Un simposio sull’odontoiatria dell’evidenza

Carlo Ghirlanda

Il 61° Congresso Scientifico Nazionale Andi, appuntamento quadriennale dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, quest’anno in programma il 15 e 16 novembre a Roma, ha un obiettivo ben preciso: dare risposte chiare alle domande cliniche di interesse quotidiano, come spiega Carlo Ghirlanda, Segretario Culturale Nazionale ANDI, che nell’odontoiatria dell’evidenza ha sempre creduto.

Per Carlo Ghirlanda, 57 anni, romano, medico chirurgo specializzato in odontostomatologia, nelle fila di Andi da almeno tre lustri, spiegare i contenuti del prossimo Congresso Scientifico Nazionale dell’Associazione Nazionale Dentisti Italiani (che si terrà il 15 e 16 novembre a Roma, presso l’Hotel Cavalieri Hilton) non è cosa difficile. Non solo perché in qualità di Segretario Culturale Nazionale dell’Associazione ne ha curato tutta l’organizzazione, ma anche perché quest’anno il tema prescelto, “l’Odontoiatria dell’evidenza”, sembra essere tagliato su misura proprio sulla sua storia professionale. Dopo la specializzazione, infatti, i suoi interessi per l’odontoiatria si sono via via concentrati in un ambito ristretto di questa disciplina divenuta sempre più complessa e articolata, la protesi, avendo deciso di condividere insieme ad altri colleghi, già dai primi anni ’90, in tempi non sospetti, la sua esperienza di libero professionista al fine di offrire ai pazienti un’odontoiatria fondata su competenze specifiche e sulla multidisciplinarietà.

Dottor Ghirlanda, prima di parlare del prossimo congresso scientifico nazionale di Andi, una curiosità: quando e perché si è avvicinato all’Associazione Nazionale Dentisti Italiani?

Pubblicità

L’ho fatto alla fine degli anni ’90 perché ritenevo l’associazione uno strumento di supporto indispensabile per un libero professionista, ma, all’epoca, francamente non mi riconoscevo nelle soluzioni che Andi perseguiva, soprattutto nell’ambito romano. Per questa ragione decisi di propormi fra i dirigenti locali dell’associazione, per portare un po’ della filosofia che nel frattempo, a livello libero professionale, avevo sviluppato insieme ad alcuni colleghi con cui condividevo lo studio. L’idea era quella di offrire una visione dell’odontoiatria un po’ diversa da quella classica, sulla scia della mia esperienza professionale. Oltretutto, allora nel Lazio si viveva il problema delle autorizzazioni regionali e mi sembrava che le soluzioni dei nostri dirigenti sindacali non fossero idonee a incanalare il progetto regionale nella giusta direzione. Dal momento in cui mi proposi, partì un percorso che oggi, dopo essere stato presidente di Andi Roma per qualche anno, mi vede come Segretario Culturale Nazionale, incarico giunto anche grazie a una mia lunga quanto pregressa esperienza come docente universitario a contratto presso l’Università dell’Aquila.

Che importanza ha la sfera culturale all’interno di Andi?

Per l’Associazione Nazionale Dentisti Italiani, macchina di straordinaria efficacia e insostituibile mezzo di rappresentanza della professione, l’ambito culturale ha sempre occupato uno spazio fondamentale, con una serie di attività che riguardano l’aggiornamento clinico, ma anche dedicate alle incombenze di natura burocratica, senza trascurare neppure il versante gestionale. Su questo fronte, ad esempio, grazie a un accordo siglato con il Collegio dei Docenti di Odontoiatria, abbiamo promosso un corso di formazione di quattro ore, destinato agli studenti dell’ultimo anno e ai neolaureati, sugli aspetti gestionali attinenti alla professione (iscrizione all’Ordine, apertura della partita Iva, scelta del regime fiscale più idoneo ecc.) che il corso di laurea non contempla. In termini di formazione generale, la nostra sezione sindacale da diversi anni, poi, svolge corsi di formazione per i responsabili del servizio di prevenzione e protezione dagli infortuni e per tutto il personale dello studio, anche attraverso la formazione a distanza, una modalità che nel tempo ha permesso di raggiungere oltre 10mila frequentatori.

Di cosa si parlerà nel vostro prossimo congresso scientifico nazionale?

Affronteremo il tema dell’odontoiatria dell’evidenza, una filosofia sulla quale abbiamo iniziato a riflettere già da qualche anno e che tra le altre cose ci ha spinti anche a modificare in questa direzione l’impostazione della nostra rivista (RIS; direttore scientifico: prof. Marco Esposito) sulla quale oggi vengono pubblicati lavori scientifici considerati con l’ottica dell’odontoiatria dell’evidenza appunto e che non possono essere ignorati dal dentista generico. Nel corso del nostro prossimo congresso scientifico nazionale, dunque, che si terrà il 15 e il 16 novembre a Roma presso l’Hotel Cavalieri Hilton, un appuntamento quadriennale di grande significato per noi, attraverso il contributo di 35 relatori qualificati cercheremo di dare risposte chiare alle domande cliniche di interesse quotidiano mediante questo approccio.

Proporre un convegno sull’odontoiatria dell’evidenza significa in un certo senso ammettere l’esistenza anche di un’altra odontoiatria, un po’ meno nobile. È così?

Quella attuale è una fase di riflessione per la nostra categoria, su come superare questo momento di difficoltà, su come evolversi anche in ambito gestionale e imprenditoriale. Tuttavia, per fare questo l’odontoiatra deve essere sicuro più che mai del proprio operato dal punto di vista clinico e negli anni non tutte le soluzioni terapeutiche si sono rivelate efficaci, stabili e prevedibili. L’odontoiatria dell’evidenza intende dare risposte proprio in questo senso, perché le false illusioni non portano nessun vantaggio. Al contrario, dobbiamo ragionare sulle terapie che hanno funzionato e continueranno a funzionare, valutando i risultati nel tempo con criteri scientifici. Sulla base di questo, ANDI ritiene che offrire uno spaccato della realtà clinica, lontano da mode o spinte commerciali, significhi aiutare il dentista a sentirsi meno solo, perché avere conferme sui dubbi clinici, che noi tutti odontoiatri sperimentiamo nel nostro lavoro, ci fa sentire meglio.

Tuttavia, non si parlerà solo di odontoiatria dell’evidenza…

Si, è vero, perché il congresso è stato ideato per coinvolgere l’intera filiera del settore dentale, così, accanto agli odontoiatri, ospiteremo gli igienisti dentali e gli odontotecnici ai quali è aperta la partecipazione anche alla sessione precongressuale, perché medici e tecnici, ciascuno nel proprio ambito, devono lavorare insieme. Per chiudere il cerchio attorno alla figura centrale dell’odontoiatra, colui il quale ha il rapporto diretto con il paziente, offriremo una sessione destinata anche alle assistenti di studio odontoiatrico. Parleremo poi di marketing, oltre che dei giovani con Andi Young primi passi verso la professione. All’interno del congresso abbiamo poi previsto la presenza di Casa Andi, un luogo fisico al centro dello spazio congressuale, all’interno del quale tutte le figure che compongono il settore dentale italiano potranno confrontarsi, discutere, condividere l’attuale momento e delineare il futuro della professione. Insomma, si parlerà del nostro settore in modo piuttosto dettagliato, prendendo in considerazioni molti aspetti della nostra professione. Infine sarà presentato un report del Centro Studi ANDI sulla crisi dell’Odontoiatria con proposte anche per il futuro. Non mancherà neppure il presidente del  CED, il Council of European Dentists (CED), l’organismo di rappresentanza dei 340mila dentisti europei deputato a dialogare con le istituzioni dell’Unione europea, che si pronuncerà in merito all’impatto che le decisioni comunitarie hanno anche a livello italiano per quanto riguarda, ad esempio, l’accesso ai corsi di laurea, le norme sui materiali e altro ancora.

Per concludere, il 2013 volge al termine: quali sono i progetti per il nuovo anno ormai alle porte?

Nel 2014 l’esecutivo di Andi attualmente in carica terminerà il proprio mandato. Ci saranno dunque le elezioni per il nuovo direttivo. Obiettivamente, è stato fatto molto, ma crediamo ci sia da fare molto altro ancora: siamo pronti a continuare il lavoro avviato. Tutti noi dell’attuale direttivo riteniamo che Andi debba crescere ulteriormente nei confronti della sanità in generale, perché sino a oggi l’odontoiatria è stata vista come un elemento esterno al sistema: in futuro non dovrà più essere così. Poi, il goal culturale è quello di realizzare uno studio epidemiologico nazionale, perché siamo convinti che non si possa programmare il futuro della professione se non si dispone di dati certi sulla situazione attuale. Conoscere questi elementi significherebbe per noi dare ai colleghi il senso di una strategia di aggiornamento professionale per quel che riguarda l’obiettivo di una professione in divenire che per orientarsi ha bisogno di qualche punto fermo.

Un simposio sull’odontoiatria dell’evidenza - Ultima modifica: 2013-11-09T12:33:27+00:00 da fabiomaggioni

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome