Metodica geometrica di determinazione della forma del viso

DM_il dentista moderno_forma del viso

La forma del viso costituisce un elemento da considerare in maniera oramai imprescindibile nelle riabilitazioni protesiche di tipo estetico. La forma del viso risulta infatti collegata al modello individuale del sorriso. Ragionando in termini più generali, poi, moltissimi autori hanno correlato l'armonia del viso a quella degli incisivi centrali. Alcuni altri, poi, hanno messo in relazione la morfologia del volto con quella dell'arcata superiore edentula.

4 forme del viso: come riconoscerle

Hitherto ha definito una classificazione di 4 forme di base del viso: quadrato, affusolato, quadrato-affusolato, ovale. Sono stato tuttavia evidenziate delle forme intermedie non assegnabili a nessuno dei 4 modelli.

La scelta di una metodica geometrica è volta alla standardizzazione della procedura, attraverso l'eliminazione di quegli errori che attengono al giudizio visivo individuale, tramite il passaggio a criteri oggettivi. È quanto si è proposto di fare Ashok nel suo studio recentemente comparso su Journal of Oral Biology and Craniofacial Research. La scelta di una metodica di tipo analogico, in questo caso, non vuole essere un passo indietro rispetto alla realtà digitale in cui oggi la protesi estetica si muove, ma è volta a validare sul piano scientifico una procedura che già le fotocamere digitali possono applicare.

Si tratta difatti di uno studio preliminare, clinico e fotografico, che ha coinvolto 200 soggetti di entrambi i sessi, con età compresa tra i 18 e 25 anni e dotati di visi regolari e privi di asimmetrie evidenti.

La valutazione clinica, come anticipato, è di tipo geometrico e non soggettiva. I clinici si sono avvalsi di un indicatore trasparente, sul quale definire alcuni precisi punti di riferimento: A (a destra) e A1 (a sinistra) per l'ampiezza massima del terzo superiore, B e B1 in maniera analoga a livello del terzo medio (arcate zigomatiche), C e C1 nel terzo inferiore (angoli della mandibola).

Una procedura del tutto analoga è stata effettuata intervenendo sulla riproduzione fotografica del volto del paziente.

I punti di ciascun lato sono stati poi collegati con delle linee, formando degli angoli di convergenza con vertice in B/B1 (2 a destra e altrettanti a sinistra), rappresentativi delle parti più esterne del viso, sulla base dei quali è possibile definire la forma del viso:

  • quadrato: angolo di convergenza < 5°
  • ovale: angolo di convergenza tra 5 e 12°
  • affusolato: angolo di convergenza > 13°

In caso di asimmetria tra angoli inferiori e superiori si può definire un viso quadrato-affusolato.

In ultima analisi, gli autori hanno confrontato, relativamente agli stessi soggetti, la metodica clinica e quella fotografica, senza rilevare differenze significative. L'approccio fotografico è quello che legittimamente si presta maggiormente alla quotidianità operativa, data la mole di documentazione fotografica (ed eventualmente video) su cui i protocolli protesici contemporanei “obbligano” a lavorare, anche con la dotazione di un semplice smartphone, quando non con una reflex digitale professionale.

Riferimenti bibliografici

https://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/31198677

Metodica geometrica di determinazione della forma del viso - Ultima modifica: 2019-07-18T07:51:36+00:00 da redazione
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