Valutazione in vitro dell’efficienza del sistema dei ProTaper da ritrattamento nel rimuovere la guttaperca con o senza l’utilizzo di solvente
In vitro evaluation of the effectiveness of ProTaper universal rotary retreatment system for gutta-percha removal with or without a solvent
Takahashi C, Cunha R, De Martin A, Fontana CE, Silveira C, da Silveira Bueno C. J Endod 2009;35(11):1580-83.
Lo scopo principale dei ritrattamenti endodontici è rimuovere il materiale dall’interno dei canali in modo efficiente, anche se molti studi hanno dimostrato l’impossibilità di asportare in modo completo il materiale presente all’interno. Numerose pubblicazioni dimostrano la grande varietà di tecniche e materiali per la rimozione dell’otturazione endodontica, comprendenti strumenti rotanti in Ni-Ti, file manuali in acciaio, punte endodontiche montate su ultrasuoni e strumenti che rimuovono la guttaperca mediante punte portatrici di calore. Alcuni autori sottolineano anche l’importanza dell’uso di un solvente che faciliti lo scioglimento del materiale all’interno del canale.
Lo scopo di questo studio è valutare e comparare l’efficacia di strumenti rotanti in NiTi, con o senza l’utilizzo di solvente, e degli strumenti in acciaio manuali nella rimozione di Guttaperca nei ritrattamenti endodontici.
Per questo studio sono stati selezionati 40 denti anteriori, con un singolo canale dritto, apici completamente formati, assenza di calcificazioni o riassorbimenti. Una volta rimossa la corona mediante un disco diamantato, i campioni sono stati sagomati e otturati con guttaperca e cemento all’ossido di zinco-eugenolo da un singolo operatore. I denti sono stati poi suddivisi in modo del tutto casuale in quattro gruppi:
- SS: 10 denti, la guttaperca viene rimossa nel terzo coronale e terzo medio con frese di Gates-Glidden numero 2 e 3 e, successivamente, vengono utilizzati K-file manuali fino al raggiungimento della lunghezza di lavoro, mediante tecnica crown-down;
- SS-C: 10 denti, la guttaperca viene rimossa nel terzo coronale e terzo medio con frese di Gates-Glidden 2 e 3, successivamente viene depositato 0,1 ml di cloroformio nel canale e, quindi, si procede con K-file manuali fino al raggiungimento della lunghezza di lavoro;
- PTR: 10 denti, viene applicata la sequenza di ProTaper D1, D2 e D3 per rimuovere la guttaperca dal canale fino al raggiungimento della lunghezza di lavoro, con velocità del motore costante e pari a 500 rpm;
- PTR-C: 10 denti, la sequenza dei ProTaper è la stessa del gruppo precedente, ma dopo aver utilizzato D1 si procede all’applicazione di 0,1 ml di cloroformio nel canale.
A ogni cambio di strumento il canale viene irrigato con ipoclorito di sodio 2,5%.
I ritrattamenti sono eseguiti da un singolo operatore e viene registrato il tempo necessario per il ritrattamento di ogni dente. Il ritrattamento viene considerato completato quando non si presentano
più residui di materiale sugli strumenti utilizzati e quando mediante microscopio operatorio non sono visibili ulteriori detriti all’interno dei canali. I campioni vengono poi sezionati longitudinalmente e fotografati.
Le analisi statistiche eseguite mediante Kruskall-Wallis test non mostrano differenze significative tra le tecniche utilizzate e la quantità di detriti rimasta (p < 0,05). Dal punto di vista del tempo impiegato nella rimozione del materiale dall’interno dei canali, questo risulta essere minore nei campioni ritrattati mediante sequenza di ProTaper (p < 0,05) senza utilizzo di cloroformio.
Consiglio clinico
Il terzo cervicale degli elementi dentali risulta essere la parte meno favorevole all’utilizzo dei ProTaper, infatti in questa porzione residua la maggiore quantità dei detriti.
Efficacia del sistema dei ProTaper da ritrattamento in canali radicolari otturati con guttaperca e due cementi endodontici
Efficacy of ProTaper retreatment system in root canals filled with gutta-percha and two endodontic sealers
Só MV, Saran C, Magro M, Vier-Pelisser F, Munhoz M. J Endod 2008;34(10):1223-25.
Questo studio si propone di valutare l’efficacia del sistema dei ProTaper da ritrattamento e dei file manuali nella rimozione del materiale da otturazione endocanalare e, nello stesso tempo, anche l’influenza data da due tipi di cemento nella rimozione di detriti di materiale da otturazione all’interno dei canali radicolari.
Gli autori di questo studio hanno preso in considerazione 60 molari, con radice palatina dritta (ossia con una curvatura < 5°), e forami apicali completamente formati. Il canale palatale di ogni elemento dentale è stato resecato a 16 mm di lunghezza in modo tale che tutti i campioni risultino standardizzati. I denti sono stati radiografati e,n quindi, preparati mediante tecnica crown-down.
Trenta campioni sono stati otturati con guttaperca e cemento a base di ossido di zinco ed eugenolo e gli altri trenta con guttaperca e cemento a base resinosa. Sono stati quindi suddivisi in quattro gruppi:
- G1: 15 denti otturati con cemento all’ossido di zinco eugenolo e strumentati con file manuali durante il ritrattamento;
- G2: 15 denti otturati con cemento a base resinosa e strumentati con file manuali;
- G3: 15 denti otturati con cemento all’ossido di zinco eugenolo e ritrattati utilizzando ProTaper da ritrattamento (D1, D2 e D3);
- G4: 15 denti otturati con cemento resinoso e ritrattati utilizzando ProTaper da ritrattamento (D1, D2 e D3).
Nei 30 campioni ritrattati con strumenti manuali, sono stati impiegati nel terzo medio e terzo cervicale Hedstrom file, mentre il terzo apicale è stato raggiunto con Flexofile misura 45.
Nei 30 ritrattati con strumenti rotanti è stata impiegata la serie di ProTaper dedicata al ritrattamento con la sequenza consigliata dalla casa produttrice D1, D2 e D3, e una velocità di 500 rpm.
L’ultimo millimetro apicale dei campioni è stato invece strumentato con file misura 15 o 20 e ipoclorito di sodio 1%.
In nessun gruppo è stato utilizzato solvente per rimuovere il materiale. I campioni sono stati analizzati mediante microscopio ottico e la quantità di detriti di materiale da otturazione rimasti nel canale è stata registrata mediante immagini digitalizzate. I risultati così ottenuti hanno dimostrato l’assenza di una significativa differenza a livello del terzo medio nei quattro gruppi analizzati (p > 0,05, calcolato mediante Kruskal-Wallis test e Student-Newman-Keuls test).
A livello del terzo cervicale, G3 presenta una maggiore quantità di detriti rispetto a G1 (p = 0,04). Nel terzo medio G2, G3 e G4 mostrano maggiori residui di materiale rispetto a G1 (p = 0,03). Mentre le tecniche mostrano risultati equivalenti a livello del terzo apicale in tutti e quattro i gruppi.
Si conclude, quindi, che in tutti i quattro gruppi sono stati rilevati residui di materiale indipendentemente dalla tecnica di ritrattamento utilizzata, la maggior differenza tra la correlazione tecnica e cemento utilizzato si evidenzia a livello del terzo medio in cui i campioni otturati con cemento ZOE e strumentati manualmente mostrano meno detriti e, in generale, le tecniche utilizzate hanno mostrato simile efficacia nella rimozione di materiale nel terzo apicale, indipendentemente dal tipo di cemento utilizzato.
Consiglio clinico
Indipendentemente dal cemento endodontico utilizzato per l’otturazione canalare e dagli strumenti impiegati per rimuoverlo risulta tuttora impossibile rimuovere completamente i detriti dal canale.


