Overland for Smile (Ofs) è un progetto umanitario itinerante, totalmente no profit, volto a fornire un aiuto concreto in ambito odontoiatrico ai bambini orfani, abbandonati e disagiati dei paesi dell’Est Europa. Simbolo e unità operativa è un mezzo IVECO, racconta Paola Teti, odontoiatra volontaria e vicepresidente dell’associazione, allestito a moderno studio odontoiatrico con tre poltrone operative al suo interno. Al progetto, giunto al suo diciassettesimo anno di missione, partecipano: medici-dentisti, odontoiatri, igienisti, assistenti alla poltrona e semplici volontari che liberamente e gratuitamente decidono di dedicare parte del proprio tempo alla “cura” dei bambini meno fortunati. La missione è strutturata in moduli settimanali con squadre che si alternano ogni sabato. Ogni anno si danno il cambio circa 200 volontari a coprire le settimane di missione che vanno da giugno a settembre.

Un camion colmo di emozioni

“Sono venuta a conoscenza di Ofs attraverso mio padre, che è un collega, nel settembre del 2006”, racconta Paola Teti, “aveva letto un articolo che parlava della nascita di questa nuova associazione il cui elemento distintivo era un camion Iveco come unità operativa e che aveva appena terminato il primo anno di missione.

Durante l’Expodental abbiamo cercato quel camion, ci siamo saliti e io non sono mai più scesa. Ancora adesso ogni volta che ci salgo, che ne sento l’odore, rivivo ogni emozione; vedo i bambini in poltrona, i miei compagni di avventura, i colori, sento la musica. Bisogna salire sul camion arancione almeno una volta per capire”.

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La squadra di Ofs

Overland for smile è basata sullo spirito di gruppo. “All’interno di Ofs ci piace considerarci una squadra”, spiega Teti, “e come tale ciascuno di noi si adopera affinché ogni anno il camion arancione possa partire e mettersi a disposizione del maggior numero possibile di bambini. Io personalmente mi sono occupata in questi anni prevalentemente dei contatti con i volontari e della formazione delle squadre operative”, che è poi il fulcro dell’organizzazione che permette di operare sul campo.

I principali obiettivi di Overland for smile

Paola Teti
ha una laurea in Odontoiatria e Protesi dentaria conseguita all’Università degli Studi di Milano e un Master in Parodontologia ottenuto all’Università di Torino. Autrice di pubblicazioni scientifiche su riviste nazionali e internazionali, è membro attivo di Overland for Smile dal 2007, attualmente con la funzione di vice-presidente. Esercita la libera professione a Milano e Cremona

La carie è una delle malattie infettive più diffuse al mondo che anche i volontari di Ofs cercano di contrastare in tutti i modi. “La incontriamo anche noi nei luoghi in cui operiamo”, dice Teti, “questo può essere dovuto alla cattiva alimentazione e a un’igiene orale spesso inesistente. Per dare l’idea, in un Istituto, è capitato di trovare un unico spazzolino per tutti i bambini. I nostri principali obiettivi sono la cura, senza fini di lucro, delle patologie odontostomatologiche più comuni volte a restituire ai piccoli pazienti uno stato di salute orale e il miglioramento sensibile della funzione e dell’estetica; e la prevenzione, attraverso lezioni collettive di igiene orale al fine di trasmettere l’importanza di avere denti sani e fornire le nozioni basilari per il raggiungimento di un buon livello di salute del cavo orale”.

D’altro canto, prevenzione e cura fanno rima con organizzazione, negli studi odontoiatrici come in Overland for Smile dove il metodo di lavoro è impostato secondo precisi protocolli. “Personalmente, all’inizio della mia carriera di odontoiatra”, racconta Teti, “sono stata in studi molto meno organizzati del camion di Ofs. Come organizzazione no profit che lavora in ambito sanitario, infatti, possiamo ritenerci davvero fortunati, perché sostenuti e sponsorizzati, nell’aspetto clinico, dalle migliori aziende del settore. Questo consente ai volontari di operare in condizioni ottimali, con prestazioni secondo i più elevati standard europei. Il veicolo su cui lavoriamo rappresenta l’unione di alta tecnologia meccanica (con un raffinato prodotto di carrozzeria) a una strumentazione medico-odontoiatrica all’avanguardia. I protocolli clinici, quali linee guida ufficiali, sono stati redatti dal professor Enrico Gherlone (primario dell’Unità di Odontoiatria all’IRCCS Ospedale San Raffaele di Milano e Magnifico Rettore dell’Università Vita-Salute San Raffaele) in qualità di direttore scientifico”.

L’unico limite che si riscontra durante il primo giorno di lavoro sul camion, ammette Teti, è la gestione degli spazi che sono per ovvi motivi ridotti, ma che negli anni i volontari hanno trasformato in caratteristica positiva, inventando un gergo operativo che è diventato emblema di ogni missione. “Il percorso fatto per arrivare a questi livelli di organizzazione è stato lungo”, dice Teti, “sicuramente abbiamo fatto degli errori (specie nella prima missione del 2006) che però ci hanno consentito di migliorare anno dopo anno nella logistica (intesa anche come organizzazione degli spostamenti dei volontari, cosa non facile essendo noi operatori sanitari e non tour operator) e nella gestione dei team settimanali, anche grazie ai suggerimenti e al supporto dei nostri volontari. Per citare la nostra presidente e colonna portante Cinzia Prazzoli “il nostro motto è la sfida” e oggi nel 2021 siamo pronti per la nuova del 2022”.

Pronti per ripartire dopo la pandemia

“Essendo Overland for Smile un progetto esistente soprattutto grazie ai volontari provenienti da tutta Italia, in questi ultimi due anni di grave emergenza sanitaria che ha coinvolto tutto il mondo e anche in nostro Paese”, dice Teti, “ci siamo adoperati, specie all’inizio della pandemia, per raccogliere fondi da destinare all’acquisto di materiale di protezione per gli ospedali di tutta la nostra penisola. In parallelo continua il nostro lavoro di logistica e raccolta fondi nella speranza che nel 2022 le nostre missioni possano riprendere”.

Per i volontari di Overland for Smile, ogni nuova missione rappresenta una sfida, come guardare avanti per vedere il futuro dell’associazione. “Il nostro progetto più ambizioso sarebbe poter esplorare nuovi territori”, fa sapere la vice-presidente di Ofs, “come Albania, Moldavia e Ucraina, dove il dramma dell’abbandono è ancora più sentito. Si vorrebbe intervenire con più squadre di medici, altri camion attrezzati, più volontari. Ma per fare questo abbiamo la necessità di iniziare un processo di ampliamento costruendo altre due cliniche mobili e attrezzandoci di altri veicoli per il trasporto dei medici e dei volontari.

Nostra volontà e desiderio sarebbe inoltre quello di offrire la nostra professionalità e il nostro aiuto anche ai tanti bambini italiani che vivono nelle case famiglia e nei centri di accoglienza, seguendo le stesse finalità del progetto europeo, fornendo cioè assistenza gratuita per prevenzione e cura delle patologie del cavo orale. Un sogno per il quale lavoriamo da anni e che oggi appare ancora difficilmente realizzabile, ma per citare qualcuno che ha davvero fatto la differenza con le sue battaglie, “un vincitore è un sognatore che non si è arreso”, e noi di certo non smettiamo di sognare”. Come tutte le Onlus, anche Ofs si sostiene e opera grazie alla vicinanza dei sostenitori. “Noi viviamo soprattutto attraverso la vendita dei gadgets di Overland”, spiega Teti, “e la generosità di sponsor e privati cittadini che credono nel progetto. Purtroppo, la pandemia e le difficoltà economiche che ne sono derivate hanno reso sempre più difficile raccogliere fondi. Abbiamo dunque bisogno più che mai di sostegno economico, ma anche di nuovi volontari per affrontare questa nuova ripartenza con lo stesso entusiasmo di sempre, ma con una ventata di aria fresca”.

Il volontariato, un’esperienza che apre il cuore e la mente

Paola Teti è sempre stata incuriosita dal mondo del volontariato specie se rivolto ai bambini. “Ritenendomi fortunata ad aver avuto la migliore delle famiglie possibile”, dice, “mi sentivo quasi in dovere di fare qualcosa verso chi non ha potuto avere lo stesso privilegio. Il volontariato, per citare un’amica e compagna di avventure, è l’euforia di fare e faticare non per denaro, fama o potere, ma per il semplice gusto di essere solidali ai meno fortunati.

Cosa dicono i volontari di Ofs

Andrea Milani
odontoiatra di Piadena (CR), volontario di Ofs

Cosa dicono i volontari di Ofs “Mi sono avvicinato al camion di Ofs curiosando tra gli stand di Rimini agli Amici di Brugg da studente in odontoiatria. Parlando con il direttore clinico, decisi di partecipare in qualità di assistente alla poltrona volontario: fu un esperienza incredibile. Ciò che mi colpì maggiormente fu il clima di reciproca collaborazione tra i colleghi (molto lontano dall’austero modello universitario a cui ero abituato), l’organizzazione clinica e logistica della missione. Gli occhi dei bimbi abbandonati sono però il ricordo più indelebile, un’immensa tristezza che li pervade, ma alla quale sembrano non dar peso. Il rapporto con i piccoli pazienti è davvero qualcosa fuori dal comune, sono infatti loro a riempirti e scaldarti il cuore. Alla prima missione ne fecero seguito molte altre, in qualità di assistente prima e di odontoiatra poi. L’entusiasmo e l’emozione sono sempre rimasti gli stessi e nel corso degli anni il mio bagaglio culturale (sia umano che professionale) ha continuato ad aumentare anche grazie ai forti legami di amicizia che si instaurano tra i volontari.

Luca Mazzocchia
odontoiatra di Roma, volontario di Ofs

Sembra banale dirlo, ma ritengo che Ofs mi abbia veramente cambiato la vita, donandomi gli strumenti per valutare meglio ciò che veramente è importante; cambiando per sempre il mio punto di vista rispetto alle priorità della vita quotidiana. Famiglia, amici, emozioni, esperienze importanti in cambio di qualche settimana e qualche (centinaia) di otturazioni: credo proprio di essere in debito con Ofs”. “Quella di aderire a Ofs è stata una scelta naturale e fortunata al tempo stesso. Ha significato offrire con entusiasmo e semplicità le mie competenze e al contempo ricevere molto in cambio dai piccoli pazienti e dagli altri volontari con i quali si crea inevitabilmente un forte legame di solidarietà e amicizia”.

Le modalità per portare il proprio contributo come volontario a Overland for smile sono consultabili al link www.overlandforsmile.it/diventa-volontario-2 L’Associazione può essere supportata da un punto di vista economico attraverso diverse modalità: www.overlandforsmile.it/come-aiutarci-2

Overland for Smile ha rappresentato per me l’occasione di conoscere un mondo odontoiatrico fatto di dentisti tra cui non c’è antagonismo o competizione, ma confronto e collaborazione; vedere il giovane che apprende dal più esperto e viceversa, tutti con un unico importante obiettivo comune”. È come un grande girotondo fra persone che uniscono energie, dice Teti, conoscenza, professionalità e cuore intorno a bambini che troppo spesso si trovano a vivere esperienze così forti da perdere la loro innocenza. “E proprio lo spirito di squadra e la condivisione”, spiega, “sono gli elementi che secondo me rendono unica Ofs rispetto alle tante altre valide associazioni che coinvolgono medici e odontoiatri; non si è soli con il “malato”, ma insieme a un gruppo di anime che affronta le difficoltà insieme”. I moduli settimanali in cui sono organizzate le missioni poi, consentono di conciliare un’esperienza del genere con la vita familiare e lavorativa. “Overland for Smile è parte integrante della mia famiglia”, dice Teti che è anche una giovane mamma, “il mio bambino più grande è salito sul camion arancione prima ancora di iniziare a camminare. Questa esperienza è davvero un’opportunità di crescita personale, un modo per imparare a capire gli altri, e in fondo anche un po’ se stessi. Durante questo viaggio che dura ormai dal 2007, ho conosciuto gente straordinaria: giovani e meno giovani spinti da una passione che forse è difficile mantenere nella quotidianità. Gente che mi ha aperto la mente verso un mondo di compartecipazione e speranza che si possa davvero cambiare qualcosa se si lavora tutti insieme; gente che, con fatica, ha lavorato per concretizzare un’idea, e che continua a farlo facendo migliaia di chilometri durante tutto l’anno, affrontando il freddo, la pioggia, la fatica di una settimana di lavoro, per raccogliere fondi affinché sempre più bambini possano essere curati. Ci piace pensare che nel sorriso di ogni bambino che abbiamo incontrato e curato ci sia un pezzettino di tutti noi e di tutti coloro che ci sostengono”.

Overland for Smile: pronti per la sfida del 2022 - Ultima modifica: 2021-11-30T14:53:49+00:00 da monicarecagni

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