Quale restauro per il dente trattato endodonticamente?

Questi abstract prendono in considerazione i diversi tipi di restauro post endodontico adottabili dal clinico. Nonostante la letteratura non possa fornire dati con un livello di evidenza rilevante, i lavori considerati mostrano che non esiste una differenza significativa tra la tradizionale corona in metallo-ceramica e un restauro in composito. Questo fatto può essere di forte interesse per il clinico in una congiuntura socio-economica in cui, spesso, si deve scendere a compromessi con le esigenze e le possibilità del paziente. La corona resta il gold standard per la ricostruzione di un dente devitalizzato, specialmente quando la sostanza coronale residua è esigua, ma un restauro diretto in composito può essere la soluzione ideale per alcuni casi

a cura di Francesca Cerutti

Corone singole contro otturazioni convenzionali per ricostruire i denti trattati endodonticamente

Single crowns versus conventional fillings for the restoration of root-filled teeth. Sequeira-Byron P, Fedorowicz Z, Carter B, Nasser M, Alrowaili EF. Cochrane Database Syst Rev. 2015 Sep 25;9:CD009109. doi: 10.1002/14651858.CD009109.pub3.

In questo studio gli Autori hanno investigato i risultati a tre anni di diversi tipi di restauro post endodontico.

Il trattamento endodontico richiede la rimozione della polpa e la sua sostituzione con un’otturazione canalare. Il restauro di un elemento trattato endodonticamente può essere complicato a causa delle differenze strutturali tra un dente vitale e uno devitalizzato.
Il restauro diretto si esegue posizionando un materiale, per esempio amalgama o composito, direttamente nel dente. Il restauro indiretto consiste in una corona in metallo o ceramica. La scelta del tipo di restauro dipende dalla quantità di struttura dentale residua e può influenzare la longevità e il costo della terapia.
La decisione di usare un perno e una ricostruzione, oltre alla corona, è dettata dal clinico. Non si conosce quale sia il reale paragone tra la performance clinica delle corone e dei restauri convenzionali nella riabilitazione degli elementi trattati endodonticamente.

Questa revisione aggiorna quella originale, che fu pubblicata nel 2012. Gli obiettivi consistevano nel verificare gli effetti del restauro dei denti trattati endodonticamente (con e senza perno e ricostruzione), paragonando le corone ai materiali da otturazione convenzionali. Abbiamo ricercato all’interno dei seguenti database: il Cochrane Oral Health Group’s Trials Register, CENTRAL, MEDLINE via OVID, EMBASE via OVID, CINAHL via EBSCO, LILACS via BIREME. Abbiamo anche cercato nella bibliografia degli articoli e nei registri dei trial in via di sperimentazione.
La ricerca è aggiornata al 26 marzo 2015. Sono stati presi in considerazione i trial controllati randomizzati (RCTs) o i trial controllati quasi-randomizzati in partecipanti con elementi dentali permanenti che erano stati trattati endodonticamente. Sono state considerate le corone singole a copertura cuspidale completa paragonate a qualunque tipo di materiale da restauro diretto o a restauri indiretti parziali (es. inlay o onlay). Le comparazioni consideravano il tipo di perno e di restauro post endodontico utilizzato (fuso o prefabbricato), se presenti. Due autori della review hanno estratto indipendentemente i dati dai trial inclusi nella ricerca e hanno valutato i rischi di bias.

L’analisi dei dati è stata condotta dividendo la popolazione dei pazienti in base al trattamento ricevuto, esprimendo la stima dell’effetto della terapia come rischio relativo per dati dicotomici, con intervalli di confidenza del 95% (CI). é stato incluso un trial, che è stato considerato ad alto rischio di bias nella somministrazione del trattamento, nella quantità di pazienti persi di vista e nella valutazione degli outcome. I 117 partecipanti con un premolare devitalizzato ricostruito con un perno in fibra di carbonio sono stati divisi in due gruppi in maniera randomizzata: i pazienti assegnati al primo hanno ricevuto una corona completa in metallo-ceramica, quelli assegnati al secondo gruppo un restauro diretto in composito. Non è stato registrato alcun fallimento catastrofico (in cui il restauro non potesse essere riparato), anche se soltanto 104 denti sono stati inclusi nella valutazione finale a tre anni dall’esecuzione del restauro.

Non è stata vista una differenza marcata fra il gruppo ricostruito con corona e build-up o con restauro diretto in composito dal punto di vista di fallimenti non catastrofici del restauro (1/54 contro 3/53; RR 0.33; 95% CI da 0.04 a 3.05) o fallimenti del perno (2/54 contro 1/53; RR 1.96; 95% CI da 0.18 a 21.01) a tre anni. La qualità dell’evidenza di questi risultati è molto bassa. Non c’è stata evidenza per alcuno dei parametri secondari: soddisfazione del paziente, qualità della vita, incidenza o ricorrenza di carie, salute parodontale e costi.
Non c’è sufficiente evidenza per valutare gli effetti delle corone paragonate ai restauri diretti convenzionali nella ricostruzione degli elementi trattati endodonticamente. Fino a quando non saranno disponibili dati più rilevanti, i clinici dovrebbero continuare a basare sulla loro esperienza clinica la decisione di come ricostruire un dente trattato endodonticamente, tenendo in considerazione le peculiarità individuali e le preferenze del paziente.

implicazioni cliniche
Questo studio mostra come i premolari trattati endodonticamente possano essere ricostruiti con corone singole o con restauri diretti in composito, senza che esistano differenze significative nella sopravvivenza a tre anni di dente e restauro. Ovviamente l’esperienza clinica e la quantità di struttura dentale residua saranno importanti nel determinare quale restauro sia il più indicato per ciascun caso.

Quale restauro per il dente trattato endodonticamente? - Ultima modifica: 2016-06-28T14:32:49+00:00 da Redazione

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