Si può dire che, per le normali esigenze cliniche dell’odontoiatra, la TC cone beam costituisca il vertice dell’imaging radiodiagnostico, nel bene e nel male. Esso rappresenta, infatti, l’esame maggiormente informativo ma anche quello che espone il paziente alla dose radiante maggiormente elevata.

In generale, la dose efficace negli esami radiologici viene stimata utilizzando dosimetri di termoluminescenza o film radiocromici situati su fantocci da radiologia. Al fine di ottenere risultati affidabili, occorre esperienza da parte dell’operatore, che deve individuare più punti di misurazione. Nel caso di un esame tridimensionale, come appunto la TC cone beam, vi è l’ulteriore difficoltà dell’effettuare una valutazione con un ampio field of view (FOV) o diversi FOV più piccoli.

Per porre rimedio anche a questi limiti, recentemente è stata introdotta un nuovo modello di simulazione, detto di Monte Carlo. Questa permette lo studio in silico, cioè eseguito direttamente sul software, senza la necessità di allestire un modello fisico. L’utilizzo del software richiede, evidentemente, una certa expertise, ma assicura risultati sovrapponibili a quelli di dosimetro di termoluminescenza usato correttamente.

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Recentemente, il modello di Monte Carlo è stato riapplicato sulla TC cone beam, tenendo conto del movimento della sorgente radiante, con l’intento di ridurre al minimo l’approssimazione; è stato utilizzato un metodo step-and-shoot, che consiste nella non emissione nelle fasi di passaggio fra le diverse configurazioni del collimatore.

Il sistema TC cone beam incluso nel modello sperimentale supporta 3 diversi FOV; per comodità, ne sono stati però inseriti 2, uno più grande (8×8 cm), capace di scansire l’intera bocca, e uno più piccolo (4×4 cm), limitato alla zona incisale.

I parametri di scansione erano i seguenti: tensione del tubo 80kV; corrente del tubo 7 mA; tempo di acquisizione (per una rotazione di 360°) 17.5 s. Non sono state impostate metodiche di riduzione della dose, che per area è stata pari a 889 mGy per il FOV 8x8 e 222 per il FOV 2x2.

Nella simulazione sono state inserite le seguenti impostazioni. Il punto focale del tubo a raggi X è stato inserito come una sorgente puntiforme del diametro di 100 µm. è stato inserito un collimatore di piombo da 35 mm, che ha conferito al fascio radiante, angolato di 20°, una forma di piramide quadrangolare.

Il voxel phantom, il fantoccio tridimensionale, è stato suddiviso in 8 slice, nelle quali sono stati individuati 18 siti (aree cubiche da 1 cm di lato) di rilevazione della dose efficace, corrispondenti a cervello, ghiandole, cristallino ecc.

Da un punto di vista clinico, sulla base delle rilevazioni del modello sperimentale, viene stabilito come sovrapporre più FOV di piccola dimensioni, piuttosto che impostarne uno grande (un po’ come impiegare uno status radiografico al posto di una normale panoramica), è un’opzione tecnicamente complessa, ma valida dal punto di vista della qualità dell’immagine e anche della radioprotezione.

Riferimenti bibliografici a proposito di TC cone beam

Modello di Monte Carlo nella valutazione della dose efficace della TC cone beam - Ultima modifica: 2021-05-06T06:22:04+00:00 da redazione

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