Odontoiatria computerizzata

Sono sempre stato affascinato dalle invenzioni, dalle scoperte e dalla tecnologia. Forse per questo, o forse per rilanciare nella progenie un entusiasmo a volte poco pronunciato, mi sono imbattuto per caso, una domenica di settembre, nel magico mondo del museo “Leonardo da Vinci” di Milano. Ormai destinato come da programma familiare a ripercorrere disegni e progetti del famoso scienziato, pittore e architetto, mi sono imbattuto in un’insolita e accattivante mostra incentrata sulle grandi scoperte della medicina.

In un’ampia esposizione il progetto ab medica 3.0 è esposto attraverso un percorso dinamico e interattivo, che ripropone le tappe più importanti della storia della medicina fino ai giorni nostri e oltre. Oltre poiché la sezione più interessante della mostra è articolata in tre temi principali e in espansione per il nostro futuro medico-scientifico: le neuroscienze, il sequenziamento del genoma umano e la chirurgia robotica.

A disposizione dei visitatori è allestita una postazione dedica al sistema chirurgico robotico “Da Vinci”, approvato dalla FDA nel 1999 e ora giunto alla sesta versione installata presso le sale operatorie di tutto il mondo. Seduto alla consolle chirurgica, “legato” mani e piedi a joystick e pedaliere ho potuto provare l’ebrezza di “giocare” con uno degli strumenti tecnologicamente più evoluti della moderna chirurgia automatizzata mininvasiva. Dopo qualche minuto di allenamento con alcuni “videogame” per prendere confidenza con i comandi, mi sono ritrovato a utilizzare bisturi, porta aghi e suture attraverso un software che simula in tutto e per tutto la realtà operativa chirurgica. L’esperienza è avvincente, l’interazione stupefacente; la percezione dello spazio e degli strumenti che interagiscono con le strutture anatomiche attraverso il visore è assolutamente magnifica. I “Da Vinci” di ultima generazione consentiranno l’utilizzo di doppie consolle per interventi “a più Joystick” e, nel prossimo futuro, anche il controllo remoto del “carrello paziente”, cioè della componente operativa con i bracci meccanici movimentabili e interscambiabili; a oggi sono in commercio oltre 70 inserti terminali per le più svariate esigenze.

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Durante la “gita” guidata al sommergibile Enrico Toti, interessante e istruttiva, soprattutto per il resto della famiglia, non ho fatto altro che pensare alle possibili applicazioni della tecnologia robotica nel campo odontoiatrico. Tra batterie elettriche, manometri, timoni e lanciasiluri, ripassavo mentalmente i limiti del nostro lavoro clinico sul paziente; gli spostamenti della testa durante le più banali operazioni, l’irrigazione degli strumenti e la necessità di aspirazione della saliva, i movimenti della lingua, l’ingombro dei nostri manipoli sono solo alcuni degli elementi che ci separano dall’idea di poter un giorno abbandonare il nostro seggiolino vicino alla poltrona. Probabilmente alcuni film di fantascienza dei prossimi anni permetteranno di seguire nelle sale cinematografiche un dentista alle prese con postazioni di cura remote, magari dislocate migliaia di chilometri dai riuniti in cui siedono i propri pazienti. Al momento ricostruire un dente davanti al computer e vederlo cementato da un robot nel cavo orale è solo una mezza realtà. Il resto, fantasia. Ma non perdetevi un giro in via San Vittore 21 a Milano.

Odontoiatria computerizzata - Ultima modifica: 2015-10-12T16:25:42+00:00 da Dino Re

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