza sul dolore, sulla base del tipo di forza applicata.

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Gli apparecchi rimovibili, come ad esempio i clear aligner, si caratterizzano per l'applicazione di forze compressive intermittenti, che tra un'applicazione e la successiva permettono la riorganizzazione dei tessuti. Sul piano del sintomo dolorifico, esistono studi che riferiscono risultati positivi riguardo a questi apparecchi e altri che forniscono indicazioni negative.

Nel confronto sulla qualità della vita, apparecchi fissi e clear aligner generano per lo più risultati analoghi, se non per l'aspetto legato a masticazione e alimentazione, in cui i pazienti trattati con clear aligner risulterebbero avvantaggiati.

Su questi presupposti, il gruppo di lavoro di Cardoso si è proposto di effettuare un confronto del dato dolorifico tramite revisione sistematica della letteratura. I risultati sono stati recentemente pubblicati su Progress in Orthodontics.

Apparecchi fissi e clear aligner a confronto dal punto di vista della sensazione dolorifica

La ricerca, che ha coinvolto tutte le principali banche dati biomediche – PubMed, Cochrane Database, Web of Science, Scopus, Lilacs, Google Scholar, Clinical Trials, OpenGrey – ha selezionato, a partire da un pool di 1625 record (al netto dei doppioni), un totale di 29 full text, 7 dei quali sono stati portati ad analisi qualitativa. In ragione dell'elevata eterogeneità clinica, metodologica e statistica, è stata invece giudicata non percorribile un'analisi quantitativa, ovverosia una meta-analisi. Mediamente, sono state trattate malocclusioni di entità lieve.

La maggior parte degli studi considerati, tutti facenti riferimento alla medesima sistematica clear aligner, ha riconosciuto differenze (non sempre significative) a favore di quest'ultima, riguardo ai livelli di dolore percepiti dal paziente, limitatamente ai primi giorni, chi entro le 24 ore, chi in terza o in quarta giornata. In nessun caso sono stati riconosciuti vantaggi a fronte di follow-up più lunghi (da due settimane fino a tre mesi).

Sulla base di evidenze di livello moderato, gli autori concludono definendo la sistematica clear aligner come vantaggiosa, dal punto di vista del sintomo dolorifico, rispetto agli apparecchi fissi, limitatamente ai primi giorni di applicazione (comunque i più critici da questo punto di vista). Ciò al nel netto delle limitazioni dello studio: va ammesso, ad esempio, che l'aspetto dolorifico diviene secondario se raffrontato, ad esempio, con la predicibilità del trattamento.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31956934

Vantaggi della metodica clear aligner rispetto agli apparecchi fissi - Ultima modifica: 2020-02-25T06:56:50+00:00 da redazione

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