Luigi Paglia

La popolazione mondiale sta invecchiando a un ritmo più rapido rispetto al passato e questa transizione demografica avrà un impatto sulla maggioranza degli aspetti della società. Nel 2019 il 20,3% della popolazione dell’UE era composta da persone di età pari o superiore ai 65 anni, con l’Italia sul gradino più alto del podio (22,8%). Secondo le proiezioni, la percentuale delle persone di 80 anni e più passerà nel 2100 dall’attuale 5,8% al 14,6%.

Un aspetto importante che dovrà essere affrontato dall’odontoiatria nei prossimi anni è quindi quello relativo alla gestione dei pazienti geriatrici. I trattamenti e la prevenzione in ambito odontoiatrico hanno prodotto una platea composta da pazienti anziani con restauri implantari e protesici complessi (anche da mantenere!), in contrapposizione a quelli che erano i pazienti di una volta, edentuli o portatori di protesi totale, situazioni certamente meno funzionali ma più semplici nella gestione e nell’igiene.

Quando le persone invecchiano frequentano di meno i servizi odontoiatrici a causa di una serie di ostacoli tra cui la perdita di autonomia, l’insorgenza di patologie invalidanti o deficit cognitivi e motori che, in alcuni casi, portano al ricovero nelle RSA o nei reparti di lunga degenza.

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La pandemia di COVID-19 ha reso ancora più evidenti alcune delle lacune esistenti nei servizi di cura della persona e ha reso ancor più necessario affrontare il problema del paziente geriatrico, in particolar modo in una realtà italiana dove la stragrande maggioranza degli odontoiatri lavora, come sappiamo, in studi privati e non a livello istituzionale. Nell’attuale contesto, ad esempio, sarà interessante promuovere la figura del dentista/igienista a domicilio, che potrebbe tornare molto “utile” in questa realtà.
Già nel 2010 la crescente necessità di cure odontoiatriche aveva portato l’Organizzazione mondiale della Sanità a produrre un “Call for Public Health Action” riguardante la salute orale delle persone anziane.

La perdita dei denti ha infatti molteplici impatti sulla salute e il benessere: gli anziani, ad esempio, spesso finiscono con l’evitare frutta fresca e verdure che sono invece elementi base di una dieta salutare; la mancanza dei denti può portare a imbarazzo e una perdita di autostima, contribuendo così a creare una condizione di solitudine e di ulteriore isolamento sociale.

Quest’anno è stata presentata la “United Nations Decade of Healthy Ageing (2021-2030)”, una collaborazione globale che riunisce governi, società civile, agenzie internazionali, professionisti, mondo accademico, media e il settore privato per migliorare la vita degli anziani, delle loro famiglie e delle comunità in cui vivono e in cui l’odontoiatria giocherà un ruolo sicuramente importante.

Reinterpretare le attività odontoiatriche adattandole alle necessità del paziente anziano sarà certamente una delle sfide dell’odontoiatria prossima ventura!

 

Per approfondire

https://ec.europa.eu/eurostat

Department of Economic and Social Affairs. Population Division. World Population Ageing 2020 Highlights

Raphael C. Oral Health and Aging. Am J Public Health 2017;107(S1):S44-S45.

Petersen P, Kandelman D, Arpin S, Ogawa H. Global oral health of older people–Call for Public Health Action. Community Dental Health 2010;27:257–268.

Quale salute orale per il paziente anziano? - Ultima modifica: 2021-07-06T10:11:34+00:00 da Luigi Paglia

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