Radioprotezione pediatrica in odontoiatria

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La radioprotezione pediatrica è una sottocategoria della branca della radiologia che studia e, sulla base delle evidenze rilevate, disciplina la tutela di pazienti e operatori dai rischi derivanti dall’utilizzo di dispositivi diagnostici in grado di emettere radiazioni ionizzanti.

La radioprotezione pediatrica si occupa di tutti questi aspetti ma mette il focus sul piccolo paziente e sui soggetti in età evolutiva.

L’ultimo aggiornamento normativo in materia di radioprotezionistica risale allo scorso anno, con il D.Lgs 31 luglio 2020, n. 101, il quale a sua volta recepisce e attua la direttiva 2013/59/Euratom.

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Conseguentemente, può essere interessante tornare a parlare, su queste pagine, di radioprotezione. L’odontoiatria, in effetti, tra le specialità mediche, è indiscutibilmente una delle più dipendenti dalla diagnostica radiografica e si caratterizza per il ruolo del clinico nell’esecuzione, prima che nell’interpretazione delle immagini radiologiche.

Il paziente maggiormente delicato, in questo ambito, oltre alla donna in stato interessante, è certamente quello in età di sviluppo.

Rinnovo delle linee guida di radioprotezione pediatrica

Recentemente, Van Acker e colleghi si sono proposti di sostenere scientificamente il processo di rinnovamento delle linee guida di radioprotezione della European Academy of Paediatric Dentistry.

A questo proposito, è importante sottolineare come siano disponibili dati affidabili riguardo al rischio deterministico, cioè quello legato alle macroesposizioni, mentre, al contrario, sia più complesso interpretare il rischio stocastico, ossia le indicazioni riguardanti le esposizioni, assai più contenute, proprie della radiodiagnostica.

Gli autori hanno potuto, in ogni caso, impostare una revisione sistematica, comprendente 18 studi dedicati alle misure radioprotezionistiche indicate nel paziente al di sotto dei 18 anni di età.

Gli outcome primari ricercati erano mortalità e morbilità ma, data la preponderanza di studi in vitro (15 su 18), sono stati accettati anche alcuni indici indiretti o surrogati, come dose efficace e dosi a livello di tiroide, occhio ed encefalo.

È stato comunque possibile eseguire una meta-analisi sui dati estratti dai rimanenti studi inclusi.

Gli autori, nonostante i limiti dettati dalla variabilità delle evidenze, hanno validato le misure di radioprotezione per tutte le principali indagini radiografiche in uso in odontoiatria pediatrica.

I risultati vengono qui di seguito elencati. Possono ridurre la dose di esposizione:

- per la radiografia endorale: collimazione rettangolare, massima velocità possibile del rivelatore dell'immagine e la schermatura della tiroide quando la ghiandola si trova in linea o con il raggio primario o in sua prossimità;

- per la teleradiografia latero-laterale: come sopra compresa la schermatura circonferenziale della tiroide e, in più, la filtrazione;

- per l’ortopantomografia: le prime due della radiografia endorale e la regolazione manuale o il controllo automatico dell’esposizione;

- per la TC cone beam: si segnali, in particolare, la necessità di rilevazione dei voxel con le dimensioni massime funzionali alle esigenze diagnostico-terapeutiche.

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Radioprotezione pediatrica in odontoiatria - Ultima modifica: 2021-02-26T06:38:13+00:00 da redazione

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