L'inclinazione degli incisivi centrali e la loro relazione con l'osso alveolare circostante, valutate sul tracciato cefalometrico, guidano le scelte relative all’inclinazione antero-posteriore di questi elementi, nel corso della terapia ortodontica. Questo tipo di movimenti può tuttavia essere limitato da un altro parametro, ovvero lo spessore delle superfici corticali dell’osso alveolare. A fronte di una corticale sottile, il movimento può determinare, infatti, la formazione di fenestrazioni e/o deiscenze. Alcuni autori indicano, addirittura, l’attivazione di processi che portano al riassorbimento radicolare esterno. Le radici possono trovarsi a confliggere anche con il canale incisivo.

A ciò vanno aggiunte le condizioni di alterazione morfologica a carico dell’arcata, ad esempio in caso di affollamento o di malocclusioni.

A questo proposito, si consideri l’interessante lavoro di Andrews e colleghi, recentemente pubblicato su Angle Orthodontist.

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Lo studio ha analizzato, utilizzando cefalogrammi laterali, le posizioni degli incisivi centrali superiori e inferiori, confrontando pazienti con schemi occlusali ottimali e pazienti malocclusioni di II classe con discrepanze scheletriche anteroposteriori concomitanti. Lo scopo dello studio consisteva nel valutare i rapporti anatomici tra le radici degli incisivi centrali e l'osso alveolare in relazione allo schema occlusale.

Complessivamente, sono stati analizzati i tracciati di 57 pazienti con occlusione normale (32 maschi e 25 femmine, età media 23 anni) e quelli di altrettanti soggetti con malocclusione di II classe (31 maschi e 26 femmine, età media 17 anni). In entrambi i gruppi sono stati inclusi esclusivamente pazienti che non erano stati sottoposti, in passato, a trattamento ortodontico.

L’analisi statistica ha evidenziato differenze significative, tra i gruppi, per quanto riguarda l’indice di Wits (indicativo della relazione antero-posteriore), lo spessore dell'osso alveolare superiore, l'inclinazione dell'incisivo inferiore, la distanza della radice degli incisivi – sia superiore che inferiore – dalla superficie vestibolare dell'osso alveolare. Per quanto riguarda diverse di queste variabili, sono state riscontrate leggere differenze anche in base al sesso.

In entrambi i gruppi, le radici degli incisivi superiori erano più prossime alla superficie vestibolare del processo alveolare che alla superficie palatale, con un rapporto di circa 2:1. Gli apici delle radici degli incisivi inferiori sono risultati, invece, tendenzialmente equidistanti dalle superfici vestibolari e linguali dell'alveolo nel gruppo dei normocclusi e, invece, più prossime alla superficie vestibolare nei soggetti di II classe.

Gli autori hanno pertanto concluso rilevando la tendenza degli incisivi superiori a occupare il terzo anteriore dell'alveolo, in soggetti non trattati ortodonticamente, indipendentemente dai rapporti interarcata. Al contrario, gli incisivi inferiori, nei casi di malocclusione di II classe, mostrano un comportamento opposto. Nei soggetti normocclusi, al contrario, gli stessi elementi tendono a centrarsi nell’alveolo.

Riferimenti bibliografici su incisivo centrale e ortodonzia:

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34383019/

Posizione incisale e spessore dell’osso alveolare - Ultima modifica: 2021-08-19T15:35:44+00:00 da redazione

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