Una realizzazione equilibrata

Reception

In queste pagine proponiamo un esempio di realizzazione abbastanza equilibrata, perlomeno per quanto riguarda lo sfruttamento degli spazi e l’impatto globale dello studio.

Siamo a Milano, a un piano alto di un palazzo del centro, a due passi dal Duomo, in un’unità immobiliare di 150 mq circa.
Il medico, che aveva in precedenza un altro studio operativo da molti anni in zona, si era trovato nella necessità di trasferire l’attività in un altro stabile. Dopo una lunga ricerca è stato individuato un appartamento in vendita in un immobile oggetto di completa ristrutturazione. Le caratteristiche necessarie preliminari cui tale unità doveva sottostare erano ovviamente quelle dell’accessibilità da parte dei portatori di handicap, uno dei requisiti principali che l’A.S.L. esamina nel dichiarare idoneo uno studio.
L’appartamento, al quarto piano dello stabile, è accessibile tramite un ascensore la cui porta ha una larghezza massima di 70 cm; inoltre, per arrivare all’imbarco al piano terreno vi sono alcuni gradini da superare.
Da un colloquio preliminare con l’A.S.L. di zona è emersa la possibilità di ottenere l’autorizzazione dotando lo studio di una seggiolina a rotelle di dimensioni ridotte, tale da poter entrare nell’ascensore condominiale. In questo modo l’handicappato al momento del suo arrivo viene fatto accomodare sulla seggiolina dello studio e fatto accedere agevolmente al piano. Per risolvere il problema dei primi gradini è stata realizzata una pedana amovibile in legno, avente pendenza massima del 10%, come richiesto dalla normativa nazionale, da posizionare al momento dell’accesso del disabile. Tale posizionamento occasionale ha ovviato alle comprensibili lamentele da parte dei condomini riguardo all’installazione di un servo scala fisso nell’androne.
Ovviamente l’adozione di tale accorgimento è possibile solo ove ci sia la lunghezza utile per posizionare una pedana spesso lunga e ingombrante, e tali accorgimenti vanno preventivamente sondati e concordati con i funzionari A.S.L. di zona.

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L’appartamento in oggetto è stato completamente svuotato dei tramezzi esistenti ed è stata realizzata una nuova suddivisione dei locali. Mi fermo un istante per un suggerimento pratico: quando ci troviamo a dover effettuare una demolizione completa o quasi dei tramezzi esistenti è sempre buona cautela effettuare un sopralluogo al piano superiore dell’edificio, per sincerarsi della situazione attuale dell’appartamento. Infatti, per esempio, mi è capitato in passato in un’analoga ristrutturazione di imbattermi in un collezionista di libri, che aveva dislocato per la casa una serie lunghissima di librerie piene di volumi: se avessimo proceduto alla demolizione dei tavolati al piano inferiore senza preventivamente puntellare e rinforzare il solaio, saremmo andati incontro a una flessione dello stesso con conseguenti crepe e con tutte le contestazioni che ne sarebbero derivate. In occasione di tale sopralluogo è pertanto utile fotografare la situazione dei muri, documentando la presenza o l’assenza di crepe negli stessi, in modo da evitare contestazioni a lavori terminati, con il vicino che vi richiede onerose riparazioni, spesso infondate in termini di colpe.

I locali operativi

La suddivisione degli ambienti all’interno dello studio è stata eseguita creando due zone distinte: l’area extraclinica, comprendente l’ingresso/reception, la sala d’attesa e il bagno dei pazienti, e l’area clinica.
A tale area si accede attraverso una porta automatica e, percorrendo un corridoio vetrato, si raggiungono le 5 sale operative, l’ufficio privato del medico, il locale amministrativo, la sala di sterilizzazione, il locale ritocchi, lo spogliatoio del personale e i due bagni privati. Una dotazione molto completa che, nonostante le dimensioni abbastanza contenute dello studio, offre la possibilità di una gestione degli spazi e della privacy sicuramente soddisfacente.
La creazione, per esempio, di un piccolo ufficio privato consente al medico di poter avere un locale riservato ove ricevere un collega, studiare un caso o colloquiare con un paziente in modo riservato, senza occupare la sala operativa, che nel frattempo può essere riordinata e allestita per il paziente successivo.
Analogamente, la creazione di un piccolo locale amministrativo consente la gestione di tutte le attività della segretaria in modo discreto, avendo a disposizione un locale ove far accomodare il paziente in occasione di discussioni, ma monitorando nel contempo eventuali movimenti dei pazienti.
È importante, quindi, che tale locale sia in contatto diretto o visivo con l’area di reception, per permettere alla segretaria di non perdere di vista tale postazione, lasciata sola alla portata del paziente «curioso» che allunga il collo oltre il bancone in modo a volte poco opportuno. Qualora tale controllo «a vista» non sia direttamente realizzabile si può ricorrere all’uso di telecamere interne.

Tali apparecchi, oggi estremamente discreti e di buona qualità, sono sempre più spesso utilizzati nei vari locali dello studio, a è importante che l’adozione di tali tecnologie non contrasti con le normativa sulla privacy attualmente in vigore. È bene pertanto segnalare con degli appositi cartelli l’adozione della videosorveglianza dei locali, tenendo sempre presente che tali strumenti non possono essere utilizzati per il controllo dei dipendenti. Orientate quindi l’eventuale telecamera dell’ingresso in modo da controllare l’area di accesso e di sosta del paziente, senza inquadrare, per esempio, la scrivania della segretaria. Eviterete sicuramente il rischio di fastidiose controversie sindacali da parte del personale. Una seconda caratteristica da notare in questa ristrutturazione è il doppio accesso al bagno dei pazienti. Nel progettare la distribuzione dei locali è stato scelto di realizzare l’accesso al bagno direttamente dalla la sala d’attesa. È stato creato quindi un secondo percorso direttamente dal corridoio clinico in modo da poter consentire al paziente di accedere al bagno dopo un intervento, senza transitare davanti ai pazienti in attesa.
Ciò risulterà sicuramente utile alle signore che avranno la necessità di ritoccare il trucco, o al paziente che necessita l’utilizzo del bagno a metà seduta.

I materiali

Dal punto di vista estetico la caratteristica principale dello studio è data dal rivestimento in legno di acero dell’ingresso e della sala d’attesa, comprendente anche la struttura del banco reception e delle armadierie a parete. Tale sistema, sicuramente elegante e moderno, ha consentito di far «sparire» una serie di contenitori destinati ai cappotti dei pazienti e allo stoccaggio di scorte, integrandoli nella boiserie, col risultato di ottenere un minor ingombro visivo. Il pavimento, realizzato in granito nero assoluto, trasmette un senso di pulizia e contrasta con il legno chiaro delle pareti, creando un effetto moderno e elegante al tempo stesso.

Le scanalature ritmiche realizzate nella boiserie sono state riprese nell’acidatura delle vetrate, coordinando il tutto in modo curato e lineare. In zona clinica invece risultano esteticamente predominanti le vetrate che suddividono le sale dal corridoio.
Tali divisori sono stati realizzati in vetro acidato e profili di acciaio inox, e abbinano un forte impatto estetico a un reale risparmio di spazio, occupando con lo spessore di soli 2 cm l’ingombro che avrebbe avuto un tradizionale tavolato in muratura.
La soffittatura del corridoio nasconde l’impianto di condizionamento dello studio, e per questo motivo è stato scelto il sistema più agevolmente ispezionabile per la manutenzione. Sono state infatti utilizzate delle doghe autoportanti, agevolmente amovibili anche dal tecnico dell’impianto in occasione delle periodiche pulizie dei filtri.
Le pareti delle sale operative, come tutta l’area clinica, sono verniciate in smalto opaco, e la pavimentazione di tutta la zona è stata realizzata in pvc. Un battiscopa in acciaio inox coordinato con i profili delle vetrate rende più elegante e curato tutto l’ambiente.
L’illuminazione delle sale operative è stata realizzata con delle plafoniere da incasso a luce indiretta, tali da fornire il corretto grado di illuminamento dell’area di lavoro e del locale sia dal punto di vista della quantità che da quello del colore della luce. Fattore questo di estrema importanza per la corretta resa cromatica dei colori. I mobili odontoiatrici sono di tipo sospeso con piani in corian, per agevolare le operazioni di pulizia delle sale e di disinfezione delle superfici.

Una realizzazione equilibrata - Ultima modifica: 2008-12-18T11:31:02+00:00 da elisabettadolzan