Miniviti ortodontiche nella retrazione canina post-estrazione del primo premolare

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La letteratura indica come fino al 50% dei piani di trattamento ortodontico preveda delle estrazioni: in questo senso, il primo premolare superiore è uno degli elementi più spesso coinvolti.

Per compensazione, avendo recuperato spazio, sono i canini a occupare il sito dei premolari. La retrazione canina richiede in media 6-9 mesi e può essere condotta attraverso diversi protocolli di spostamento.

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Tra queste opzioni, ad esempio, i dispositivi di ancoraggio temporaneo trovano ampio spazio d’uso. Ad esempio, miniviti ortodontiche in acciaio inossidabile o in titanio, di vari diametri e lunghezze. Esse possono essere impiegate come unità di ancoraggio diretto, per consentire il movimento del dente, o indirettamente al fine di prevenire la perdita di ancoraggio.

L’interessante studio di Akın e Camcı, da poco pubblicato su Progress in Orthodontics, si è proposto di confrontare, utilizzando un modello digitale tridimensionale, gli effetti (velocità, rotazione, angolazione e perdita di ancoraggio) di diverse metodiche di applicazione della forza (rispetto al centro di resistenza) nella retrazione canina. utilizzando misurazioni del. In più, gli sperimentatori si sono proposti di verificare eventuali correlazioni con età, sesso e altre variabili.

Il lavoro ha coinvolto un totale di 36 pazienti, 20 dei quali di sesso femminile, con un’età media di 17 anni. Ciascuno riportava uno schema occlusale di II classe I divisione, indirizzato a trattamento ortodontico con estrazione del primo premolare superiore.

Il modello sperimentale impostato è stato quello del trial clinico randomizzato split-mouth: da un lato, la forza di retrazione, pari a 150 grammi, è stata posta sul braccio (power-arm sliding), dall’altro, direttamente sul bracket (direct sliding).

Come anticipato, l’analisi è stata condotta secondo modelli digitali, ottenuti tramite scanner intraorale, raccolti al tempo zero, cioè all’inizio del momento di retrazione, al primo mese (T1), quindi al secondo (T2) e il terzo (T3).

Con un apposito software, è stato possibile eseguire le valutazioni precedentemente elencate.

I risultati attestano un’efficacia, in termini di velocità di retrazione totale, significativamente superiore nella tecnica diretta. È emersa una correlazione negativa con l’età, comunque non significativa. Sempre per quanto concerne la velocità di retrazione, non è stata osservata alcuna differenza tra partecipanti di sesso femminile e soggetti di sesso maschile in alcuna delle due tecniche di retrazione.

Considerando gli altri parametri, non sono risultate differenze statisticamente significative per quanto riguarda angolazione, rotazione, né perdita di ancoraggio. Per quest’ultimo parametro, le miniviti sono state valutate come sicure dagli autori.

In ultima analisi, lo studio ha indicato come efficace l’impiego dei dispositivi di ancoraggio temporanei nella retrazione canina susseguente all’estrazione del primo premolare, indicando come preferibile una metodica diretta.

Riferimenti bibliografici a proposito di miniviti ortodontiche

https://pubmed.ncbi.nlm.nih.gov/34368923/

Miniviti ortodontiche nella retrazione canina post-estrazione del primo premolare - Ultima modifica: 2021-08-24T06:55:53+00:00 da redazione

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