Osas, il Coronavirus mette in ombra la Giornata mondiale del sonno

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Osas e Coronavirus sono le due parole chiave di quest'oggi. Se non fossimo in piena emergenza Covid-19, infatti, da oggi 13 marzo, Giornata mondiale del sonno, sino al 27 marzo 2020 gli studi Andi sarebbero stati a disposizione dei cittadini per fornire corrette indicazioni, nonché per attuare una  campagna di screening con questionari dedicati ai "disturbi respiratori in sonno", tra cui primeggia l'Osas, la Sindrome delle apnee ostruttive del sonno.

Evangelista Giovanni Mancini, presidente di Fondazione Andi Onlus

"La campagna, purtroppo, quest'anno non potrà svolgersi", dice Evangelista Giovanni Mancini, presidente di Fondazione Andi che insieme ad Andi aveva promosso l'iniziativa, "considerando gli studi odontoiatrici sono aperti solo per le urgenze. D'altro canto, in questo momento di emergenza per il Coronavirus è difficile pensare ad altro, sebbene l'Osas resti una patologia che merita grande attenzione".


 

 

I numeri di una malattia sommersa

Si stima che in Italia oltre il 12% della popolazione soffra della Sindrome delle apnee ostruttive del sonno. "Una malattia che ha un'incidenza doppia nel sesso maschile e una frequenza in crescita con l'età", ricorda Mancini, "con un picco tra 50 e 70 anni, e con percentuali più elevate nelle categorie a rischio, cioè nei pazienti in sovrappeso, cardiopatici-ipertesi e bronco-pneumopatici cronici".


 

 

Per i pazienti affetti da questa patologia, gli odontoiatri possono fare molto. "Non per niente, la FDI dal 2018", ricorda Mancini, "ha inserito le Osas tra le attività di aggiornamento per i dentisti nel mondo, considerando dunque l'interesse per questa malattia non più una nicchia per pochi intimi appassionati a questi temi sanitari, ma una materia da conoscere per i suoi risvolti sociali e professionali".

L'odontoiatra, una sentinella sempre attiva

Il dentista ha un ruolo importante per lo screening che può effettuare sulla popolazione. "Chi vede il maggior numero di pazienti, oltre al medico di medicina generale, è proprio l'odontoiatra", spiega Mancini, "quindi poter contare sul suo ruolo di sentinella delle Osas, così come è stato definito dal Ministero della salute, è assolutamente rilevante per i cittadini e per la nostra professione".

Oltretutto, fa notare il presidente di Fondazione Andi, dopo il tumore del cavo l'orale, l'altra grande  patologia con cui si deve confrontare l'odontoiatria è proprio l'Osas. "È una malattia che se trascurata", sottolinea Mancini, "può avere effetti gravi e a volte letali, non tanto per le apnee in se stesse, quanto per le conseguenze che questo disturbo, nel medio-lungo periodo, può causare. Senza contare il problema della sonnolenza diurna e degli incidenti causati dalla disattenzione e dai colpi di sonno improvvisi che ogni anno provocano numerosi incidenti stradali e che causano 250 morti e oltre 12mila feriti".

Dallo screening alla terapia

Oltre allo screening, l'odontoiatra,  dopo un'attenta diagnosi multidisciplinare che deve coinvolgere diversi specialisti, può assumere anche un ruolo terapeutico. "In alcune circostanze, infatti, i Mad, gli avanzatori mandibolari, di esclusivo appannaggio odontoiatrico", spiega Mancini, "possono essere d'aiuto per ridurre il russamento e le apnee notturne. Quello in cui siamo chiamati ad operare, è un contesto multidisciplinare dove l'odontoiatra dovrà abituarsi a lavorare: non sarà facile, perché la nostra professione ci ha spinto un po' all'isolamento, ma è un'occasione importante per noi odontoiatri e per i cittadini".

Dall'odontoiatra le risposte ai dubbi sulle Osas

Le ipertensioni arteriose resistenti ai farmaci, fa sapere Mancini, citando una recente pubblicazione scientifica, hanno una quota rilevante di cause dovute al russamento intenso, cioè alla roncopatia non trattata adeguatamente. "Questa è una delle informazioni che l'odontoiatra dovrebbe dare al paziente", conclude il presidente di Fondazione Andi, "chiarendo anche la questione delle patenti, l'altro grande capitolo che a volte genera incertezze". E forse allontana i cittadini dall'affrontare adeguatamente questa patologia che sebbene in questo momento non abbia lo stesso carattere d'urgenza del Coronavirus Covid-19, rappresenta però un'altra emergenza sanitaria da non sottovalutare.

Osas, il Coronavirus mette in ombra la Giornata mondiale del sonno - Ultima modifica: 2020-03-13T12:51:38+00:00 da Pierluigi Altea
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