«Con il Congresso politico AIO del 29 ottobre e il Congresso AIO Academy del 30 ottobre si torna agli eventi in presenza, dopo tanta attività smart. Per noi è una grande soddisfazione poterci rivedere dopo due anni. Per crescere, l’uomo prima ancora del professionista ha bisogno di relazionarsi fisicamente e intellettualmente con i suoi simili. Con questo doppio evento AIO riparte dai valori associativi - responsabilità, eccellenza, innovazione, lavoro di squadra, sostenibilità - dando speciale risalto ai primi due. Credo che la responsabilità professionale, tema del congresso politico aperto a tutti gli interessati, vada vista non solo sotto il profilo legale, ma come principio basilare della nostra attività: di fronte a una persona che ha scelto di essere assistita da noi ogni atto professionale genera responsabilità, a prescindere da quanto i legislatori, nel mondo, decidano. Il giorno dopo, col Congresso di AIO Academy, rivolto a tutti i colleghi, gratuito per i soci, affrontiamo il valore dell’eccellenza oltre che dell’innovazione: per superare il momento particolare attraversato con la pandemia, aiutandoci con amici relatori in grado di guardare oltre, proviamo a immaginare insieme la nostra idea di professione e le sue future possibilità di evoluzione».

Così il presidente di AIO Fausto Fiorile ha presentato a Il Dentista Moderno la due-giorni congressuale che segna il ritorno alle modalità d’incontro tipiche dei periodi precedenti la pandemia. Un approfondimento sui temi chiave del Congresso politico lo offre invece di seguito il past president di AIO Pierluigi Delogu.

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Quale leitmotiv unisce i temi in agenda al Congresso politico e perché, dottor Delogu?

Coi congressi politici AIO ha sempre anticipato i temi forti dell’odontoiatria in Italia e giunti alla nona edizione guardiamo a tutti gli aspetti della responsabilità a partire dalla legge 24 del 2017 (Gelli-Bianco) che ha rivoluzionato il mondo della responsabilità professionale medica e sanitaria cercando di ridurre i potenziali contenziosi e semplificarne l’iter e le conseguenze.

Grazie pure alla presenza di Amedeo Bianco - già presidente Fnomceo, che della Legge fu relatore in Senato - il congresso offre lo spunto per aprire un dibattito ampio sugli aspetti che oggi coinvolgono il professionista odontoiatra nello svolgimento della sua attività in forma singola o societaria, sia verso il paziente sia verso terzi, sotto i profili penalistico e civilistico; infine come responsabile tanto dell’atto medico quanto della comunicazione, in merito, al paziente. Valuteremo poi quali responsabilità coinvolgano il direttore sanitario di una società dal punto di vista contrattuale, verso i pazienti e verso i dipendenti sanitari e non.

Cos’è cambiato, con la pandemia e non solo, in tema di responsabilità civile e penale del sanitario e cosa si attende dal confronto in sede congressuale?

«La pandemia ci ha obbligato ad aprire occhi su vari aspetti della nostra professione e ci ha posto sia nuovi interrogativi su come svolgerla in massima sicurezza sia problemi etici e deontologici su privacy, accesso alle cure, obbligo vaccinale per i sanitari dipendenti. Credo che questo spieghi perché un anno fa un sondaggio interno all’associazione abbia posto la responsabilità del medico odontoiatra in cima alla lista dei temi sui quali più il professionista chiede di essere aggiornato.

Qual è il Suo parere e cosa si aspetta dal congresso, sui profili di responsabilità del sanitario e i vaccini?

La responsabilità del sanitario definita nel nostro ordinamento affonda le radici nel codice deontologico e nei principi ispiratori del rapporto d’alleanza tra medico e paziente, basato sulla fiducia reciproca.

Oltre alla prestazione odontoiatrica, metteremo a fuoco con il presidente della Commissione nazionale albo Odontoiatri Raffaele Iandolo le caratteristiche di un’informazione corretta e veritiera ai pazienti e apriremo un confronto con le loro associazioni, che ci chiedono informazioni chiare. In caso di deficit informativo, riteniamo si debba declinare correttamente la portata della responsabilità a seconda che questa sia da imputare a un titolare di studio o a un direttore sanitario di società.

Quanto al vaccinarsi e al vaccinare, ritengo sia un atto che riassume il ruolo del sanitario come garante della salute pubblica, sancito dal giuramento ippocratico del medico al momento dell’iscrizione all’Albo. Gli odontoiatri e in particolare AIO si sono messi a disposizione del Ministro della Salute come vaccinatori: è un fatto. Personalmente credo che il medico abbia un ruolo e una responsabilità sociale che trascendono i margini di scelta individuale in scienza e coscienza. Ma vaccinare implica precise responsabilità, e ne parleremo.

Perché inserire in programma l’aspetto della responsabilità verso dipendenti e terzi?

Non è certo nuovo. Lo disciplina un’ampia rassegna normativa: dal testo unico sull’infortunistica, decreto legislativo 81/2008, passando per i contratti di lavoro, sempre più attenti al punto. Come quello per i dipendenti degli studi odontoiatrici stipulato nel 2017 da AIO, Cifa e Confsal Fials che a sua volta ha ispirato le nuove norme istitutive della figura di assistente di studio odontoiatrico.

L’emergenza Covid 19 ha rivolto in modo drammatico l’attenzione sulla necessità di attivare sistemi di lavoro che pongano in massima sicurezza lavoratori e pazienti. In questa fase gli odontoiatri hanno dimostrato maturità e competenza per gestire una situazione molto complicata. E proprio per questo meritano un’informazione puntuale ed aggiornata sul quadro normativo vigente.

IL PROGRAMMA DEL CONGRESSO

 

Responsabilità professionale ed eccellenza: AIO riparte dai valori associativi - Ultima modifica: 2021-09-07T10:53:00+00:00 da redazione

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