Il piano nazionale di vaccinazione per il Covid-19 è partito il 27 dicembre 2020 con la data storica del Vaccine Day e l’arrivo in favore di telecamere delle prime 9.750 dosi di vaccino Pfizer/Biotech all’Ospedale Spallanzani di Roma.

Da allora TG, giornali e talkshow discutono senza sosta della campagna vaccinale, fino alla recente uscita su tutti i media della vicenda AstraZeneca, diventata di giorno in giorno sempre più complicata. Dopo l’interruzione per alcuni giorni delle vaccinazioni con il farmaco dell’Università di Oxford, il Comitato per la sicurezza dell’Agenzia Europea per i Medicinali (EMA) ha effettuato un’analisi approfondita, concludendo che i casi inusuali di trombosi associata a bassi livelli di piastrine, che si sono verificati in alcune persone vaccinate con Vaxzevria, debbano essere elencati come effetti indesiderati molto rari di questo vaccino.

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Sulla base delle attuali evidenze, la Commissione Tecnico Scientifica dell’AIFA ha raccomandato un uso preferenziale nelle persone di età superiore ai 60 anni del vaccino AstraZeneca, tenuto conto del rischio estremamente basso di queste reazioni avverse a fronte della elevata mortalità da Covid-19 nelle fasce di età più avanzate.

Sia l’EMA che l’AIFA ribadiscono che Covid-19 è associato a un rischio molto elevato di ospedalizzazione e morte e che i benefici complessivi del vaccino continuino a superare i rischi degli effetti indesiderati.

Eppure, l’onda lunga della vicenda AstraZeneca sta portando molti cittadini a disdire le prenotazioni per la vaccinazione. Le spiegazioni di questo fenomeno sono diverse. Secondo il farmacologo Silvio Garattini è presente nel nostro Paese una “mancanza di cultura scientifica. Se non ci si fida di nessuno, allora, al posto di andare dal medico si potrebbe tranquillamente andare dal mago”.

Un altro interessante punto di vista è quello del giornalista Michele Serra, che ci ricorda come il rischio zero non esista bensì ci siano rischi ad alta probabilità (contrarre la malattia), a media probabilità (morirne), a bassa probabilità (qualche linea di febbre o malessere dopo la vaccinazione) e a bassissima probabilità (morirne in conseguenza della vaccinazione).

Una società che considera il rischio zero un diritto e di fronte a una pandemia che causa più di 300 morti al giorno in Italia si preoccupa se una ventina di vaccinati su decine di milioni hanno avuto gravi conseguenze è debole e insicura. C’è bisogno di ritrovare fiducia nella scienza e non lasciarsi spaventare da allarmismi come, ad esempio, per tornare al nostro campo, successe quando vi fu un aumento della richiesta, frutto di paura incontrollata e contraria a ogni principio scientifico, di rimozioni delle otturazioni in amalgama poiché si pensava rilasciassero alti livelli di particelle di mercurio dannose per la salute, fatto che – questo sì - era massimo proprio nel momento della rimozione stessa!

Insomma, come farsi male da soli!

Luigi Paglia

 

Per approfondire:

 

 

 

Vaccini e allarmismi, come farsi male da soli - Ultima modifica: 2021-04-19T15:59:20+00:00 da Luigi Paglia

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