Tenendo lezione agli studenti del corso di laurea in odontoiatria mi capita di cogliere qualche parola di alcune loro conversazioni e capisco quanto per loro siano importanti like e interazioni social che per me non hanno molto peso.

So bene che la comunicazione ha fatto sì che la riprova sociale sia diventata un benchmark imprescindibile per distinguere notizie interessanti e non, ma non riesco a fare mio questo parametro, preferisco ragionare in base a ciò che “piace a me” non a ciò che “piace agli altri”.

L’occhio viene inevitabilmente rapito da pollici verso l’alto e cuoricini sui social e così un contenuto ben scritto e documentato, ma meno accattivante, può divenire meno visibile di uno superficiale o addirittura errato, che però ha saputo presentarsi meglio al grande pubblico.

Oggi mi preme partire da questa considerazione generale per fare una valutazione più specifica sul settore di nostro interesse, quello della salute orale e sistemica. Soprattutto in un momento come questo, nel quale le notizie mediche legate al Covid-19 si sono susseguite sui vari media in quantità e con frequenze mai sperimentate prima, saper discernere ciò che ha un valore scientificamente provato e ciò che non lo ha diventa importante.

Torno però ai miei studenti e alla valutazione di partenza. Se a dei quasi laureati in odontoiatria importa così tanto della riprova sociale, quanto questo potrà esser ancora più vero per il grande pubblico? La domanda purtroppo è retorica. È ben risaputo che ciò che non è vero emerge e ciò che lo è sprofonda dietro le fake news. Pensate che il Ministero della Salute si è visto costretto a dedicare una pagina del proprio portale per smentire le principali “bufale” legate al Covid-19. Sono ben 70 i punti che vengono trattati in modo prima sintetico, poi più approfondito su pagine di atterraggio dedicate.

Il problema è che talvolta il falso fa molto più clamore della smentita e quindi queste prese di posizione restano troppo isolate e poco sentite dalla popolazione. Oggi il numero di persone che possono venire a conoscenza di ciò che accade in Sanità è incredibilmente aumentato, la diffusione capillare via web e social è una grande risorsa. Occorre però passare da un pubblico numeroso e immaturo a uno, magari meno grande ma più “adulto”, e per farlo è necessario che noi, come medici e odontoiatri ci assumiamo una responsabilità di fondamentale importanza: spiegare in modo semplice e chiaro come distinguere fonti autorevoli e non, e come soppesare le notizie che propongono.

Comunicare nel modo corretto è senza dubbio uno sforzo per il professionista, ma se non siamo in grado di trasmettere le basi della conoscenza della salute e della medicina ai nostri pazienti, nel piccolo della nostra attività di tutti i giorni, come possiamo pensare di chiedere uno sforzo ancor più grande alle istituzioni che dovrebbero formare un’intera Nazione a tal riguardo?

Un pubblico meno numeroso, ma più “adulto” - Ultima modifica: 2020-10-01T07:22:50+00:00 da Dino Re

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