Siamo pronti a un nuovo inizio?

Dino Re

Ho in agenda una serie di eventi e congressi fissati da quasi un anno ai quali però non so se andrò. La voglia di riunirsi, di ritrovare le facce amiche, il podio e anche la filiera del commerciale che avvolge la nostra professione mi ha fatto ottimisticamente accettare inviti e prendere impegni.

Soprattutto i mesi estivi sono avvolti da un alone di speranza, la stessa che, immagino, abbiano avuto gli organizzatori di questi eventi residenziali. Una fitta rete di iniziative si è concentrata in questo periodo con altalenanti consensi da parte dei colleghi. Sono sincero, non posso che augurarmi di non aver peccato di ottimismo e di poterci godere delle giornate come ormai da troppo tempo non ne viviamo. Allo stesso modo, però, mi rendo conto di non poter scommettere sulla piega che prenderanno gli eventi di qui a qualche mese.

Ancora oggi la curva dei contagi non si placa e le aree della nostra Penisola cambiano colore più rapidamente di un semaforo a un incrocio stradale. Capisco bene che la logica politica di queste scelte sia proprio quella di regolare il “traffico” della pandemia, ma allo stesso tempo questo non permette di fare programmi anche a breve termine.

Pubblicità

In questo anno ci siamo abituati, però, a cambiare i piani all’ultimo e a trasferire online molte delle nostre esperienze tra cui anche quelle formative. Ho sempre creduto in questo mezzo, ma oggi devo e voglio farlo sempre di più. Abbiamo potuto immergerci in un mondo di webinar e corsi a distanza, abbiamo trovato il modo di confrontarci anche da remoto, dimostrando una volta in più la compattezza di una professione che vuole ritrovarsi nei propri principi sempre e indipendentemente dalle difficoltà.

Siamo dei perfezionisti, appassionati dei più piccoli dettagli delle nostre cure proprio perché sappiamo quanta differenza questi possano fare per i risultati a medio-lungo termine, e in definitiva, sulla prognosi delle nostre terapie. Ho scelto di mantenermi, al di là di tutto, dunque, ottimista e vi chiedo di fare lo stesso perché a quei giorni che ho scelto di dedicare all’aggiornamento e a incontrare i colleghi non dobbiamo rinunciare, che si tratti di farlo in un’aula fisica o virtuale. Termino ricordando una frase di un antico proverbio cinese: “Imparare è come remare contro corrente. Se si smette, si viene spinti indietro”.

Siamo pronti a un nuovo inizio? - Ultima modifica: 2021-03-30T09:02:25+00:00 da Dino Re

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome