I fenomeni atrofici che interessano i processi alveolari dei mascellari in corrispondenza dei siti edentuli raggiungono spesso entità tali da rendere insidiosa, o addirittura irrealizzabile una riabilitazione protesica sostenuta da impianti.

Il riassorbimento delle creste si accompagna ad una relativa superficializzazione di strutture anatomiche, descritte in un articolo precedente. Si può facilmente intuire come procedure di incremento osseo diventino sempre più il primo, necessario, step chirurgico per una successiva riabilitazione implantare.Il posizionamento della fixture può avvenire durante la stessa fase chirurgica qualora la cresta residua sia di spessore e qualità tali da garantire la stabilità primaria all’impianto (almeno circa 5mm), o seguire il grande rialzo del seno di 9 12 mesi (tecnica in due fasi) allorquando lo spessore residuo della cresta sia talmente esile da non assicurare stabilità alla fixture.

Controindicazioni assolute all’intervento per patologie distrettuali

Controindicazioni locali assolute all’esecuzione di un intervento di rialzo di seno mascellare sono le sinusiti acute in atto, le cisti, le neoplasie, la presenza di corpi estranei all’interno del seno e le lesioni periapicali a carico di elementi dentari contigui; non costituiscono invece controindicazione alla tecnica chirurgica eventuali ispessimenti della mucosa sinusale che si configurano come esiti cicatriziali fibrosi a pregresse reazioni periapicali di elementi dentari ormai persi.

Risultati attesi dopo il trattamento implantare e rialzo di seno mascellare

Albrektsson e coll.  hanno definito i criteri di successo in terapia implantare:

1) assenza di mobilità clinica;

2) assenza di radiotrasparenza peri-implantare;

3) assenza di dolore, parestesia ed infezioni;

4) riassorbimento osseo marginale < 1.5 mm 1 anno dopo il carico e 0.2 mm per anno successivo;

5) successo del 90% a 5 anni e dell’85% a 10 anni degli impianti inseriti nell’arcata superiore;

6) successo dell’85% a 5 anni e dell’80% a 10 anni degli impianti inseriti nell’arcata inferiore.

Appare ovvio quindi che un insuccesso sarà caratterizzato dall’assenza di tali criteri fino alla possibile perdita del l’impianto stesso. L’insuccesso, tuttavia, non coincide esclusivamente con la perdita dell’impianto: infatti, la presenza di un impianto ancora mantenuto in situ ma che presenta una perdita ossea superiore a quella descritta con associato dolore ed infiammazione dei tessuti molli circostanti non può essere considerato un successo, bensì una sopravvivenza. Si intende infatti per sopravvivenza la proporzione degli impianti ancora ritenuti nell’osso ad un certo periodo di tempo, anche se privi di validità clinica o causa di effetti collaterali.

Nonostante la tecnica chirurgica di elevazione della membrana sinusale sia sicuramente predicibile,non sono rari i casi nei quali è possibile imbattersi in complicanze che eventualmente possono compromettere l’esito dell’intervento.

Complicanze più frequenti post rialzo di seno mascellare

Le complicanze postoperatorie spesso sfociano in degenza prolungata e riduzione della qualità della vita nei pazienti affetti. Pertanto, è importante identificare fattori di rischio associati con complicanze postoperatorie ed eliminarli quanto possibile.

I pazienti con diabete sono ad alto rischio di lenta guarigione e infezione della ferita in seguito ad un’operazione . Tuttavia, rimane indeterminato se coloro che subiscono la chirurgia orale siano esposti a maggior rischio di infezione chirurgica rispetto ai pazienti non diabetici, infatti in alcuni studi condotti su pazienti con tumore della testa e del collo, nessuna correlazione significativa tra il diabete e infezioni chirurgiche è stata trovata.

Un’ elevata qualità dell’igiene orale postoperatoria è ritenuta fondamentale per i pazienti. La cura della salute orale è stato riconosciuto come essenziale per ridurre le complicanze postoperatorie

A tale riguardo gli effetti indesiderati possono essere:

• Complicanze vascolari

• Complicanze infettive

• Complicanze di ordine anatomico

Complicanze legate a incompleta osteointegrazione..

Le complicanze vascolari più frequenti sono la recisione delle anastomosi tra l’arteria alveolare posteriore superiore e l’arteria infraorbitaria descritte, in studi autoptici, nello spessore della corticale ossea della parete laterale del seno mascellare a solo pochi millimetri di distanza dagli apici dei premolarimolari, e nel contesto dei tessuti molli a circa 2326 mm dal margine crestale dei settori latero-posteriori.

La recisione del vaso può determinare:

1. un’intensa emorragia intraoperatoria, talora di difficile gestione che può cessare

spontaneamente grazie ad una contrazione reattiva del vaso interrotto dalla soluzione di continuo.

2. un emoseno ritardato di molte ore rispetto l’incidente operatorio per cessazione dello spasmo reattivo del vaso

3. difficoltà di attecchimento dell’innesto la cui neovascolarizzazione proviene, tra le altre, anche da quest’arteria.

Parte dell testo è tratta da questo interessante articolo.

Rialzo di seno mascellare: successo, controindicazioni e complicanze - Ultima modifica: 2015-10-05T08:30:35+00:00 da redazione

3 Commenti

  1. Io devo fare i grandi rialzi dei seni , ho paura e indecisione , ho 40 anni e vorrei poter fare un lavoro che non mi dia noie e delusioni nel tempo …… mi è stato consigliato di evitare i rialzi perché ci vuole troppo tempo e ci sono rischi di fallimenti e di caduta di impianti … e di fare un intervento pterigoidei del 18 , non ci sto capendo più nulla , ogni dentista ha idee diverse pareri diversi , mi hanno detto che questo tipo di intervento è migliore dei rialzi e più definitivo

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome