Un nuovo esame per i futuri odontoiatri?

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La formazione odontoiatrica in Italia ha urgente bisogno di una revisione, accompagnata da un impegno delle forze politiche volto a creare delle normative univoche per quanto riguarda la validità dei diplomi conseguiti all’estero.

Secondo il presidente della CAO (Commissione Albo Odontoiatri) nazionale, Giuseppe Renzo, la condizione degli odontoiatri in Italia non è tra le migliori: la presenza di circa 60.000 professionisti non rende certamente facile la ricerca di un posto di lavoro ai giovani laureati (e non solo a loro). Il nuovo trend che ha preso piede tra molti ragazzi all’inizio della loro carriera universitaria, ovvero quello di aggirare i test a numero chiuso delle nostre università iscrivendosi in atenei privati all’estero, non deve e non può più essere tollerato.

La CAO nazionale ha presentato una Interrogazione parlamentare a tal proposito, per tentare di chiarire quale sia la strada più consona per risolvere questa situazione. Il presidente Renzo propone in questo senso l’eliminazione del test di ingresso e l’introduzione di un esame che preveda un tirocinio pratico di almeno 6 mesi seguito da una severa verifica delle competenze del futuro professionista, superato il quale sarà possibile ottenere la laurea. Secondo l’opinione del presidente della CAO nazionale la soluzione a questo problema va ricercata non soltanto a livello statale, ma ponendo la questione a tutti i Paesi dell’Unione Europea.

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Un nuovo esame per i futuri odontoiatri? - Ultima modifica: 2014-01-14T08:00:09+00:00 da Redazione

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