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Nuovo composito nanoriempito con nanofibre

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Nell’ampio contesto dei materiali biocompatibili, negli ultimi anni si è assistito a un interessante sviluppo dei prodotti delle nanotecnologie. In ambito odontoiatrico, questa tecnologia sta trovando impiego nel contesto chirurgico e biologico dell’ingegneria tissutale, ma non solo. Essa trova riscontro clinico anche per quanto riguarda la pratica restaurativa e, tenendo conto degli aspetti economici, sta conoscendo uno sviluppo commerciale notevole. Parlando di nanocompositi, bisognerebbe fare un distinguo fra resine nanoriempite e nanoibridi. Le prime hanno sicuramente una maggiore diffusione e ricoprono un ruolo oramai importante sul mercato, anche perché il loro grado di riempimento è sostanzialmente sovrapponibile ai comuni compositi ibridi. Il filler è contenuto nella forma minima di nanomeri, raggruppati in nanocluster. Filtek Supreme™ – 3M ESPE è stato il primo prodotto di questo tipo ad essere commercializzato, e rappresenta probabilmente anche il più conosciuto ed impiegato all’interno del settore. Il concetto alla base dei compositi nanoibridi consiste invece in un potenziamento del grado di riempimento degli ibridi, appunto. Recentemente, sono state compiute alcune ricerche su quella che potrebbe essere definita la “terza via”. Queste hanno portato all’introduzione di nanocompositi contenenti, oltre che le comuni nanoparticelle (ovvero molecole tridimensionali con nessuna delle 3 dimensioni eccedente i 100 nm), una percentuale di nanofibre. Una nanofibra è invece una molecola in cui una delle 3 dimensioni prevale, superando i 100 nm. L’introduzione di tali composti dovrebbe migliorare ulteriormente le caratteristiche di resistenza della resina, sia in termini di resistenza alla compressione e alla flessione che per quanto concerne i coefficienti di contrazione. Il primo prodotto commerciale (NovaPro™ Flow – Nanova Biomaterials Inc.) basato sul contenuto di nanofibre di fosfato di calcio è il frutto di una collaborazione con l’Università del Missouri ed è stato recentemente approvato dalla FDA. È pertanto disponibile, al momento, solamente sul mercato statunitense. Si tratta appunto di un composito flowable, indicato principalmente per la realizzazione di otturazioni di V e III classe ed anche di I classi non sottoposte a carico, sigillature, come base liner di restauri diretti, riparazione di piccoli difetti in regione estetica. Non è da escludere che materiali di questo tipo possano essere sviluppati e introdotti nel mercato europeo in un prossimo futuro. La stessa casa produttrice sta testando clinicamente altri prodotti analoghi (compresa una linea completa di compositi in pasta). Il presente articolo, dunque, non ha di per sé alcun intento commerciale: si invece auspica un ampliamento della letteratura nell’ambito dei nanocompositi, con l’allestimento di trial clinici con follow up prolungato sui materiali già disponibili e di studi prospettici su quelli neoimmessi.

Video updated on Youtube by SAMI Ziade

 

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