Patologie congenite cranio-maxillo facciali e labiopalatoschisi: strategie di cura in Paesi a basse risorse Premium

Qualsiasi attività di carattere assistenziale porta intrinsecamente con sé la volontà di migliorare la condizione altrui, generando sollievo dalla sofferenza e preservando la salute psico-fisica dell’interessato. Ciò ha da sempre determinato nel personale sanitario la volontà di aiutare pazienti al di fuori dal proprio contesto sociale e lavorativo, spesso a distanza, a volte in continenti lontani ed in paesi a basse o bassissime risorse.

Nel contesto specialistico del trattamento delle malformazioni cranio-facciali, la cura delle labiopalatoschisi (difetto malformativo tra i più frequenti, con in media 1 affetto ogni 1.000 nati) ha da sempre costituito un punto cardine dell’attività medica all’estero: ciò è dovuto sia alla relativa frequenza di tali deformità, sia all’importante stigma conferito ai portatori di tali malformazioni a opera di differenti culture e religioni. Il difetto fisico, in contesti di povertà culturale, è frequentemente associato ad aspetti riprovevoli legati alla supposta condizione morale di chi ne è afflitto, perciò identificato “anormale” o “deviante” e quindi da evitare. Dalla diversità deriva emarginazione, dal pregiudizio scaturisce l’alienazione dalla società, spesso in misura tale da pregiudicare la sopravvivenza stessa delle persone affette.

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Patologie congenite cranio-maxillo facciali e labiopalatoschisi: strategie di cura in Paesi a basse risorse - Ultima modifica: 2019-10-21T16:02:03+00:00 da monicarecagni

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