Criteri in odontoiatria estetica

Nel corso dell’ultimo decennio, l’estetica in protesi ha conosciuto un notevolissimo sviluppo, tanto che diversi Autori oramai riconoscono l’esistenza dell’odontoiatria estetica o cosmetica, come di una branca a sé stante. Al di là dei notevoli progressi in ambito clinico e odontotecnico, si assiste oggi ad un accresciuta consapevolezza da parte dei pazienti, alla quale i professionisti hanno avuto l’esigenza di adeguarsi. L’incidenza del sorriso nell’estetica del viso è indiscutibile, e ne è accertato l’impatto a livello di qualità della vita generale. Dal punto di vista anatomico, diversi Autori concordano nel definire la regione estetica proprio come quella che viene esposta nell’atto del sorriso. Ne risulta come essa sia soggetta a variabilità interpersonale, oltre che all’interfaccia con i tessuti gengivali (“estetica bianca” ed “estetica rosa”), all’aspetto anatomico della rima labiale ed alla conformazione del viso.

La diagnostica e la gestione clinica rispondono a regole codificate e si indirizzano a risultati precisi. L’obiettivo non potrà essere evidentemente la standardizzazione del sorriso, ma il perfezionamento dell’estetica nel rispetto della morfologia dell’individuo. Il presente articolo vuole fare luce su alcuni dei criteri attualmente in uso in odontoiatrica estetica, con uno sguardo ai possibili sviluppi nel prossimo futuro.

Una premessa fondamentale della riabilitazione in odontoiatria estetica è lo studio della dentatura “di partenza”. Il professionista dovrà naturalmente ascoltare e, per quanto possibile, accontentare le richieste del paziente, ma la resa estetica passa anche per l’armonizzazione con gli elementi dentari adiacenti.

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In tal senso, la storia del paziente è una componente decisionale anche di alcuni aspetti pratici, come la forma e le dimensioni degli elementi estetici. Già negli anni ’60, Fisher proponeva di scegliere la forma dei denti in base a sesso, età e personalità del paziente. Nel corso degli anni, naturalmente, i criteri sono cambiati. Oggi si assiste a una forte tendenza verso il compromesso terapeutico: la scelta è compiuta in accordo con il paziente, e anche il mercato fornisce sistematiche semplificate, la più nota delle quali è probabilmente il Digital Smile Design, che permettono questo tipo di comunicazione.

Oltre a tali considerazioni, sono stati messi a punto dei veri e propri reperi geometrici da applicare.

La proporzione nota come “sezione aurea”, ad esempio, risulta applicabile tanto sullo studio del viso, quanto su quello del sorriso.

Sul sorriso, poi, sono disponibili indicazioni precise riguardo le dimensioni degli elementi, la loro altezza (in particolare, il livello degli incisivi laterali rispetto ai centrali), l’inclinazione sui diversi piani e il grado di rotazione. Per quanto riguarda l’analisi del volto, la cosiddetta “mappatura macro estetica” si basa sull’immagine frontale del volto. Il viso, tuttavia, può essere osservato anche sul piano sagittale: molti dei criteri di studio, in questo caso, sono mutuati dalla diagnostica in ortodonzia.

Criteri in odontoiatria estetica - Ultima modifica: 2016-09-09T07:25:35+00:00 da redazione

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