Vaccini, per ANDI Roma le tempistiche restano critiche

Dei tempi e modalità di somministrazione del vaccino contro la SARS-CoV-2 la sede di Roma dell’Associazione nazionale dei dentisti italiani si è occupata a più riprese e in tempi recenti anche con un appello mirato della presidente di ANDI Roma e segretario nazionale ANDI Sabrina Santaniello. In un’intervista concessa a Il Dentista Moderno Santaniello ha fatto il tipico punto della situazione.

Qual è a oggi lo stato dell’arte della distribuzione del vaccino ai professionisti?

Dopo una partenza a macchia di leopardo, con enormi difformità circa le tempistiche di prenotazione e vaccinazione tra le varie ASL sul nostro territorio locale, le somministrazioni hanno subito varie battute d’arresto. Al momento, anche se un po' a rilento, i liberi professionisti si stanno vaccinando: permane però la necessità di sollecitare la vaccinazione celere, con priorità alta, non solo dei dentisti liberi professionisti, ma anche del loro personale di studio, prima di passare a qualsiasi altra fascia di popolazione o almeno contemporaneamente ad altre fasce vulnerabili, al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari di tutto il comparto e dei loro pazienti. Quella degli odontoiatri e del loro personale di studio, infatti, risulta essere una delle categorie più a rischio COVID-19: una condizione riconosciuta anche dall'Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS).

A chi vanno attribuiti i meriti per i successi ottenuti e la responsabilità e delle inefficienze?

Grazie all’impegno profuso da ANDI Roma e dall’Ordine dei Medici di Roma, di concerto con gli altri ordini provinciali del Lazio e insieme agli altri sindacati di categoria, le liste di prenotazione - che vedevano inizialmente esclusi gli odontoiatri liberi professionisti e il loro personale dipendente - sono state aperte. Non si sono risolte, tuttavia, le criticità riguardanti le difformità che incidono sulle tempistiche di prenotazione e di vaccinazione prioritaria tra le varie ASL del nostro territorio, a livello locale. ANDI Roma, in questa situazione di continua emergenza, è quindi costantemente al lavoro, in pieno accordo con la CAO della Capitale e con gli altri organismi competenti, per vigilare e proporre soluzioni utili al completamento del piano vaccinale.

Qual è il suo parere circa il possibile ruolo dei dentisti come somministratori dei vaccini?

Ritengo che gli studi odontoiatrici, diffusi capillarmente su tutto il territorio italiano, potrebbero, su base volontaria costituire un ulteriore punto di somministrazione del vaccino. Oltre a garantire una rapida risposta alla richiesta vaccinale e a contribuire alla tutela della salute garantita dal Servizio sanitario nazionale, permetterebbero infatti anche un notevole risparmio economico rispetto ai centri primula del piano vaccini, già ampiamente criticati per tempi, costi e requisiti. Si tratterebbe di un'iniziativa utile per il Paese, in difesa della salute dei cittadini. Gli odontoiatri, una volta ricevuta una opportuna formazione, potrebbero assicurare un significativo contributo alla causa e vedere al tempo stesso legittimata la loro dignità professionale, al pari di quella medica.

Passando a un altro tema caldo, in un congresso recente si è occupata di "medicina di genere"…

Nel convegno di ANDI sul tema, svoltosi online il 20 febbraio, sono stati affrontati due temi che gravitano intorno all'universo femminile: la medicina di genere e la violenza di genere in ambito medico e odontoiatrico. Il legame è in questo caso dato dalla tematica del dolore. Occorre specificare che quando parliamo di medicina di genere non intendiamo la medicina delle donne per le donne, quanto, piuttosto, la medicina di precisione, riconosciuta oggi per legge, grazie al DDL Lorenzin che introduce, tra gli altri, anche questa istanza specifica. Non si tratta di una nuova specialità medica, ma dello studio che dimostra come la stessa malattia possa colpire in modo differente l'uomo e la donna, relativamente alla sintomatologia, al decorso, alla prognosi, all'epidemiologia e alla risposta farmacologica, anche in relazione al Covid-19. Nella seconda parte, in una Tavola rotonda il tema del dolore è stato correlato al fenomeno della violenza di genere e al progetto ANDI "Dentista sentinella contro la violenza di genere e sui minori", che ho ideato nel 2015 e che è stato sviluppato nei suoi diversi aspetti dell'esecutivo di ANDI e dalla sua Fondazione ANDI Onlus. I dentisti, se adeguatamente formati, durante la loro attività professionale possono fungere da sentinella per l'intercettamento delle lesioni del cavo orale e del volto che non possono essere imputabili a patologie o traumi accidentali. L'iniziativa, infatti, per i suoi risvolti sociali si prefigge di formare una rete di odontoiatri esperti nel riconoscimento precoce di segnali di violenze o abusi su donne o su minori e della sua attuazione nell’intera Penisola.

 

 

 

 

Vaccini, per ANDI Roma le tempistiche restano critiche - Ultima modifica: 2021-02-25T12:21:31+00:00 da redazione

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