Odontoiatria estetica: nuove frontiere nella scelta dei materiali

Allo stato dell’arte le faccette dentali sono il gold standard in odontoiatria estetica. Grazie alla loro affidabilità nel tempo e alla loro resa estetica ottimale, vengono considerate il trattamento di prima scelta nella creazione di un sorriso il più naturale possibile. Un vantaggio delle faccette è andare a migliorare – e alle volte a risolvere – non solo problemi quali discromie e macchie dentali, ma anche a modificare, in modo lieve, l’inclinazione degli elementi stessi. Un altro importante vantaggio delle faccette estetiche consiste nella tecnica di preparazione dell’elemento dentario; a differenza delle corone totali le faccette permettono, infatti, ai professionisti di “risparmiare” la struttura dentale ed essere molto più conservativi. Lo stato dell’arte mette di fronte a una scelta molto ampia di materiali per la realizzazione del restauro estetico dei settori anteriori. Il compromesso ricercato in ogni manufatto è quello tra resa estetica e predicibilità del materiale utilizzato.

Analisi della resistenza alla frattura e al taglio di diversi tipi di ceramica per faccette con sottostruttura in zirconia

Fracture and shear bond strength analyses of different dental veneering ceramics to zirconia

Pubblicità

Diniz AC, Nascimento RM, Souza JC, Henriques BB, Carreiro AF. Materials Science and Engineering 2014 C;38:79-84.

La ceramica è uno dei materiali maggiormente usati nelle riabilitazioni orali, in particolar modo nei settori anteriori, per le caratteristiche estetiche e il suo effetto camaleontico. Ad oggi, numerosi studi analizzano e confrontano le molteplici proprietà di questo materiale. Nella scelta del restauro va inoltre valutata la possibilità di ricorrere a una faccetta full-ceramic o a una con sottostruttura in metallo. Nello studio che segue sono state confrontate alcune proprietà fisiche di questi due possibili restauri.

Lo scopo di questo studio è di valutare la resistenza al taglio di diversi tipi di ceramiche usate su un core di zirconia, analizzare al microscopio le eventuali fratture superficiali presenti e confrontare la resistenza al taglio di faccette in ceramica su zirconia con quella di faccette in ceramica su metallo. L’ipotesi nulla di questo studio è che i due materiali si comportino in modo similare per quanto riguarda la resistenza al taglio.
Sono stati confrontati quattro diversi tipi di ceramica tramite il test della resistenza al taglio ed esame al microscopio. I gruppi test erano i seguenti: VM9, Zirkonzanh, Ceramco, IPS. Dopo avere fuso questi quattro tipi di ceramica su dei core in zirconia cilindrici (8 mm di diametro e 12 mm di altezza), si è proceduto con l’analisi delle caratteristiche fisiche degli stessi. Si è proceduto con le stesse modalità su cilindri metallici (Ni-Cr). Successivamente è stata analizzata la superficie dei cilindri tramite un microscopio elettronico a scansione (SEM). I risultati di questi test sono stati analizzati da un punto di vista statistico tramite Anova test con un livello di significatività p<0,05.

I valori di resistenza al taglio delle ceramiche fuse sulla lega Ni-Cr è risultata di (25.3 ± 7.1 MPa), valori significativamente superiori rispetto a quelli registrati per tutte le diverse ceramiche fuse su zirconia: Zirkonzanh (18.8 ± 1 MPa), Ceramco (18.2 ± 4.7 MPa) e IPS (16 ± 4.5 MPa), tranne che per la ceramica VM9 su zirconia (23.2 ± 5.1 MPa). Quest’ultimo risultato non è statisticamente significativo. Tutti i tipi di ceramica hanno mostrato dei fallimenti di tipo coesivo a livello della porcellana stessa e adesivo a livello dell’interfaccia porcellana-substrato. Questo studio ha dimostrato che il sistema ceramica-zirconia non ha gli stessi valori di resistenza al taglio del sistema ceramica-metallo. Quindi, a differenza dei risultati estetici dei restauri “full ceramic”, l’adesione tra la ceramica e la sottostruttura in zirconia è considerate, ad oggi, un punto critico tenendo conto del successo a lungo termine che questi restauri devono assicurare.

Implicazioni cliniche

I risultati di questo studio dimostrano che solo la ceramica VM9 su zirconia ha valori di resistenza al taglio simili alle porcellane fuse su lega; tutte le altre ceramiche su zirconia hanno dimostrato valori di resistenza al taglio significativamente inferiori rispetto al gruppo controllo. L’analisi al SEM delle microfratture superficiali ha rivelato un fallimento di tipo coesivo a livello della ceramica e adesivo a livello dell’interfaccia. Alla luce di quanto riscontrato, l’unica ceramica che presenta caratteristiche all’altezza delle ceramiche fuse è la VM9. 

Valutazione clinica di faccette in porcellana cementate in composito fotopolimerizzabile: risultati a 7 anni
Clinical evaluation on porcelain laminate veneers bonded with light-cured composite: results up to 7 years

D’Arcangelo C, De Angelis F, Vadini M, D’Amario M. Clin Oral Invest 2012;16:1071-9.

Attualmente le faccette in porcellana rappresentano una delle scelte cliniche maggiormente diffuse nelle procedure restaurative nei settori anteriori. Questa diffusione è dovuta principalmente ai numerosi vantaggi estetici, biologici e alla predicibilità a lungo termine offerti da questa tecnica restaurativa.  Il successo a lungo termine delle faccette è determinato dalle proprietà chimico-fisiche dei materiali utilizzati, dalla resistenza alla frattura della ceramica e dal sistema adesivo impiegato. Altri fattori coinvolti nel successo clinico sono: l’adattamento marginale delle faccette, la corretta scelta della preparazione dentale e le condizioni morfologiche e funzionali dell’elemento da restaurare. Le faccette, inoltre, sembrano essere un’ottima scelta anche su elementi dentari trattati endodonticamente. Limitare la preparazione alla sola compagine dello smalto, ottenere una preparazione seguendo un preciso protocollo, trattare successivamente le superfici correttamente e, non da ultimo, scegliere il materiale da cementazione più adeguato sono i presupposti per ottenere un legame tra il restauro e il dente ottimale e stabile nel tempo e quindi assicurare il successo del trattamento.

Lo scopo di questo studio è di valutare la performance clinica delle faccette in ceramica cementate con cemento composito fotopolimerizzabile (Figura 1). Sono state cementate 119 faccette su 30 pazienti e osservate clinicamente dal tempo zero fino a 7 anni in richiami annuali. Seguendo i criteri della United States Public Health Service, sono stati esaminati i seguenti risultati clinici: adattamento marginale, eventuali discromie marginali, carie secondarie, corrispondenza dei colori dente/restauro e alcune caratteristiche morfologiche rilevanti. Ogni singola faccetta è stata poi analizzata per numero di fratture, cracks e decementazioni. A ogni controllo veniva inoltre verificata la vitalità pulpare. Sono stati altresì registrati gli indici di placca e sanguinamento e la comparsa di recessioni gengivali.

Figura 1. a) Fotografia pre-operatoria con evidenti problemi di morfologia e allineamento degli elementi frontali. b) Preparazioni protesiche per sei faccette in ceramica; tutte le preparazioni sono confinate allo smalto. c) Fotografia post-operatoria a seguito della cementazione delle faccette; si noti l’eccellente adattamento gengivale.
Figura 1. a) Fotografia pre-operatoria con evidenti problemi di morfologia e allineamento degli elementi frontali. b) Preparazioni protesiche per sei faccette in ceramica; tutte le preparazioni sono confinate allo smalto. c) Fotografia post-operatoria a seguito della cementazione delle faccette; si noti l’eccellente adattamento gengivale.

La quantificazione del successo/fallimento del restauro è stata determinata tramite un’analisi statistica correlata al restauro stesso o alle caratteristiche cliniche intraorali post-trattamento. Sulla base dei criteri utilizzati, la maggior parte dei restauri sono stati classificati come Alfa. Dopo 7 anni i risultati degli esami clinici riguardanti l’adattamento e le discromie marginali hanno rivelato solo il 2,5% e il 4,2% rispettivamente. Usando i restauri protesici come unità statistiche la percentuale di sopravvivenza era di circa il 97,5% con un’elevatissima probabilità di successo di 0.843 a 7 anni. Usando invece il paziente come unità statica, la percentuale di sopravvivenza era del 90% e la probabilità di successo stimata a 7 anni di 0.824. La risposta gengivale alle faccette è risultata all’interno del range di accettabilità. Le faccette in porcellana offrono risultati clinici predicibili e soddisfacenti permettendo la massima preservazione della struttura dentale. La preparazione, la cementazione e la fase di rifinitura sono considerati i “key factors” nel raggiungimento di risultati estetici ottimali e del successo a lungo termine.

Implicazioni cliniche

Considerando le limitazioni metodologiche di questo studio clinico, legate in particolar modo al fatto che non si tratta di un lavoro prospettico, è possibile comunque concludere che seguire precisamente un protocollo di preparazione sovragengivale dell’elemento dentale, cementare le faccette con un composito fotopolimerizzabile sotto costante isolamento della diga di gomma e rifinire con massima attenzione il manufatto protesico sono tutti step associati a un’elevata percentuale di sopravvivenza.

Odontoiatria estetica: nuove frontiere nella scelta dei materiali - Ultima modifica: 2014-10-26T14:46:23+00:00 da paolavitaliani

2 Commenti

  1. […] è sempre tema di grande interesse, in particolar modo per i pazienti che desiderano mantenere un sorriso bello e sano. Una novità arriva dall’ University of Edinburgh, dove ricerche recenti sostengono […]

  2. Odontoiatria estetica: come e perchè utilizzare la scala colori | DM Il Dentista Moderno

    […] quella che mira ad essere un’odontoiatria estetica la scala colori permette una scelta su base empirica del colore, raffrontando le varie […]

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome