Radioprotezione e qualità dell’immagine radiografica nell’esecuzione di OPT

DM_il dentista moderno_radioprotezione

La radioprotezione è una disciplina interna alla radiodiagnostica. Si dedica allo studio e alla messa in atto delle strategie e procedure atte a minimizzare i rischi a cui pazienti e operatori sanitari sono esposti nel momento in cui entrano a contatto con strumenti in grado di produrre radiazioni ionizzanti. L’evoluzione segue i progressi tecnici delle diverse metodiche di imaging. L’ortopantomografia (OPT) o panoramica dentale, a differenza delle tecniche “native digitali”, come la TC cone beam, ha beneficiato della transizione dall’analogico al digitale.
Una serie di studi pubblicati negli ultimi cinque anni ha stabilito che la dose radiante effettiva di una panoramica si attesta in un range tra 4.1 e 36 μSv, media inferiore a quella, assai variabile, della TC cone beam (19-368 μSv). Uno dei principi della radioprotezione è riassunto dalla sigla ALARA, As Low As Reasonably Achievable, a indicare l’obbligo a eseguire un esame fornendo la dose più bassa possibile. Questo non significa comunque fornire una dose bassa a ogni costo, come evidenziato da un altro principio protezionistico, ALADA, As Low As Diagnostically Acceptable, a indicare la dose minima utile a fornire un esame utile a fini diagnostici. Al contrario, un esame che fornisce meno radiazioni senza dirimere il quesito clinico metterà il paziente a rischio, o per diagnosi erronea, o per la successiva necessità di ripetere l’indagine. Chi esegue l’esame ha la possibilità di regolare l’esposizione sulla base di tali criteri.
A questo proposito, il gruppo di lavoro di Cano Martins si è proposto di valutare la performance di diverse tecniche OPT a dosaggio radiante ridotto e l’assorbimento tissutale a livello testa-collo che effettivamente ne è conseguito. I risultati dello studio sono stati pubblicati di recente su Clinical Oral Investigations.

Radioprotezione: riduzione della dose e qualità dell'ortopantomografia

Il modello sperimentale ha previsto l’impiego di un totale di 8 imaging phantom, in italiano fantocci, costituiti da vere componenti scheletriche cranio-cervicali umane, ricoperte da uno strato di cera di 3 mm di spessore. Su questi sono state raccolte, in totale, 48 radiografie panoramiche, utilizzando 6 protocolli di esposizione radiante, con abbassamento progressivo di voltaggi (kVp) e correnti (mA), da un massimo di 70 e 12.5 a un minimo di 66 e 3.2.
Tutte le immagini ottenute sono state sottoposte a 5 radiologi specializzati sull’apparato stomatognatico, i quali, lavorando in maniera indipendente l’uno dall’altro, hanno riportato le proprie rilevazioni cliniche. La riproducibilità intra-esaminatore è stata determinata rivalutando un quarto degli esami per protocollo di esposizione.
Le dosi assorbite per protocollo sono state analizzate tramite dosimetro a termoluminescenza. Queste sono risultate significativamente inferiori nei protocolli 4, 5 e 6, indicati quindi come a basse dosi, rispetto al protocollo 1, ad alte dosi. L’aspetto qualitativo, ovvero la performance diagnostica degli esami, non è invece risultato compromesso in maniera significativa dalla riduzione di esposizione.

Riferimenti bibliografici a proposito di radioprotezione

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32845471/

Pubblicità

Se vuoi approfondire il tema e hai necessità di svolgere il corso di Radioprotezione, Il Dentista Moderno e Accademia Tecniche Nuove lo hanno realizzato in versione e-learning, fruibile 24 h su 24, valido anche ai sensi dell'art. 162 comma 3 del d.lgs. 101/2020.

VAI ALLA SCHEDA DEL CORSO  La Radioprotezione in Odontoiatria – Edizione 2021

Radioprotezione e qualità dell’immagine radiografica nell’esecuzione di OPT - Ultima modifica: 2021-03-02T06:46:44+00:00 da redazione

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome