Rischi di bloodborne infection negli spray odontoiatrici

 

La seconda fonte di contaminazione dei circuiti idrici è il paziente: infatti, dai terminali degli strumenti collegati al riunito, per retrazione e/o capillarità, possono penetrare nei condotti e diffondersi all’interno del circuito idrico i microrganismi presenti nel cavo orale (normali saprofiti del cavo orale, ma anche batteri e virus patogeni)15-23. Le forme di infezione crociata che possono verificarsi nella pratica odontoiatrica mediante i liquidi erogati dagli strumenti caudati del riunito sono, quindi, essenzialmente due: la waterborne infection, relativa ai microrganismi provenienti dalla rete idrica e la bloodborne infection, conseguente alla carica microbica proveniente dal paziente durante il trattamento, condizione che si realizza soprattutto durante l’esecuzione di manovre odontoiatriche invasive.

Tuttavia, delle due modalità di contaminazione del circuito idrico del riunito, quella proveniente dal cavo orale è la più importante, sia per la possibilità di trasmissione di agenti patogeni sia perché non è risolvibile con un’alimentazione del riunito indipendente dalla rete idrica potabile, anche se operata con un liquido sterile all’origine. Infatti, la contaminazione da paziente è conseguente alla penetrazione di microrganismi, per retrazione o capillarità, durante l’uso clinico degli strumenti.

Le strategie da utilizzare per contrastare tale fenomeno sono essenzialmente due:

Pubblicità
  • mezzi di prevenzione, per impedire l’ingresso (valvole antireflusso) dei microrganismi e/o forzarne l’espulsione (flussaggio);
  • metodi di disinfezione, per distruggere i contaminanti eventualmente penetrati (disinfezione di basso livello in continuo o di alto livello in discontinuo)13-15,24-26.

Scopo del presente lavoro è stato quello di valutare e quantificare la contaminazione da paziente della linea idrica del riunito odontoiatrico durante le reali condizioni di esercizio del riunito, impiegando come indicatori microrganismi di inequivocabile origine umana, gli Streptococchi orali, e quindi di comparare l’efficacia, in termini di abbattimento del rischio di bloodborne infection, del flussaggio e della disinfezione discontinua ad alto livello (TAED e perossidante).

Materiali e metodi

Sono stati presi in considerazione due diversi tipi di riunito odontoiatrico: uno «convenzionale», in esercizio da cinque anni, e uno dotato di un sistema di disinfezione ad alto livello (TAED e perossidante), in esercizio da due anni. Entrambi sono stati impiegati per trattamenti di tipo endodontico o conservativo. Sul riunito «convenzionale» veniva effettuato un flussaggio di 5 minuti da ogni strumento a inizio giornata, e di 2 minuti dopo ciascun paziente, tempi di flussaggio quindi notevolmente superiori rispetto alle indicazioni fornite dall’American Dental Association27 (ADA) che consigliano l’attivazione a vuoto degli strumenti per 30 sec.

I campioni di acqua venivano prelevati prima e dopo il trattamento odontoiatrico direttamente dal cordone a turbina scollegata. In seguito, venivano effettuati due prelievi in successione: un primo prelievo di 2 ml, al fi ne di raccogliere l’acqua immediatamente a monte della turbina (direttamente interessata dai fenomeni di retrazione che si verificano durante l’impiego clinico) e un secondo prelievo di 70 ml, relativo all’acqua che rimane all’interno del riunito odontoiatrico a fi ne trattamento. I campioni prelevati sono stati raccolti in contenitori sterili e inviati al laboratorio per le analisi entro 30 minuti.

In ogni giornata lavorativa sono stati trattati tre pazienti, sterilizzando la turbina dopo ogni paziente e sostituendola dopo nove trattamenti. In totale sono stati prelevati 36 campioni (18 pazienti). Sul riunito dotato del processo di disinfezione ad alto livello sono stati effettuati prelievi eseguendo le stesse metodiche sopradescritte, con l’unica differenza che il campionamento dopo ciascun paziente veniva effettuato dopo il ciclo di disinfezione ad alto livello. Il totale dei campioni prelevati è stato pari a 12 (6 pazienti). Per la valutazione della contaminazione umana della linea idrica del riunito odontoiatrico sono stati presi in considerazione gli Streptococchi orali, il cui habitat naturale è rappresentato dal cavo orale e, in particolar modo, dalle mucose, dalla saliva, dalle vie aeree superiori e dai denti (108 CFU/ml di saliva).

Tali batteri sono rilevabili in tutta la popolazione sana e non soltanto nella popolazione malata o portatrice (come viceversa avviene con altri agenti microbici: virus dell’epatite C, HIV, Mycobacterium tubercolosis ecc.), in quanto gli Streptococchi orali colonizzano la bocca di tutti gli esseri umani fin dalla nascita18,28,29. Gli Streptococchi orali – microrganismi quasi privi di potere patogeno, eccezion fatta per Streptococcus mutans e Streptococcus sobrinus (carie), e Streptococcus sanguis (endocardite infettiva) – rappresentano, quindi, un eccellente indicatore di contaminazione salivare dei circuiti idrici del riunito, in quanto non possono essere confusi o sovrapposti ad altri contaminanti di origine ambientale. L’analisi è stata condotta mediante semina diretta di 0,5 mL dei campioni di 2 mL su Mitis salivarius agar in piastra, e mediante filtrazione di tutto il campione di 70 mL su membrana 0,22 μm e deposizione della stessa su Mitis salivarius agar.

Le piastre sono state incubate per 48 ore a 37 °C in atmosfera di CO2; in seguito, si è proceduto alla conta delle colonie sviluppate, colorazione di Gram ed esame morfologico. Al fine di rilevare la contaminazione direttamente conseguente a ogni singola terapia odontoiatrica, per ciascun paziente si è sottratto il valore di concentrazione degli Streptococchi orali riscontrato prima della terapia (prelievo PRE) a quello rilevato nel prelievo dopo la terapia (prelievo POST).

I dati ottenuti sono stati elaborati statisticamente (t-test) con diversi obiettivi:

  • determinare la prevalenza della contaminazione salivare (casi in cui la differenza POST – PRE risultava positiva);
  • rilevare la correlazione tra retrazione e contaminazione interna (regressione lineare);
  • rilevare la variazione dei livelli di contaminazione durante la giornata, dal primo al terzo paziente (analisi della varianza);
  • determinare l’influenza delle variabili: carica iniziale, tipo di intervento, numero di prestazioni effettuate con la medesima turbina, numero d’ordine del paziente nella giornata (regressione multipla).

La contaminazione dei condotti idrici del riunito odontoiatrico spesso risulta 100 e più volte superiore rispetto ai livelli massimi indicati dall’American Dental Association.

Rischi di bloodborne infection negli spray odontoiatrici - Ultima modifica: 2009-10-26T09:19:15+00:00 da Redazione

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome