Polimetilmetacrilato rinforzato con biossido di titanio nella realizzazione di protesi totali: lo stato delle evidenze

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Negli ultimi anni, nel campo della protesi dentale si è assistito a un notevole sviluppo, anche nel trattamento delle forme di edentulismo totale. L’interesse del professionista e, quindi, della ricerca è rivolto principalmente, com’è normale che sia, alle soluzioni fisse di tipo implanto-protesico.

In molti pazienti, tuttavia, la “vecchia” protesi rimovibile è una soluzione che può essere considerata e, alla fine, per una serie di motivazioni, deve essere percorsa.


 

 

Lo stesso aggettivo utilizzato non è pertinente alla realtà, dato che anche questa branca, negli anni, ha subito delle innovazioni, per quanto riguarda protocolli e soprattutto materiali, sia da impronta che per fabbricazione.


 

 

Concentrandosi sulla seconda categoria, il materiale di elezione, sin dagli anni ’30 del XX secolo, è senza dubbio il polimetilmetacrilato (PMMA). Questo è da sempre apprezzato per proprietà meccaniche, stabilità dimensionali, estetica, manipolabilità e costi. Ciò nonostante, conserva comunque rischi di rottura, da carico o anche a seguito di cattiva manutenzione.

Per queste ragioni, ad oggi, sono state proposte svariate metodiche di laboratorio volte al miglioramento delle caratteristiche, tramite interventi sulla composizione o sulla polimerizzazione delle resine.

Tra questi, un particolare interesse è rivolto all’incorporazione, all’interno del materiale, di particelle nanodimensionali di biossido di titanio (TiO2).

Al fine di dare a tecnici e dentisti indicazioni perfettamente centrate sull’evidenza, un gruppo di lavoro indiano ha recentemente condotto una revisione sistematica della letteratura, pubblicata su Japanese Dental Science Review, dedicata proprio alle protesi totali in PMMA rinforzato con TiO2.

L’indagine, volta a includere esclusivamente trial randomizzati controllati che analizzassero in vitro, come primo parametro, la resistenza alla flessione della resina, ha sondato le banche dati PubMed, Google Scholar, Scopus e Web of Science.

Partendo da un pool di 252 record, provenienti quasi tutti dai primi due database, sono stati selezionati 16 full text meritevoli di attenzione e, di questi 6 studi da condurre ad analisi qualitativa e quantitativa. Questi hanno valutato e confrontato concentrazioni all’1, 3 e 5% di biossido di titanio.

La limitatezza del campione soffre ulteriormente della mancanza di standardizzazione: un utilizzo maggiormente stringente delle linee guida ISO, secondo gli autori, favorirebbe la definizione di risultati ripetibili. Ad oggi, pur avendo acquisito delle certezze (aumento della resistenza strutturale al diminuire della dimensione delle particelle), non vi è concordanza sull’effettivo impatto del rinforzo, né sulla concentrazione di additivo da consigliare.

In conclusione, allo stato attuale delle conoscenze, l’utilizzo di PMMA rinforzato con TiO2 non può essere supportato. A breve, ci si augura di avere a disposizione informazioni da studi con campioni raccolti adeguatamente e trattati nel rispetto delle linee guida.

Riferimenti bibliografici 

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/32123548/

Polimetilmetacrilato rinforzato con biossido di titanio nella realizzazione di protesi totali: lo stato delle evidenze - Ultima modifica: 2020-09-01T07:21:53+00:00 da redazione
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