L’anestesia locale (o blocco nervoso, traslitterando la dicitura anglosassone) nel nervo infaorbitario, importante ramo della branca mascellare del nervo trigemino, è una procedura importante nell’anestesiologia odontoiatrica.

Le indicazioni cliniche comprendono l’esplorazione chirurgica del settore anteriore del mascellare superiore, l’eventuale asportazione di lesioni, estrazioni, singole o multiple, di elementi dentali inclusi o estrusi, o addirittura terapie endodontiche nella stessa sede. La tecnica può essere anche una seconda linea anestesiologica in caso di fallimento di tecniche di infiltrazione più semplice, ad esempio a livello plessico.

Le procedure risultano controindicate in presenza di infezione o sanguinamento.

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L’accesso al sito può essere condotto per via intraorale, inserendo l’ago a livello del vestibolo superiore, in uno spazio compreso indifferentemente tra l’incisivo centrale e il primo premolare dello stesso quadrante.

Tecniche intraorali per anestesia del nervo infraorbitario

Le tecniche intraorali classiche, alle quali viene sovente preferita quella extraorale percutanea, sono il “bicuspid approach”, che prevede di seguire una linea intersecante gli apici cuspidali vestibolari dei due primi premolari, e una seconda, che tiene come riferimento l’incisivo centrale superiore.

Assicurare l’anestesia infraorbitaria con le tecniche intraorali classiche risulta, secondo alcuni autori, complesso.

Una prima evoluzione fu proposta nel 2011 con il “molar approach”, la quale, però, conserva il limite della dipendenza da un punto di repere dentale.

Recentemente, Rajguru e colleghi hanno studiato e proposto una tecnica intraorale che, al contrario delle precedenti, prescinde da riferimenti dentali.

Essa è stata denominata “alar base approach”, in quanto considera un repere anatomico posto, in realtà, al di fuori del cavo orale, ossia l’ala del naso omolaterale al sito bersaglio. Da qui si diparte una linea che si interseca con la depressione infraorbitaria, quindi con il margine esterno della linea infraorbitaria.

Per eseguire la manovra, l’operatore pone l’indice della mano non dominante al di sotto dell’ala del naso e, con il pollice, stira in avanti il naso. A questo punto, potrà inserire, per via intraorale, un ago da 27 Gauge e 38 mm, che procederà per 3/4 della lunghezza. Eseguita la prova di aspirazione, si potranno somministrare 1.2–1.8 ml di soluzione anestetica, alla velocità di 1 ml al minuto.

L’anestesia copre l’ala del naso stessa, la zona che si estende tra la palpebra inferiore e l’emilabbro omolaterale e, soprattutto, gli elementi dentali dall’incisivo ai premolari (eventualmente primo molare). La tecnica è stata validata su 25 pazienti, nessuno dei quali è andato incontro a complicanze.

Gli stessi autori hanno anche definito una tecnica extraorale utilizzante lo stesso riferimento anatomico, che individua il punto di inserimento all’intersezione tra la stessa linea immaginaria precedentemente descritta e una seconda, passante tra asse dei premolari, pupilla e fossetta sovraorbitaria.

Riferimenti bibliografici a proposito dell'anestesia del nervo infraorbitario

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/33532198/

Tecniche “alar base approach” per l’anestesia del nervo infraorbitario - Ultima modifica: 2021-03-16T06:24:08+00:00 da redazione

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