Trazione extraorale nel trattamento della II classe

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Il trattamento precoce della II classe è più comunemente di tipo bifasico, anche se le evidenze non supportano la presenza di differenze significative, in termini di efficacia, rispetto a un approccio monofasico. Se così fosse, instaurare precocemente un trattamento non rappresenterebbe necessariamente un vantaggio, dato che, così facendo, si potrebbero dilatare i tempi, con un possibile ritorno negativo sul piano di collaborazione e soddisfazione del paziente e anche in termini economici.

Alcuni autori sostengono che, per essere giustificabile clinicamente, un trattamento precoce debba limitando la crescita mascellare anteriore, mediante applicazione di una forza antero-posteriore sui primi molari superiori. Valutando i cambiamenti seguenti a trazione extraorale, è stata riportata la capacità di ridurre la crescita (SNA = − 1.7°) e implementata la relazione scheletrica (ANB = − 2.6°), mentre non sono stati rilevati cambiamenti di overjet e inclinazione incisale.

Recentemente, un gruppo di lavoro italo-brasiliano si è proposto di confrontare la trazione extraorale alta su splint mascellare con la trazione extraorale bassa, considerata standard of care, nella fase precoce del trattamento della II classe. Gli autori hanno condotto uno studio retrospettivo, i cui risultati sono stati recentemente pubblicati su Progress in Orthodontics. Nella valutazione degli effetti dentoscheletrici, particolare attenzione è stata posta alla posizione degli incisivi superiori e all’overjet.

Il lavoro ha coinvolto un totale di 28 pazienti di II classe (16 femmine e 12 maschi, età media 10.1 ± 1.9 anni) trattati con trazione extraorale alta su splint mascellare, presso la stessa struttura clinica in Brasile per una media di 1.5 anni, e altrettanti (15 femmine e 13 maschi, età media 9.5 ± 1.9 anni) sottoposti a trattamento con metodo di riferimento (la trazione bassa appunto), tutti presso la struttura dell’Università di Firenze per una media di 1.7 anni. Tra i criteri di inclusione, oltre alla presenza di II classe scheletrica (angolo ANB > 4°) e dentale (molare), è stata inserita anche la presenza di overjet superiore ai 4 mm. La fase della dentizione è stata valutata sui modelli in gesso, disponibili, relativi al momento di inizio del trattamento (T1). Sono state effettuate valutazioni cefalometriche, appunto al T1 e alla fine del trattamento con apparecchio extraorale (T2).

L’overjet si è ridotto in maniera significativamente maggiore nei casi trattati con trazione extraorale alta su splint mascellare, rispetto ai controlli (-2.4 mm e -0.7 mm, rispettivamente). Nel primo gruppo, la correzione è risultata legata principalmente all'avanzamento mandibolare (3.5 mm, contro 1.8 mm nella metodica di controllo), mentre la correzione della relazione molare (3.9 mm) è risultata scheletrica per il 64% e dentoalveolare per il restante 36%. All’opposto, nella trazione bassa, i 3.5 mm ricavati sono principalmente su base dentoalveolare (63%, scheletrica 37%).

La trazione extraorale alta su splint mascellare si è mostrata significativamente più efficace anche nella correzione dell’overjet (-2.4 mm contro -0.7 mm).

Riferimenti bibliografici

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32363550/

Trazione extraorale nel trattamento della II classe - Ultima modifica: 2020-06-25T07:52:55+00:00 da redazione
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