Sbiancamento domiciliare addizionato a infiltrazione di resina nel trattamento delle fluorosi

Le fluorosi costituiscono un disordine dell’amelogenesi, determinato da un eccessivo assorbimento di fluoruri da parte degli ameloblasti, nello sviluppo di quello che è, di fatto, un tessuto perenne. Il processo comporta la formazione di uno smalto ipomineralizzato, maggiormente poroso. Clinicamente, si possono osservare aree biancastre di opacità e discromie variabili dal giallo chiaro al marrone scuro, queste ultime causate dal deposito di pigmenti estrinseci a livello delle porosità.

Dal punto di vista epidemiologico, la fluorosi riconosce alcune aree di endemia, come sud dell’India e Messico; anche negli Stati Uniti, in realtà, è stato riscontrato un trend di crescita.


 

 

Naturalmente, si tratta di una condizione che interessa principalmente l’aspetto estetico del sorriso. Da un punto di vista clinico-terapeutico, l’approccio non è sempre agevole e, soprattutto a fronte di quadri severi, può richiedere interventi a invasività crescente, sul piano biologico e anche economico, dalle faccette alle riabilitazioni full crown. Per questo motivo, si assiste a interesse crescente per quanto concerne le metodiche minimamente invasive, come ad esempio sbiancamento dello smalto, microabrasione e infiltrazione di resina e diverse combinazioni.


 

 

A questo proposito, un gruppo di lavoro cinese ha valutato, dal punto di vista estetico e anche psicologico, l’efficacia di una tecnica combinata fra sbiancamento e infiltrazione di resina.

Il perossido di carbammide rappresenta la molecola più largamente impiegata nello sbiancamento di denti vitali, nelle procedure alla poltrona quanto in quelle domiciliari. In questo protocollo è stata preferita la seconda: a ciascun paziente ha ricevuto una mascherina individuale, da utilizzare 6-8 ore nottetempo, in combinazione con un composto al 10% di perossido, somministrato in siringa da 3 grammi.

I risultati, pubblicati alla fine dello scorso anno sul Journal of Dentistry, sono stati recentemente rivalutati da Romina Brignardello-Petersen per il Journal of the American Dental Association.

Lo studio ha coinvolto 22 pazienti, 18 dei quali donne, per un totale di 186 elementi dentari affetti da fluorosi, classificate in lievi (56 denti), moderate (100) e gravi (30) secondo l’apposito Dean’s fluorosis index. La resina da infiltrazione, indicata per il trattamento delle white spot da trattamento ortodontico, è stata addizionata, naturalmente alla poltrona, a due settimane dall’inizio dello sbiancamento.

Il grado soggettivo di soddisfazione è salito dallo 0%, prima del trattamento, a quasi il 60% di soddisfatti e 24% di molto soddisfatti, al termine. Il campione, prima suddiviso tra soggetti non disposti (60%) o esitanti (40%) a mostrare il proprio sorriso, ha ripreso interamente confidenza nel sorridere in pubblico.

La revisione ha contenuto tali entusiastiche indicazioni a una popolazione giovane e obiettato il mancato confronto con altre metodiche. Comunque, i dati confermano come lo sbiancamento fornisca buoni risultati in pazienti motivati. Addizionare questo all’infiltrazione di resina risulta essere un’opzione valida nel trattamento delle fluorosi.

Sbiancamento domiciliare addizionato a infiltrazione di resina nel trattamento delle fluorosi - Ultima modifica: 2020-08-06T07:23:22+00:00 da redazione
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