Tempo di coesione, non di sentenze

Nel mio ultimo editoriale, nel mese di maggio, avevo scritto che all’indomani del Covid-19 tanti strumenti monouso e DPI ci avrebbero accompagnato ancora per molto tempo, inserendosi nella nostra routine e magari per alcuni aspetti migliorandola.

Lungi da me pensare però che, a distanza di due mesi, mi sarei trovato a scrivere della stessa difficoltà di reperimento di materiali e strumenti, che dovrebbero rappresentare la base della sicurezza sul lavoro tanto per chi opera tanto per dipendenti, collaboratori di studio e pazienti che ci affidano la propria salute.

Non emettiamo sentenze, siamo uomini di medicina. Per questo ci limitiamo a osservare con spirito galileiano e scientifico, ciò che accade nel grande esperimento sociale in ambito odontoiatrico durante la pandemia.

Lavorare in sicurezza è la priorità in qualsiasi momento; oggi chi cerca di farlo si vede tradito da un sistema che non riesce a tutelarlo. Nonostante il tempo scorra e si sia tentato di imporre un calmiere all’aumento dei prezzi dei dispositivi di protezione, ci si scontra ancora oggi con due ordini di problemi. Trovare DPI conformi alle regolamentazioni vigenti e mantenere in salute i bilanci delle proprie attività.

Gli stessi fornitori che solitamente ci assistono non hanno quantitativi adeguati con cui supportarci e allorquando si tenta un ordine, la data di consegna di questo è altamente incerta e spesso procrastinata. I costi di tutto quanto si rende necessario sono decisamente importanti, in particolar modo per chi volesse manlevare il paziente da un ulteriore esborso per garantirsi le prestazioni. In un momento come questo, infatti, trovo deontologicamente corretto farmi carico dei costi per la cura dei pazienti che a loro volta stanno affrontando difficoltà economico-lavorative, ma mi rendo conto che ci richieda sacrifici.

Ben vengano le linee di comportamento emanate dai tavoli tecnici e approvate dal Ministero, rappresentano l’habitat dell’esperimento di cui abbiamo detto, sono le regole del gioco.

Se continuiamo però a non avere le carte adatte per poter vincere questa partita, l’esperimento continuerà a generare un grande caos, difficoltà organizzative e danni importanti per il settore odontoiatrico, proprio come sta accadendo fino a ora.

Urge un correttivo imperante e inderogabile, che favorisca l’approvvigionamento DPI dei professionisti sanitari italiani da aziende italiane (perché ne esistono eccome!), a costi stabili e sostenibili. Continuiamo a osservare per constatare, come in ogni esperimento che si rispetti, se i fatti si ripetano al sussistere delle condizioni. Ci auguriamo davvero che ciò non accada, che i risultati siano diversi, che la formula del disordine venga sconfessata da una variabile fino a oggi non prevista: la capacità delle componenti del Sistema Odontoiatria Italia di sostenersi vicendevolmente.

Siamo uomini di medicina e questo vorremmo fare, non vogliamo emettere sentenze, ma permetteteci di fare il nostro lavoro.

Dino Re

Tempo di coesione, non di sentenze - Ultima modifica: 2020-07-01T07:06:21+00:00 da redazione
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