Prevenzione delle emergenze mediche nello studio odontoiatrico

In odontoiatria si riconosce che la causa prima delle emergenze mediche è una reazione psicogena-neurovegetativa, o “distress syndrome”, che si esprime con vari quadri clinici a seconda della reattività e delle riserve fisiologiche del paziente. Primo step per contrastare la possibilità che si verifichi tale evenienza è fare tutto il possibile per diminuire le cause di stress. Fondamentale è l’identificazione dei pazienti a rischio, un’accurata valutazione preoperatoria e l’osservazione delle condizioni generali del paziente durante le cure, al fine di rilevare i primi segni e sintomi di alterazione degli equilibri fisiologici.

 

Riassunto
Le emergenze mediche in odontoiatria rappresentano un argomento molto trattato in letteratura, anche in tempi recenti. In questo aggiornamento monografico si evidenzia che ogni emergenza può essere prevista, e quindi evitata, raccogliendo con cura l’anamnesi del paziente e osservando il suo comportamento durante le cure.
La causa prima delle emergenze è la paura-ansia relativa al trattamento odontoiatrico, che insieme alle condizioni del paziente (età, patologie in atto, terapie farmacologiche seguite, riserve funzionali) può condurre a un’emergenza.
La prevenzione delle emergenze deve essere di tipo primario al momento dell’incontro con il paziente, con la creazione di una relazione empatica e con l’eventuale adozione di sedazione, e di tipo secondario rilevando e curando i segni e sintomi della “distress syndrome”.

Giovanni Damia
Laureato in Medicina e Chirurgia, specialista in Anestesia e Rianimazione, ha lavorato come anestesista per dieci anni al Pronto Soccorso e Reparto di rianimazione del Policlinico Universitario di Milano. Ha esercitato per 40 anni la libera professione odontoiatrica come specialista. Nel 1984 ha introdotto per primo in Italia l’analgesia relativa secondo Langa promovendone la diffusione con corsi teorico-pratici e numerose pubblicazioni. È stato professore a contratto nelle Università di Modena e Cagliari.
Marco Bacchini
Laureato in Medicina e Chirurgia nel 1975, specializzato in Anestesia e Rianimazione nel 1978 presso l’Università degli Studi di Milano, ha lavorato come anestesista dal 1977 al 1987 presso l’Ospedale dei Bambini “V. Buzzi” di Milano, dove dal 1987 al 2001 è stato aiuto responsabile del Servizio di Odontoiatria infantile. Nel 1988 ha introdotto la sedazione cosciente con protossido d’azoto nell’attività clinica nel primo ospedale pubblico in Italia. Dal 2001 esercita a Milano come libero professionista odontoiatra. È stato segretario culturale (2004-2010) e consigliere (2010-2017) Andi Milano-Lodi.

L’argomento delle emergenze mediche in odontoiatria è trattato in moltissime pubblicazioni, anche recenti (Kubo et al, 2005; Manani et al, 2011; Jevon, 2014; Malamed, 2015; Reuter et al, 2017; Chiaranda, 2018), tuttavia riteniamo che non sempre queste pubblicazioni evidenzino in modo sufficiente alcuni elementi distintivi di queste sindromi. Le emergenze nello studio odontoiatrico hanno infatti peculiarità molto diverse di quelle che accadono in altri ambienti e situazioni, per esempio in una pubblica via. In strada l’emergenza è inaspettata, mentre nello studio odontoiatrico può essere prevista con l’identificazione dei pazienti a rischio; anzi spesso, conoscendo le patologie di cui il paziente è affetto, si può prevedere anche il tipo di emergenza.

In secondo luogo, in odontoiatria si conosce la causa prima delle emergenze, che nel 99% dei casi è una reazione psicogena-neurovegetativa o “distress syndrome” (Manani, 2011; Damia, 2018). Questa sindrome del tutto particolare è stata descritta e ben studiata da molti Autori (Hans S, 1974; Debra, 2005; Mark Le, 2006; Geraldine, 2010; Sekino 2013).

Infine, essendo lo studio odontoiatrico un ambiente con presenza di specialisti e operatori medici, questi possono (e devono) monitorare costantemente le condizioni generali dei pazienti al fine di rilevare i primi segni e sintomi di alterazione degli equilibri fisiologici.

Per queste tre fondamentali particolarità l’odontoiatra può e deve rivolgere la sua attenzione non tanto alla diagnosi e alla cura del quadro finale delle emergenze stesse (ossia alla rianimazione cardiocircolatoria) quanto ai reali ed efficaci metodi di diagnosi, prevenzione e cura dei quadri clinici meno gravi di queste evenienze. In uno studio odontoiatrico possono verificarsi, e sono stati descritti, anche emergenze a carico degli accompagnatori o delle persone presenti; tuttavia in questi frangenti è evidente che non esiste responsabilità a carico dell’odontoiatra.

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