Un aggiornamento sull’odontoiatria infantile

Michela Paglia, specialista in ortognatodonzia e responsabile scientifico del corso "Aggiornamenti in odontoiatria infantile"

Avere l’opportunità di aggiornarsi sullo stato dell’arte dell’odontoiatria infantile, attraverso l’esperienza di chi la esercita quotidianamente. Con questo obiettivo, dal prossimo 15 gennaio 2018, gli odontoiatri potranno intraprendere il percorso di formazione a distanza (FAD), valido ai fini ECM (18 crediti formativi). I professionisti, oltre ai moduli didattici pubblicati progressivamente su Il Dentista Moderno, e contestualmente online, potranno anche beneficiare di contenuti video fruibili sulla piattaforma e-learning di Tecniche Nuove. Perché proporre un corso sull’odontoiatria infantile? La pedodonzia in questi ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante, grazie ai nuovi materiali e alle nuove tecniche terapeutiche oggi disponibili. L’attenzione per la cura della salute orale dei bambini è cresciuta molto e divenuta ormai una necessità per tutti gli odontoiatri, come spiega Michela Paglia, specialista in ortognatodonzia e responsabile scientifico del corso realizzato con il contributo di professionisti esperti del settore.

Dottoressa Paglia, nel corso dei 5 moduli previsti, affronterete tutte le principali tematiche dell’odontoiatria infantile…

Sì, abbiamo pensato che potesse essere di grande interesse per chiunque avere degli aggiornamenti in questa materia che più di ogni altra poggia le proprie fondamenta sulla prevenzione, che poi è anche il tema del primo modulo del corso. Parleremo delle procedure più innovative che stanno prendendo piede e che devono essere conosciute da tutti, come per esempio i test salivari per sondare il grado di suscettibilità alla carie nei soggetti che appaiono più predisposti a sviluppare questa malattia.

Il secondo modulo è dedicato al rapporto medico-paziente: in odontoiatria infantile ha un particolare significato, quale?

Oggi si parla molto dell’approccio al bambino, perché è sicuramente più articolato rispetto a quello con l’adulto. Il bambino che ha provato dolore molto spesso è spaventato, mentre quello che non ha avuto ancora questa esperienza, non deve essere traumatizzato per evitare che poi abbia sempre paura del dentista. L’incontro col bambino, dunque, è un momento basilare, anche perché oltre al piccolo ci sono i genitori ed è importante riuscire ad avere un contatto giusto anche con loro, perché il bambino vive le situazioni attraverso gli occhi dei genitori, soprattutto quando è spaventato e si trova in un ambiente nuovo. Oltre all’approccio col piccolo paziente, poi, in questo modulo affronteremo anche il tema dell’analgesia relativa secondo Langa: si parlerà dei vantaggi che può garantire questa tecnica, perché c’è ancora grande confusione su questo argomento.

Che cos’è, invece, la tecnica ART e perché è così importante conoscerla?

La tecnica ART, acronimo di Atraumatic Restorative Treatment, è una nuova tecnica, molto innovativa e ancora poco diffusa. Può essere applicata ai pazienti molto piccoli e poco collaboranti con lesioni cariose diffuse, per evitare di ricorrere a metodiche più invasive e complesse che potrebbero anche minare la loro potenziale futura collaborazione. Per questo abbiamo dedicato un intero modulo, il terzo, curato dal dottor Matteo Beretta, a questa metodica che l’odontoiatra deve imparare a conoscere.

Il quarto modulo tratta della traumatologia dento-alveolare, un tema davvero rilevante di questa branca dell’odontoiatria…

Non c’è dubbio, basti pensare che i traumi dentali colpiscono circa il 20% dei bambini in dentatura decidua e oltre il 30% di quelli in dentatura permanente. I traumi devono essere gestiti con tempestività e competenza, solo così si ha la possibilità di una buona prognosi, per questo è fondamentale che qualsiasi dentista sappia trattare bene queste emergenze molto frequenti nei bambini, in particolare nei più piccoli quando iniziano a camminare, e nei ragazzini che praticano sport di contatto, come il calcio e il rugby, per esempio. Poi, ci sono anche altri fattori predisponenti, come per esempio un’eccessiva distanza tra l’arcata superiore e quella inferiore, i cosiddetti denti sporgenti o il carattere esuberante, tutti fattori che possono esporre il bambino a maggiori rischi di andare incontro a un trauma dentale.

L’ultimo modulo, il quinto, è dedicato all’ortodonzia intercettiva: perché è così importante conoscerne i principi, anche per il dentista non specialista?

Perché è una branca dell’ortodonzia che si occupa non tanto dell’allineamento dentale, ma della possibilità di creare una buona armonia di crescita, sia ossea sia muscolare e occlusale, in un momento in cui il bambino è molto ricettivo dal punto di vista ortopedico, dato che le ossa sono ancora in crescita. Questa è sì una branca specifica, ortodontica, che però è importante che il dentista generico abbia in mente, per sapere quali casi inviare e in quale momento; conoscendo 3 o 4 regole, le principali, è più facile sia inviare il piccolo paziente dallo specialista, sia dare corretti riferimenti al genitore.

C’è poi un’altra ragione, forse meno nobile, ma altrettanto vera, per cui vale la pena avere buone nozioni sull’odontoiatria infantile…

Sì, è vero e riguarda il tema della fidelizzazione dei pazienti, non solo del singolo paziente, quanto dell’intera famiglia. Essendomi sempre occupata di odontoiatria pediatrica e di ortodonzia, mi sono resa conto della forza che hanno queste discipline anche nel decretare il successo di uno studio odontoiatrico. Riuscire a risolvere un problema a un genitore, che magari prima di rivolgersi a noi ha girato diversi studi senza mai trovare una soluzione per il proprio bambino, significa conquistare la fiducia anche dell’adulto, attraverso il bambino, appunto, che è la parte più debole della famiglia. Inoltre, considerando che il percorso ortodontico si protrae negli anni, sovente il genitore, anche per questioni di organizzazione del tempo, si rivolge allo stesso odontoiatra anche per le proprie cure e questa è una ragione in più per approfondire le nozioni di odontoiatria infantile, utili a tutti i professionisti e in tutti i sensi.

Un’intera squadra al servizio dell’odontoiatria infantile

Il corso FAD Aggiornamenti in odontoiatria infantile, di cui Michela Paglia è responsabile scientifico, è stato scritto con il supporto di docenti universitari e professionisti che lavorano da anni nel settore. «Ciascun modulo, dedicato a un argomento specifico», spiega Michela Paglia, «è stato curato da esperti di quella particolare materia: sono tutti clinici di grande esperienza, perché abbiamo voluto realizzare un corso con nozioni cliniche, di utilità pratica da applicare nel lavoro quotidiano, non una dissertazione teorica».

Modulo 1

Prevenzione in odontoiatria infantile: moderni concetti

Gianmaria Fabrizio Ferrazzano, Tiziana Cantile, Ingenito Aniello

Modulo 2

Approccio al piccolo paziente e analgesia relativa secondo Langa

Sara R. Arcari, Marco Moscati

Modulo 3

Nuove metodiche e nuovi materiali in odontoiatria infantile

Matteo Beretta

Modulo 4

Traumatologia dento-alveolare

Mara Manente, Azzurra Di Ventura

Modulo 5

Ortodonzia intercettiva

Roberto Ferro, Giuseppe Marzo, Vincenzo Quinzi

 

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Un aggiornamento sull’odontoiatria infantile - Ultima modifica: 2017-12-14T15:08:28+00:00 da redazione

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