Resistenza di corone in composito fresato CAD/CAM in funzione dello spessore

ossido di zirconio protesi corona disilicato di litio
ossido di zirconio protesi corona disilicato di litio

Uno dei vantaggi che ha favorito la diffusione delle sistematiche CAD/CAM consiste nella versatilità di impiego in termini di materiale. L'uso applicato a materiali “nobili”, pur rappresentando comunque un aspetto chiave nell'applicazione di tali sistemi, non è oramai l'unico. Negli ultimi anni è stato riportato nella letteratura scientifica un incremento dell'interesse su materiali come, per esempio, resine, per cui è possibile realizzare mascherine ortodontiche, bite e anche restauri coronali non definitivi.

Ciò ha portato anche all'introduzione sul mercato di ceramiche ibride, cioè infiltrate con polimeri, che pertanto coniugano vantaggi (e svantaggi) dei due elementi principali.

D'altra parte, le resine utilizzate nei sistemi CAD/CAM vengono indicate anche come compositi rinforzati con particelle dato il grado di riempimento con particelle ceramiche (indicativamente tra 70 e 80%).

Un restauro indiretto progettato CAD può essere realizzato (CAM: qui il termine di “manifattura” viene di fatto superato) attraverso due tipologie di processo. La fresatura è quella che probabilmente sovviene più immediatamente se si pensa al CAD/CAM; il macchinario, partendo da un blocco del materiale, ad esempio una ceramica, viene sagomato per sottrazione da una fresatrice messa in moto e comandata da un software.

In realtà, anche in campo odontoiatrico sono contemplate delle tecniche di tipo additivo, che prevedono cioè la deposizione sequenziale di modeste quantità di materiale, via via fino a formare l'oggetto. Si tratta di un'opzione assai versatile. Si presta innanzitutto ai materiali polimerici, ad esempio con tecniche quali la modellazione a deposizione fusa e la stereolitografia, che sono le stesse impiegate dalle oramai conosciutissime e diffusissime stampanti 3D, ma anche a metalli, con la sinterizzazione laser, tecnica simile alla stessa stereolitografia.

Dal punto di vista clinico, poi, questi prodotti forniscono un valido compromesso estetico in protesi su dente naturale e, in virtù dell'elevato grado di riempimento, ci si aspetterebbero anche delle performance elevate.

Corone in compositi CAD/CAM: resistenza alla frattura

A tale proposito, il recente lavoro di Zimmermann ha valutato la resistenza alla frattura di 3 resine rinforzate con particelle, impiegate in un sistema di fresaggio, più una adatta allo stampaggio 3D in funzione dello spessore. Si tratta di quattro compositi CAD/CAM commercialmente assai noti: da ciascuno di essi sono state prodotte 30 corone (10 dello spessore di 0.5 mm e altrettanti da 1.0 e 1.5 mm). A questi si sono aggiunti due gruppi controllo, rispettivamente a base di disilicato di litio e di una ceramica ibrida.

Contrariamente alle ceramiche, tutte le corone in composito di spessore minimo (0.5 mm) hanno superato il test da carico. Vi sono differenze significative tra i vari prodotti ma, sul piano clinico, ciò vuol dire che questi prodotti possono favorire una tecnica di preparazione più conservativa o, quantomeno, risultare maggiormente permissivi in caso di sottopreparazione.

Fonti di riferimento

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/30368664

 

Resistenza di corone in composito fresato CAD/CAM in funzione dello spessore - Ultima modifica: 2019-06-14T07:16:14+00:00 da redazione
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